Cita-un-libro-8, #ioleggoperchè

Ma io Tristram Shandy ce l’ho nella sacca delle cose d’infanzia, ce lo leggeva mia mamma da piccoli – lei ci leggeva spesso, ci leggeva molte cose. 0504-3 Non sempre capivamo, eh. C’erano sottintesi che aprivano strade, a molte altre storie.

E così, alla fine di una giornata tutta in famiglia (oh, ma non si diceva Natale con i tuoi…?) durante la quale l’infinito ha ronzato in sottofondo, i pensieri si avvitano attorno ai modi per raccontarlo.
Quanto mi vuoi bene? Così. Così come? Tanto così. Io di più.

Sempre nel novero delle coincidenze della giornata, va annotato come fatto curioso la  ricomparsa di un libretto che andava molto quando i figli erano piccoli, La piccola officina delle storie.
Quindi stavolta va così, vista anche l’ora: io gioco Queneau.

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(ioleggoperché)

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9 risposte a Cita-un-libro-8, #ioleggoperchè

  1. 'povna ha detto:

    Molto giustamente, se Calvino manca ufficialmente alla tenzone, che ci stia almeno suo cugino! (Ma mi piacevano anche le altre due, e pure Sterne, del resto ricordato anche dalla nostra ospite di questa settimana, con quell’orologio, ci ricorda bene il rapporto tra infinito e finitezza umana. E andando avanti mi viene da collegare Dickens e gli spiriti, e la scelta di Gilmore di usarli come falsariga della sua divulgazione appare quasi necessaria). Via, chiudo coi vaneggiamenti para-entropici, potrei andare avanti, pure in completa solitudine, per ore.

    • pensierini ha detto:

      No no, continua, ‘povna, a fare la parafrasi di queste due citazioni, ti prego, magari così capisco anch’io perché LGO le ha postate a proposito di infinito. 😦

      • ellegio ha detto:

        Per la prima, il rimando è al brano citato nel post del gonnellino, l’introduzione del Kline al capitolo sui paradossi dell’infinito. Le avventure di Tristram Shandy è un romanzo complicato, in cui i piani temporali si intrecciano e si accavallano, ci sono insolite proposte di organizzazione del testo (è un romanzo del ‘700) e, a conti fatti, tutta la vita viene condensata in una sola giornata – o viceversa 🙂

        Le questioni di stile di Queneau presentano *infinite* variazioni sullo stesso tema, giocando su tutti gli elementi possibili del testo. I rimandi matematici nelle cose di Queneau, come di tutto il gruppo dell’Oulipo, sono tanti, da qualche parte avevo letto anche che aveva sistemato i fondamenti della letteratura in una struttura assiomatica, sulla falsariga di quella euclidea, cosa che mi era sembrata ben più curiosa che sperimentare come dire la stessa cosa in mille modi diversi (o come dire mille cose diverse all’interno dello stesso contesto, anche).

        Spero che prima o poi la ‘povna abbia voglia di intervenire, così se ho scritto troppe scemenze correggo 🙂

        • pensierini ha detto:

          Grazie mille dell’esegesi, ora è tutto più chiaro! 🙂

        • 'povna ha detto:

          Nessuna scemenza, anzi. Non ero più ripassata causa impegni di pasquetta, diciamo così. Sono contenta di vedere che avevo intuito bene le ragioni di entrambe le citazioni. Non a caso, come dicevo prima, nel Tristram l’orologio (da caricare) è simbolo stesso della nascita di Tristram, e il rapporto tra tempo e casualità ben sintetizza il rapporto, come dicevo, dell’uomo finito con l’infinito. Per quanto riguarda Queneau e Oulipo, a quello mi riferivo parlando di cugino di Calvino, visto che anche Calvino ne fece parte (ma è una vague che irretisce un po’ tutti gli scrittori-scienziati – senza far parte di nessun laboratorio, un certo Primo Levi fa sperimentazioni simili assai) e che esiti come Il castello dei destini incrociati e/o Le città invisibili (che era stata un’altra delle cose cui avevo pensato) lo incarnano.
          Questo mi conferma, in qualche modo, quello che dicevo a commento delle altre due citazioni, cioè che mi pare che abbiamo scelto, simmetricamente, due vie compensanti la nostra vocazione naturale e/o il nostro ‘mestiere’. Mi sbaglio?

  2. roceresale ha detto:

    Grande enorme mio amatissimo Queneau!

  3. lanoisette ha detto:

    Oh, Raymond!

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