breve elenco di letture agostane

prima di riprecipitare nel vortice, che incombe.

Io non so scrivere recensioni, posso limitarmi a dire se/che un libro mi è piaciuto o non mi è piaciuto. Ché poi d’estate uno magari legge in posti improbabili, in equilibrio su un sasso, sotto al sole cocente, in coda per l’imbarco, e cerca – io cerco – letture rilassanti e facili. Facile anche fare la pila dei sì, e dei no.

Il mio tablet vacanziero conteneva Dickson Carr, Connelly (per la lingua, eh), Primo Levi (da leggere di sera ai giovani, prima di tornare ciascuno ai propri libri, ma non mi reggeva la voce), King, e cose, diciamo, meno da ombrellone (avercelo, l’ombrellone), ma non riuscivo a trovare pace.
Ho comprato La Principessa di Ghiaccio, di Camilla Lackberg, nonostante avessi deciso di chiudere con i gialli svedesi, dopo Larsson e Nesbø. Nesbø è ricomparso in casa, per caso, nelle versione di scrittore per ragazzini. Quando Elle era piccola mia madre le aveva regalato Il Dottor Prottor e la superpolvere per petonauti. Mio padre si era perciò sentito in dovere di rilanciare con L’uomo di neve, non so se rendo l’idea. Bene, archiviato allora il Nesbø da grandi abbiamo finito quest’estate, col giovane Otto, la serie dei Nesbø da piccoli, e speriamo di non tornarci più.
Ecco, volevo dire che nonostante le esperienze giallosvedesi precedenti, niente di che, pensavo che anche Lackberg fosse niente-di-che, ma buona per quelle cose di sopra, il sole e la coda per l’imbarco. Invece, due palle, ché se evito il chick lit un motivo ci sarà.

Non so qual è stata la molla che mi ha spinto a prendere in mano Il seggio vacante, che dormiva da anni sul mio comodino, ma mi è piaciuto. Tanto da ripetere con l’edizione in lingua originale, mentre col nuovo HP non sono andata oltre le prime pagine (l’ho passato alla GG, che per ora è delusa).
Visto però che con la pila di libri in attesa sul comodino stava funzionando bene, mi sono dedicata a due filoni diversi.
Di Alessandro Perissinotto avevo già letto Una piccola storia ignobile, con piacere, quando lui era venuto a scuola per un incontro sulla lettura, un paio d’anni fa, ma mi ero fermata lì. Errore. Bello Le colpe dei padri, che affronta un pezzo di storia nostra collettiva (Roma non è Torino, d’accordo, ma insomma) in cui ci si getta con tutto il peso del riconoscimento,  dell’immedesimazione, ed è anche una sorta di giallo – la storia personale di Guido Marchisio – Ernesto Bolle ti tiene in sospeso fino alla fine.
Per una curiosa coincidenza, poi, mentre scoppiava la polemica sui burkini in Francia stavo leggendo Semina il vento, c’è una scena in cui Shirin difende una donna multata per il burkini e quello è l’inizio della fine. E’ tutto già successo, verrebbe da dire. E verrebbe da dire anche che sappiamo come va a finire, ma questo non ci impedisce di continuare sulla stessa strada, anno dopo anno. In ogni caso, altro libro consigliato.

Irene, di Pierre Lemaitre, invece, è un regalo del mio pusher, più recente. Bellissimo, con un avvertimento. E’ un omaggio aperto ai grandi del noir, per primi James Ellroy e Bret Easton Ellis – senza sconti: astenersi deboli di stomaco. Ho finito anche il romanzo successivo, Alex, e sto leggendo Camille.
Mi è arrivato oggi Ci rivediamo lassù – mi aspetto grandi cose.

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8 risposte a breve elenco di letture agostane

  1. Di questi posso dire di conoscere solo Dickson Carr, ma lui lo conosco sul seio, ho tutta la collezione dei suoi libri, da ragazzina lo adoravo. Ancora adesso mi capita di rileggerlo, qualche volta, e lo trovo ancora bravissimo. Ogni tanto penso di darli via ma non credo che lo farò mai 🙂

  2. roceresale ha detto:

    Metto Irene lì per l’inverno degli stomaci forti

  3. iomemestessa ha detto:

    Mi sono segnata molte delle tue segnalazioni. Tranne la Lackberg, già provata. Non fa per me. Meglio la roba per stomaci forti.

  4. MAQ ha detto:

    La Lackberg… bleh bleh! Se vuoi restare in zona, ti consiglio Asa Larsson e Liza Marklund.
    E Bill Bryson, con Breve storia di quasi tutto, Breve storia della vita privata, Ill mondo è un teatro.
    Buon anno e buona lettura.

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