Io
materiale organico e pensieri in disordine-
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un post davvero misero
Dicevo hai visto mai che magari trovo qualcosa anch’io? No, perché a maggio qualcuno forse troverà una busta paga un po’ più cicciotta, arretrati di eoni fa – non da diventarci ricchi, ma. No, è che oggi è il 14 – è ancora il 14 – e io sono rimasta con un biglietto da 50 euro e qualche spiccio. E invece. Bello il cedolino online, eh? Così bello che anche se ti pagano tra dieci giorni già sai che questo mese avrei 10 euro in meno. Ok, 10 euro è poco, ma perché in meno?
Pensavo ma perché ho finito i soldi così in fretta, cosa ho fatto? Le scarpe di GG? Ma quella cresce, e meno di così non si può. Va in giro con leggins da bancarella e magliette vecchie di sua sorella, tanto è bella di suo ed è contenta così. Pensavo che ho passato il ponte del 25 aprile a provare esperimenti per la scuola – e ho comprato un sacco di cose, altro che i figli. Molto materiale di consumo, che nel giro di poche ore si è consumato, come doveva. Anche i miei soldi si sono consumati. Tanto, in quei giorni lì io ero in vacanza, no? Be’, voglio dire, cazzi miei se i miei soldi li spendo per il laboratorio della scuola invece che mangiarmeli a cena fuori col maritino. Mica ce l’ho scritto nel contratto.
Medito mentre salgo le scale e non me ne accorgo, ma deve avermi già chiamato una volta.
- Abbiamo un problema.
- Abbiamo sempre (almeno) un problema.
- I tuoi programmi e le relazioni vanno bene, ma le griglie e il testo delle prove no.
- Oh, e perché ?
- Sono strani, e non so come inserirli nel documento.
- Non sono strani. E’ che nei compiti di matematica di solito ci sono tutte quelle cose disegnate, sai, quella robe che sembrano vermi, le lettere storte. Volevo evitare casini con le formule, insomma, e ti ho dato i pdf.
- Ma io non so come fare. Allora ho chiesto ai colleghi delle altre quinte, e alla fine mi hanno detto che devo andare in copisteria coi tuoi file sulla pennetta, scannerizzarli, farmeli convertire in pgp, stampare il documento, rimettere tutto insieme, riscannerizzarlo…
- No, scusa, chi è che ti ha consigliato tutto questo?
- Il tuo collega Bravo&Cazzuto.
- Ah.
- Perché, tu hai un’altra idea?
- Ce l’hai qui, il documento?
- Sì.
- Andiamo.
Pare facile, andiamo.
In sala insegnanti, l’unico pc è defunto da una settimana.
In vicepresidenza c’è bisogno della password. Sono le quattro di pomeriggio, il vicepreside è appena andato a casa. Gli si telefona per farsi dare la password. Si accende, si cerca di aprire il file, ma non c’è open office.
- Vabbe’, senti. Lo faccio a casa, ci metto di meno. Ci sentiamo più tardi.
Stamattina mi sono svegliata alle sei, entravo tardi ma avevo un compito da preparare. Quando ho finito (sempre con quelle cose lì, i vermetti, i numeri, le lettere, quelle cose che uno le vede e dice ah, vabbe’, è matematica, ma a scriverle un po’ ci vuole), ho guardato l’orologio e ho realizzato che ero ormai fuori dall’orario consentito per far fotocopie a scuola. Anche questa è una cosa bella assai. Le fotocopie da noi si possono fare, ma solo dalle nove alle dieci. Il fatto è che il personale ata si lamenta di dover fare le fotocopie, e ai docenti, non c’ è verso, il Grande Capo non vuole che si dia il sacro codice della fotocopiatrice. Ma uno che fa il prof in genere dalle nove alle dieci è in classe, quindi ormai sono mesi che ogni tanto ci scappa che me li stampo a casa. Che è una bella palla, francamente. Ho guardato la stampante, lei ha ricambiato tristemente lo sguardo. L’ho lasciata stare. Sono andata a scuola, ho verificato che il pc della sala insegnanti era sempre fuori combattimento, e me ne sono andata a fare le mie lezioni.
Alle due e mezza sono andata in laboratorio di informatica e ho stampato i compiti lì. Consapevole dell’assurdità del tutto – per risparmiare due in fotocopie, si spende dieci in toner, ero anche un po’ seccata.
E così non ho verificato le opzioni di stampa, e domani faremo un bellissimo compito a colori.
Il giusto modo di festeggiare i miei campioni.