domenica

Ore 10.

10 km di corsa, il marito al lavoro già da tre ore, la figlia gialla in viaggio di istruzione – un modo soft per cominciare il liceo, beata lei. Gli altri che si svegliano pigri, e pigramente fanno colazione.

Il lavoro che non ti dà tregua, mail e whatsappini che si accavallano per metterti alla prova, aspettando che mandi il testo delle prove d’ingresso all’ambasciata o un’altra cazzata del genere. Per un anno volevo solo insegnare fisica, leggere romanzi, stirare e andare al cinema il venerdì sera. Possibilmente sola.

Non ce la farò. Mettiamoci al lavoro.

Quest’anno, complice un trasferimento inaspettato andato a buon fine, buon per lui, ho di nuovo sette ore in quinta. Sono miei da quando erano piccoli, ma non c’è mai stato un gran feeling. Una classe di figli di papà un po’ ipocriti e spocchiosi, ma il Grande Capo ha deciso che non potevano restare orfani l’ultimo anno e non ho trovato ragioni serie per dire no. Ok, mi stanno antipatici. Non mi fido. Pazienza.

Ho anche la mia quarta, altre sette ore che faccio molto più volentieri. Se non ci crolla il muro addosso, visto che l’altro giorno è nata una crepa preoccupante assai. Preoccupante quasi come quella tra i banchi dei maschi e quelli delle femmine: è bastata un’estate a riaprire una frattura che ogni anno, con pazienza, bisogna riempire di nuovo. Forse ci vorrà un altro viaggio. Non impossibile, dato che sono stati bravi assai e per Natale dovremmo esserci liberati dell’incubo dell’alternanza scuola lavoro.

Mi restano i piccoli a cui pensare, per loro giochi e trucchi di magia.

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

4 risposte a domenica

  1. melchisedec ha detto:

    Mutatis mutandis, molti dubbi, perplessità e problemi accomunano le nostre scuole e le vicende all’interno delle classi. E il lavoro a casa aumenta. Ora si è aggiunto anche wozzap che, se in taluni casi favorisce l’immediatezza nella comunicazione, in altri ti raggiunge mentre meno te lo aspetti. Chiaramente ho reso silenziosi i gruppi vari della scuola.
    Buon lavoro!

    • ellegio ha detto:

      Il lavoro a casa diverge. Ieri ho speso l’intero pomeriggio per mettere a posto il registro elettronico, solo per le prime due settimane di scuola (durante le quali a scuola non c’è connessione, e comunque c’è così tanto da fare che l’orario di servizio è più che raddoppiato).
      Io alcuni gruppi wa li utilizzo attivamente. Quello della classe che coordino, per esempio, mi risparmia un sacco di lavoro perché la comunicazione è più efficiente. E poi, ho un quarto della classe all’estero, questi primi tre mesi…

      Buon lavoro anche a te 🙂

  2. pensierini ha detto:

    che culo, 18 ore in tre classi 🙂 io ne ho 12 ore in quattro, gioie della Gelmini, che le venga un … bene… a parte gli scherzi, vedo che avete adottato la politica del mat&fis dati allo stesso prof, 7 ore/classe non sono tante? e poi, due voci (e due voti) allo scrutinio possono essere importanti. buon anno

    • ellegio ha detto:

      E’ la prima volta, e solo perché in una delle due il mio collega di matematica ha chiesto il trasferimento. Gli altri anni ne avevo cinque o sei, la politica della scuola è lo spezzatino 🙂

I commenti sono chiusi.