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(ioleggoperché)

Questo è uno dei libri più importanti della mia infanzia, credo di averne già parlato una volta, ma non fa nulla.  Ora si può trovare anche qui, senza quelle illustrazioni tenebrose che tanto mi turbavano – la zarina di Sciamakhàn, bellissima come l’aurora, e un campo di cadaveri sanguinanti sullo sfondo, per esempio. Mio padre raccontava una storia sola, Barbablù, con finale rigorosamente splatter. Miomarito, invece, è un grande cacciatore di insetti. Mio figlio è un tipo curioso – ieri mi ha confidato in gran segreto che per il laboratorio di teatro ha un compito di estrema responsabilità.

– Faccio il tecnico.

– Il tecnico de che?

– Addetto al trasporto di cose.

– Ah.

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2 risposte a 14.

  1. 'povna ha detto:

    Hai ragione, è un libro che colonizza l’immaginario, e io lo uso sempre troppo poco, anche a scuola. (Per me, nell’infanzia, insieme alle fiabe di Capuana, alle Novelline di Schmidt e alle fiabe di Hauff).

  2. lanoisette ha detto:

    ah, che bello…

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