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110215 (ioleggoperchè)

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10 risposte a 1.

  1. 'povna ha detto:

    Lieta che ti sia piaciuta l’iniziativa… 😉

  2. ellegio ha detto:

    Se devo dire proprio proprio la verità, sui 24 sono un po’ perplessa. Proprio dalla scelta dei titoli. Ma il tutto è bello, sì.

    • 'povna ha detto:

      Oh, sì ,anche quando facevamo i focus group c’era un sacco di benaltrismo, su questo. Ma il punto non sono i titoli (ovvio che ci sono delle cose che io, come insegnante di lettere, dunque come pubblico ufficiale preposto a insegnare proprio quella materia, non darei mai, né vorrei consigliare. Ma qui entra in campo la capacità, anche ironica, di gestirsi come un gioco di ruolo, io credo). Ma è anche una bella sfida per tenere insieme capra e cavoli (si può, si può): partecipare e tenere presente anche la coerenza personale… 😉

      • ellegio ha detto:

        Io sono benaltrista per vocazione 🙂

        • 'povna ha detto:

          Io ho imparato a non esserlo quando sono stata la prima, nonché unica, cittadina privata di Italia che ha coordinato il coordinamento contro la legge 40, trasversale dai collettivi studenteschi extra-parlamentari al nuovo PSI ed estromettendo sia i DS sia i Radicali dalla coordinazione medesima. Quando ho raccolto 18500 firme in meno di tre mesi, sono stata la quinta forza di Italia e ho fatto tornare sui loro nazionali passi Capezzone, Turci e Pollastrini ho capito che dovevo scegliere tra il benaltrismo e il quorum, e ho scelto quest’ultimo (che nella mia zona abbiamo puntualmente raggiunto), ritenendo che l’abrogazione della legge fosse utile a un numero maggiore di persone del mio signor ombelico… 😉

          • 'povna ha detto:

            (Fuori di battuta, ci sono molte ragioni, per i titoli, in parte di destinatario dell’iniziativa, ma in parte legate a logiche che forse non paiono immediate, ma che sono purtroppo vincolanti, come i diritti d’autore – degli eredi, spesso, più che dell’autore vivente, assai più generoso, in media, peraltro – che separano il migliore dei mondi possibili dalla realizzabilità di quello fattuale. Poi, si può scegliere se considerare ciò che non piace, o ciò che convince. C’è da vedere che cosa vince alla morra dei costi/benefici. Io, per esempio, mi sono trovata delle risposte e delle strategie che metterò in pratica sia a scuola sia nei gruppi di lettura individuale se, per dire, mi verrà assegnato, e spero di no, Acciaio, che, come è noto, ho stroncato. Ma sono sufficientemente arrogante, per vocazione da essere certa di non essere fermata da un titolo cattivo per dare un insegnamento buono! 😀 ).

  3. 'povna ha detto:

    ps. a margine, per chi passa di qui, la spiegazione un po’ più narrativa è qui: https://nemoinslumberland.wordpress.com/2015/02/10/ioleggoperche/

    • ellegio ha detto:

      La mia, infatti, era una battuta, ed anche un tentativo di fare un po’ di autocritica perché mi rendo conto che non sempre resisto alla tentazione di benaltrare.
      Per i titoli, supponevo che ci fossero ragioni legate al target, al mercato, ai diritti etc.

      • 'povna ha detto:

        Mercato meno, target in parte (tipo la Sveva, per pensare a un target che non fossero solo i non lettori giovani), ma soprattutto diritti. E lì i parenti degli scrittori morti stupiscono, in negativo, assai più degli scrittori vivi – avresti dovuto vedere…

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