Cita-un-libro-5, #Ioleggoperché

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(ioleggoperché)

Perché non è un bel periodo, e continuo a farmi esami di coscienza su esami di coscienza, chiedendomi cosa ho sbagliato, dove ho sbagliato, quando ho sbagliato, esattamente. Perché sono stanca, poco lucida, una sera ho anche sbagliato una stupida derivata, e quando l’ho trovata così, tutta storta, la mattina dopo, mi è venuto il magone. Perché sono stanca, dormo troppo poco, mangio male, e a volte salto anche la corsa. Perché quand’è così bisogna di nuovo alzare gli occhi, guardare le stelle (ah, se volete godervi l’eclissi del 20, ricordatevi che il Sole sa essere pericoloso – ma che c’entra? Niente, ecco), bisogna ritrovare la rotta.

Perché tra quindici giorni Pietro Ingrao compirà cento anni, è un pezzo della nostra storia, anche mia personale, della mia famiglia, eppure conosco poche persone più giovani che saprebbero pensare, e scrivere, con tanta capacità di leggere il presente e guardare al futuro.

Per me la politica è: io e altri insieme, per influire, fosse pure per un grammo, sulle vicende umane. Fuori di questo agire collettivo non saprei fare politica. Francamente, non credo che me ne sarei interessato. In realtà nella politica ci sono stato intero. E però non sono mai stato solo quello. Sono dunque scisso, tra l’essere dentro la politica, in tutti i suoi aspetti, e il consapevole rifiuto di accettarne la misura, la logica?

Forse.

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19 risposte a Cita-un-libro-5, #Ioleggoperché

  1. 'povna ha detto:

    Allora. Bellissima la scelta, per Ingrao, pezzo di storia nostra (e pure della mia, di famiglia), per il titolo di questo libretto che non è il suo più bello, ma è bello per lucidità del tempismo con cui lo pubblicò mentre tutti babbavano la propria adesione becera all’Indignatevi! instant-book (una delle più colossali stronzate degli ultimi anni, politicamente parlando), e per il contenuto di quello che ricordi, che è cruciale.
    Poi, in ordine sparso: non rinunciare alla corsa, mangia assolutamente meglio, ma, soprattutto, anche se te lo dice una che non lo fa mai, ed è pure consapevole che dirlo a persone che non si sono mai viste è proprio un po’ tanto da maestrina, perdonati, ogni tanto. Che è faticosissimo, ma quando ci si riesce rasserena. (OT: per l’eclissi bastano gli occhiali scuri, buoni, vero?).

    • ellegio ha detto:

      Non rinuncio, ma rallento. Mi accontento di 6-8km, anche se non sono contenta.

      No, gli occhiali scuri non bastano. Come dice anonimoSQ, la cosa più semplice è comprare un vetro di ricambio per le maschere da saldatore, costo 1 euro, da tutti i ferramenta. Se non finiscono le scorte…

    • pensierini ha detto:

      Per vedere l’eclissi senza pericolo basta fare un buchino con la punta di un compasso in un foglio di carta e poi proiettare la luce del Sole eclissato, attraverso il foro, su un altro foglio. Si vede benissimo il cerchio bianco con la falce nera, lo vedono in sicurezza anche i ragazzi e alcuni si emozionano pure. 🙂

  2. anonimosq ha detto:

    Non bastano gli occhiali scuri, anche se buoni.
    L’ultima, anni fa, fatta vedere ai figli, la risolvemmo perchè la vecchia volpe del ferramenta sotto il lavoro si era procurato uno scatolone di vetri di ricambio per maschere da saldatore: incorniciate alla bell’e meglio con un pelo di cartone da imballaggio per non tagliarsi, abbiamo fatto un figurone a scuola ed in istituto. Devo ritirarle fuori.
    Allora: occhiali sì, ma da saldatore. Il signor Ray-ban, per una volta, non è “in”.

    Anonimo SQ

  3. ellegio ha detto:

    Per l’osservazione diretta di un’eclisse solare: http://archive.oapd.inaf.it/othersites/eclipse/diretta.htm

  4. fughetta ha detto:

    Ho la sensazione che il primo paragrafo avrei potuto scriverlo io, parola per parola. Al posto della derivata avrei potuto metterci un inglese misspelled, o un schema di reazione sbagliato, che mi fa sempre venire il magone.
    Allora ho fatto un biglietto per Londra perché ho letto da qualche parte che progettare viaggi, più ancora che farli, fa bene allo spirito.
    Quanto a Ingrao, ecco a me piace pensare che la politica sia davvero questo e che in fondo la stiamo facendo anche ora, quando decidiamo cosa leggere e di cosa dibattere.
    Grazie per queste parole!

  5. quasi cento: mi ha sorpreso scoprirlo. una delle migliori menti del nostro paese.

  6. pensierini ha detto:

    Molto giusto. Mi ricorda quest’altro brano, di quasi cinquant’anni fa, relativo ad un modo di fare politica che ormai stento a ritrovare oggi: “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia” Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa.

    • ellegio ha detto:

      E’ vero, è passato troppo tempo e si sono logorate molte cose. Ora ci vuole un sacco di pazienza per far capire a un adolescente che la politica non è “una cosa sporca”.

  7. iomemestessa ha detto:

    Essere io a 40 come lui a 100. Bella citazione, bello il ricordarlo. Per te, volersi bene, un po’, a prescindere (lo dice l’insonne che predica bene e manco più razzola…)

  8. acquaforte ha detto:

    Per coloro che, giovani e appassionati, negli anni ’70 scelsero la legalità e non le scorciatoie delle “mosche nocchiere “, Pietro Ingrao è stato un maestro. Ci fece vivere la politica come partecipazione, diritti da conquistare con le lotte civili, doveri da riconoscere e rispettare. Vedemmo in lui un uomo libero, anche nelle scelte forse contraddittorie, sempre armato di autocritica.
    Ma soprattutto un uomo che ha coltivato il dubbio come regola di vita. Il dubbio come atto di forza e non di debolezza, che ci permette di ragionare fuori da schemi rigidi, disposti ad ascoltare gli altri, e a valutarne le ragioni.
    Lunga vita al compagno Ingrao (si può ancora scrivere compagno !!!)
    È a te, da una sconosciuta, un abbraccio. Verranno tempi migliori, devi crederci però.

    • ellegio ha detto:

      Benvenuta. Credo che siano proprio per la curiosità e la voglia di capire, la capacità di esercitare il dubbio e la libertà delle idee alla radice del suo fascino.
      Tempi migliori? Ci speriamo. Forse non saranno qui.
      E grazie dell’abbraccio.

  9. patriziavioli ha detto:

    Mi dispiace per la derivata 😦 però non prendertela.
    Renderti conto di dover aver più cura di te stessa è già una buona cosa,
    grazie per la dritta del vetro da saldatore,
    continua a correre (è una ottima droga)
    e poi dal 31/3 fino al 4 sarò a Roma con le ragazze, magari…

    • ellegio ha detto:

      Questa sì che è una notizia! In quel periodo sarà a Roma anche mio fratello, che abita lontano lontano, però magari, sì!

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