Le tre carte

Chissà se è stato solo per risparmiare, perché se ci si fossero messi d’impegno non sarebbe venuta più curiosa. Il fatto è che mai come quest’anno gli intrecci di prof interni/esterni, nelle commissioni d’esame, sono sorprendenti. Io sono finita ad esaminare la classe di GranSignora, ex tutor della scuola di specializzazione cent’anni fa.  AmicoMio sta esaminando la quinta di Vulcano, altra ex tutor della scuola di specializzazione e grande amica di GranSignora.  Tizio è finito nella commissione della classe di Caio, Caio di Sempronio,  e anche i presidenti ormai sono tutti presidi o colleghi noti, perfino l’ex dirigente della scuola dei miei figli medesimi. L’altra mattina all’alba incontro Clara, che fa esami al piano di sopra ed era il grande amore immenso di OrsoBruno, quando eravamo all’uni. Clara era moderatamente in ansia per la figlia maggiore, che stava per affrontare lo scritto di matematica. Dove va, che scuola fa? Viene fuori che la sua prof è la stessa che presto comincerà a interrogare i miei elfi. AmicoMio, che la conosce perché hanno scelto la cattedra insieme, dice che è una tosta. Fisico, PhD, vincitrice di concorso  (il che, come sappiamo, potrebbe non voler dire nulla) ha un curriculum di tutto rispetto. Molto brava, conferma Clara, ma un po’ rigidina.

E’ per questo che quando SorellaArtistica mi ha detto che gli elfi nello scritto di matematica hanno sbancato mi sono sentita molto soddisfatta. In genere penso che chi è bravo è bravo nonostante tutto – nonostante i professori che gli capitano, nonostante gli scherzi della trama, nonostante la luna e le stelle. Ma un 70% di voti sopra il 13 è anche una soddisfazione personale, anche se lo scritto non era difficile (era però insidioso, e molti so che hanno avuto problemi). Tra poco gli elfi emergeranno dai fumi della notte passata a ripassare le ultime cose e si trascineranno a scuola a studiare i tabelloni dei voti degli scritti. Io sono qui che aspetto i commenti.

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2 risposte a Le tre carte

  1. 'povna ha detto:

    Sui grandi numeri, chi è bravo è bravo e, sempre sui grandi numeri, i concorsi (veri) raramente sbagliano. E’ dato di fatto, sia per lei, sia per i tuoi Elfi. Noi prima giornata di orali, sotto traccia accadono cose disarmoniche, e succede il paradosso che si arriva a votazioni abbastanza giuste (per quanto lievemente al ribasso) per i motivi sbagliati e con gli esterni che, pur sulla carta in minoranza, sbancano il banco della meschinità per 1/100. PdP ha scelto di non schierarsi e di cercare di mediare e non andare a votazione perché a parte del buon senso sarebbe stata sempre quella di noi interni, e questo rischia di compromettere i nostri tre possibili 90 oggi e domani.
    Ma il tutto lascia una bocca assai amara. Mi sa che oggi si nuoterà parecchio, si nuoterà…

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