sliding doors

Ci eravamo già incontrate in piena estate, di corsa – letteralmente, io correvo e lei correva. Ci eravamo salutate, sempre di corsa, io con un po’ di sensi di colpa perché non mi piace fermarmi quando sto correndo, poi la testa si mette di mezzo e comincia a dire alle gambe che è ora di smettere, e la testa è quella che vince sempre, nel bene e nel male.
Ci siamo riviste, da lontano, qualche altra volta, forse non abbiamo esattamente gli stessi orari, il che è un bene, oppure dovrei cominciare a pensare di andare a correre altrove.
Mi ha fermata.
– Ha saputo?
– Ho saputo.
Fredda, preparata, organizzata, lucida.
Lucida? E’ già oltre.

Ricca, colta, di successo. E maledettamente sfigata, ché quando la vita ci si mette sa essere davvero stronza.
Mi ha fermata, e, per aggiornarmi, mi ha raccontato per lungo e per largo la sua storia e le storie di contorno. Io sono la prof, e noi prof dobbiamo sapere, per gestire la situazione, per fare da sponda, perché è giusto così, ecco.

E io l’ho ascoltata, e ho ammirato tanta efficienza e tanta lucidità, e la distanza tra noi, nonostante il sudore e le scarpe piene di fanghetto. E però mi spaventa anche, questa distanza, cerco di mettermi nei suoi panni – e non è del tutto impossibile, a parte la ricchezza e i soldi mi sento anch’io fortunata, ho anch’io una famiglia da amare, e anch’io vorrei essere fredda ed efficiente e lucida, alla bisogna. Ma sono panni che mi stanno stretti, né li vorrei davvero.

Poi si è infilata di nuovo gli auricolari nelle orecchie (è l’ultima corsa, mi ha detto, lei lo sa che non si corre per la forma fisica ma si corre per scaricare l’angoscia, e io ormai sono diventata una runner) ed è ripartita.

Io, invece, sono tornata a casa.

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7 risposte a sliding doors

  1. patriziavioli ha detto:

    Anch’io corro adesso, da un mese e mezzo, per scaricare e scaricare….ed è verissimo!
    Brutta storia mi dispiace.
    Ma tu scrivi benissimo.

    • ellegio ha detto:

      Brutta, sì. Sulla corsa, cerco di tenere duro, perché non sempre riesco a conciliarla con i ritmi del lavoro. C’è sempre la testa di mezzo…

  2. 'povna ha detto:

    Questa storia mi dà angoscia. Per quello che si intuisce e non si vorrebbe intuire. E si nuota per gli stessi motivi, anche se essere in forma significa, anche, scaricare l’angoscia, inutile raccontarsela. Ma va bene così… Un abbraccio.

    • ellegio ha detto:

      Angoscia anche me, per questo uso il mio sfogatoio (quando la corsa o il nuoto o anche gli adulti vicini non bastano). Grazie dell’abbraccio

  3. romolo giacani ha detto:

    Quel poco che racconti fa venir voglia di correre…o dovrei meglio dire di fuggire

  4. lanoisette ha detto:

    occazzo.

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