Tra il distributore automatico e la terza porta a destra

F. ha diciott’anni, ed è una tosta. Una di quelle che sanno sempre rimettersi in piedi. Davanti al distributore automatico, mi fa passare
– Prima lei, prof.
– Mi prendo solo una bottiglietta d’acqua.
– L’acqua, prof? L’acqua non si compra. Si va in bagno e si beve da lì.
– Hai ragione, ma sto andando in laboratorio e non ho neanche un bicchiere. Giuro che quando l’avrò finita andrò a riempirla di nuovo in bagno.
– Brava, prof.
– Se non ci fossi tu, a rimettermi in riga…
– Prof, ma come faremo l’anno prossimo senza di lei?

I primini ribollono. Abbiamo imparato una parola nuova, congettura
– Le regole sono queste: chi pensa di aver indovinato come si può andare avanti può parlare. Ma ciascuno deve dire solo un termine. Ci si prova uno alla volta, un pezzo per uno. Chi parla troppo non gioca più questo gioco fino alla fine dell’ora.
E ci provano tutti, e indovinano tutti, sono tutti d’accordo.
– Visto prof? Era facile.
– Sì, era facile. Ora, però, lo dimostriamo.

– Ma non viene!
– No, non è venuto. E’ un po’ diverso da come l’avete pensato voi, vedete?

– Prof, ma lei allora già lo sapeva!

G. di anni ne ha quindici, ma sta ancora coi primini. Stiamo aspettando che suoni la campanella, che ormai ha diversi minuti di ritardo. I piccoli hanno acceso i telefoni e giocano.
G. viene a chiedere se può riportare il computer a posto.
– Prof, quante insufficienze avrò in pagella?
– Dai, bella, lo sai.
– Prof, quest’anno voglio farcela.
– Ce la farai.
– …
– Senti adesso che silenzio, e come si sta bene.
L., che è il più alto della classe, si è fatto prestare una scopa e sta ripulendo l’aula. V., che è uno dei più piccolini, sta tentando di far imbestialire il suo compagno di banco, gli nasconde il cappello, fa finta di prenderlo di mira con la pistola, gli nasconde la penna nel cappuccio.
G. aveva messo su la sua aria da donna fatta, quella che sfoggia con quelli della quinta dell’aula accanto.
Ma, dalla cattedra, a vedere tutti quei ragazzini lì, si sente indecisa.
E allora mi sorride, e le viene una fossetta sulla guancia.

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2 risposte a Tra il distributore automatico e la terza porta a destra

  1. 'povna ha detto:

    Bellina, la bottiglina in bagno, anche io! 🙂 (Bellini anche il resto, eh).

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