molta concentrazione e molto tatto

L’anno procede a ritmi serrati, quello che mi preoccupa di più sono le buche. A fare su e giù per la metropoli sulle fide due ruote due – il lunedì si va verso nord, il mercoledì tutto a est fino in fondo – ogni giorno si scopre una nuova voragine in mezzo alla strada. Gli avvisi lampeggiano minacciosi che il 25 % dei morti su strada sono motociclisti, ma ‘sta cosa delle buche si guardano bene dal raccontarla.

Il resto richiede, appunto,  molta concentrazione e molto tatto.

Ho degli amici fidati che mi aiutano a mantere la rotta: il mercoledì alla terza ora c’è la pausa caffè con l’architetta, prima di cena ogni giorno  almeno 23 centimetri di cose da stirare – verticali, eh. Cose in pile ordinate, una sull’altra. Dopo cena, sempre sempre sempre, mi aspetta una pila di lavoro alta uguale. Il giovedì digerisco i genitori dalle 9:00 alle 10:00,  poi  simulo una chat di whatsapp con i piccoli e tento di sgusciare dalla porta di servizio senza essere intercettata da nessuno per le scale. Eh già, non abbiamo una porta di servizio. Sarà per questo che resto sempre incollata a metà tra il terzo e il quinto scalino, e consumo il mio abbonamento in piscina facendo la spola tra la segreteria didattica e il terzo piano.

Mi sono addormentata sulle anisotropie della radiazione cosmica di fondo, e questo è un segno bruttissimo. La figlia grande ha quasi l’età che avevo io quando stare seduta su una panchina buia vicino a suo padre era il massimo della felicità.

Allora avevo anche un gatto.

 

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6 risposte a molta concentrazione e molto tatto

  1. lanoisette ha detto:

    Mamma mia, che stanchezza.

  2. patriziavioli ha detto:

    La pila di 23 cm è un’immagine molto efficace! E anche la panchina natural

    mente!

  3. Ildiariodimurasaki ha detto:

    Il gatto ci vuol niente a riprenderselo, ed è un potente aiuto (quando ha compiuto il primo anno di età) al momento della correzione, perché trasmette serenità e giusta dose di concentrazione ^__^

    • ellegio ha detto:

      D’alta parte, sotto l’anno…eh, sotto l’anno è un potente antidepressivo e permette di dissolvere in meno di 23 nanosecondi il ricordo della peggiore collega stronza che uno possa avere 🙂
      (Il problema è l’incompatibilità con quello della panchina, purtroppo)

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