Terra terra

Quest’anno, chimmel’hafattofare, mi son presa due ore in più di una mia classe il cui prof è volato altrove, in cerca di fortuna. Tipetti a cui ero già affezionata, peraltro, avendo appunto condiviso la cattedra col summenzionato prof-Volante l’anno scorso. Tipetti con cui mi diverto, tra uno scoramento e una botta di nervosismo – ci vogliamo un discreto bene, solo che io sono una e loro ventisei, tutti dotati di polmoni niente male e di ormoni in dosi da cavallo. Quando, finalmente, un paio di mesi fa, ho avuto il piacere di toccare con mano quanto lo Stato mi paga per quelle poche decine di ore in più al mese che comportano le due ore di cattedra in più, ho pensato per un attimo che una colf ha una retribuzione più dignitosa. Lo so perché Scalfarotto pubblica online le sue spese di parlamentare, e ho fatto il confronto tra quello che lui paga la colf e quello che ricevo io dallo Stato  per insegnare ai virgulti.
L’attimo dopo ho pensato che in effetti anche la mia casa avrebbe bisogno urgente di pulizie come si deve.
L’attimo dopo ancora sono andata a stirare. Mica posso scioperare tutti i giorni.

Due giorni dopo, me misera me tapina, ero lì lì che meditavo su certi kit che mi piacerebbe avere per abbellire il laboratorio di scuola. Ho provato a convincere i figli che avevo trovato il regalo adatto per il loro compleanno

– Allora, che dici? Ti piacerebbe costruire quel robottino? Dai, ti aiuto io, ci divertiamo.

– Mamma…

– Eh?

– Guarda che lo so che quel coso te lo vuoi comprare per giocarci tu.

– Ehm. No, dai. Ti pare?

Insomma, niente da fare. Magari coi 500 eurini di Renzi? Non diceva che ci voleva dare 500 eurini per formarci? Immagino che non siano retroattivi, che non mi ci possa pagare le spese sostenute in questi anni per i libri, per comprarmi i giochetti, il compiuter, lo scanner. Per partecipare a corsi di formazione qui e là, per pagarmi la borsa per il master (che, per inciso, vale meno di nulla in graduatoria – alla faccia della meritocrazia ), per andare ai convegni…

Io, che sono scema, per un attimo c’avevo sperato. Vabbe’, pensavo, qualche soldo mi farebbe comodo,  per

– comprarmi un armadio nuovo, che quello che c’ho cade a pezzi;

– organizzare una festa di compleanno al minore, che quest’anno diventa a due cifre;

– andarmene un fine settimana lontano lontano, che mi servirebbe assai all’umore;

– ma anche andare al cinema con tutti i figli al completo;

– e pure andare dal parrucchiere, ché dopo un anno giuro che ce n’ho un gran bisogno.

Poi ho capito che il parrucchiere non è un diritto del lavoratore-insegnante, che se ha soldi in più li deve spendere solo in cultura.

L’armadio non è cultura. Neanche il parrucchiere è cultura. Nemmeno la cultura dei figli è cultura, cazzi tuoi se ti sei riprodotto.

Ho capito anche che i soldi comunque non ci saranno. Al massimo, ma proprio al massimo, avremo una card, che è più smart del vil denaro. Una bella card,  buona giusto per comprare i libri di D’Avenia o Lodoli.

Sempre se riesci ad attivarla.

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7 risposte a Terra terra

  1. patriziavioli ha detto:

    I love u (gratuitamente e senza card)

  2. lanoisette ha detto:

    la card. non l’avevano già data ai vecchietti?

  3. bianconerogrigio ha detto:

    Lamentati. A te non danno denari, a me li hanno tolti dalla pensione! 😦

  4. 'povna ha detto:

    A me non hanno dato, per ora, nemmeno la card. E sul resto, secondo me anche armadio, parrucchiere e festa di compleanno possono essere cultura. Ma in un senso troppo raffinato per la media di questo paese.

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