Giove e Venere in congiunzione

Occhioni ripete paziente preso un emme grande a piacere, esiste un ics tale che...

– Più che un ics, diciamo un intorno.

– Lei ci vede un intorno, prof?

– Sì, Occhioni, ci vedo un intorno.

– Vediamo prof, ora ci penso meglio.

Siamo quasi alla fine della prima classe. I colloqui stanno andando come dovrebbero sempre: i commissari sono attenti e presenti, pronti a cogliere gli spunti per discutere e approfondire i diversi argomenti più che ad interrogare ciascuno nella sua disciplina, come succede spesso, nel disinteresse generale. I ragazzi, quasi tutti, di fronte all’imprevisto accettano la sfida, discutono, non si tirano indietro. Quasi tutti se la cavano. Ogni tanto si ride.

Il cellulare l’ho usato solo io, durante un colloquio, nel tentativo di renderlo multimediale.

Certo, quando si parla di  matematica o fisica mi sento un po’ sola. Tutti, nessuno escluso, hanno dichiarato di non capirci nulla, nella migliore tradizione. Dicci com’è andata, mi chiedono alla fine.

– Ma di questa lettera e che compare nella funzione esponenziale mi sai dire qualcosa?

Il giovane dio greco sorride.

– Certo prof, è una quantità piccolissima.

– Ehm. Davvero?

– Quasi zero, prof.

– Forse ti confondi.

Il giovane dio greco solleva il divino sopracciglio. Io di più.

Il giovane dio greco ci pensa mezzo secondo, poi si illumina.

– No, certo! Prof, ha ragione lei. E’ la carica dell’elettrone.

Ecco.

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14 risposte a Giove e Venere in congiunzione

  1. 'povna ha detto:

    Io comunque l’anno prossimo, se sarò presidente, prima di tutto il primo giorno faccio una bella interrogazione collettiva sull’ordinanza (e lo so che il colloquio non si può fare con più candidati alla volta, però… 😉 ), e poi il secondo il pomeriggio dopo la riunione con lo Stato faccio i corsi IDEI per chi non è preparato. E poi il giorno dell’orale quel bel cestino per i cellulari dei ragazzi degli scritti lo faccio mettere per i professori…

    • ellegio ha detto:

      🙂
      (Pensa che quella innominabile che presiede i “miei” alle riunioni con lo Stato non ci va. Ha mal di testa, dice lei)
      Confesso che quest’anno avevo fatto la domanda anche come presidente. La prossima volta la farò *solo* come presidente – sempre se ci sarà, una prossima volta.
      La mia presidente il primo giorno l’interrogazione sull’ordinanza l’ha fatta 🙂

      • 'povna ha detto:

        Fantastico, mi sento meno sola nelle mie follie di maestrina! 🙂 (Io l’anno prossimo pensavo di farla invece *anche*, perché mi piacerebbe anche fare l’esterna semplice, prima o poi…).

        • LaProfe ha detto:

          Vieni a fare l’interrogazione anche nella mia scuola, dove tutto il collegio ha votato i criteri d’esame secondo legge e poi agli orali cadevano dalle nuvole quando dicevi loro che era un “colloquio”, un colloquio, perdinci, non un’interrogazione di francese o di arte.

  2. fughetta ha detto:

    No, no, no, no!
    Ti prego, ma NO. Che passino tutti gli dei greci ma la carica dell’elettrone nella funzione esponenziale no. Che ci sta a fare, lì, tra l’altro?
    Questo post mi ha fatta un po’ più triste, ecco. 😉 Ma forse è una mia idiosincrasia, che tutti quelli che esclamano “certo!” e sparan la prima cosa che gli viene in mente mi danno particolarmente sui nervi. Non è nemmeno per il fatto che non sappiano, è perchè non prendono nemmeno in considerazione l’ipotesi di non sapere!

  3. ildiariodimurasaki ha detto:

    La mia preferita sull’esame di maturità resta:
    Prof (con fare comprensivo): mi rendo conto che lei è emozionato…
    Esaminando: No, è queste cose io proprio non le so!

    • ellegio ha detto:

      Questa è un must. Nonostante anni di tentativi di condizionamento, c’è sempre qualcuno che a domanda risponde non lo so, non l’ho studiato 🙂

  4. lanoisette ha detto:

    ehm… questa cosa dell’e nella funzione esponenziale credo di ricordarmela perfino io…

  5. dolcezzedimamma ha detto:

    Tre giorni fa. Esame brillante. Si passa a inglese.Occhioni colmi di lacrime:”prof, io non so parlare in inglese” Ci manca un pelo che mi venga un colpo e devo utilizzare tutta la mia diplomazia per evitare la catastrofe. Poi la prendo per le orecchie:”ma ti rendi conto? “E lei:”quello che non so non so, prof”

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