Mentre piove.

Il prof. Fascinoso è bello, e molto severo. Ha tutti i libri scaricati sull’ipad, insieme ai file su cui registra in modo molto professionale argomenti svolti, colloqui con i genitori, le date delle verifiche, cose così. Un duplicato del registro elettronico, in sostanza. Prepara compiti cazzutissimi, pescando assurdi esercizi qui e là e ammucchiandone in numero tale che sia impossibile svolgerli nel tempo previsto per la prova. Fa della correttezza formale la sua bandiera: lui, in laboratorio, mai, ché ci si sporcano le mani. Ma sugli assiomi non ha pietà, e i suoi studenti sanno recitare i principia di Newton in latino, e invertire una formula in cui c’è un’espressione algebrica a otto piani. In primo. Mai visto aumentare le medie manco di mezzo voto, manco a un dislessico, perché il rigore è rigore. Alle mamme piace un sacco, perché (è bello) è gentile, è moderno, è severo. E’ ammanicato il giusto. Come collega è anche simpatico. (E’ bello) è gentile, collaborativo, nel senso che ogni tanto organizza dei lavori di gruppo tra di noi, e quando si incarta in qualche esercizio che non gli riesce chiede aiuto, e ringrazia. Se ti vede con un libro, chiede cos’è e si segna l’autore – anche se l’autore è Bruno Rossi o Lucio Russo, per dire. Nella vita, dà lezioni private, rigorosamente in nero, e non vuole morire professore.

Il prof. Arruffato non è bello, no, e in classe cazzeggia spesso. Spesso per mascherare la timidezza. E’ un abile sperimentatore, nella vita ha fatto di tutto, pubblicando roba dalla geometria sintetica all’elettronica. E’ anche un bravo programmatore, ma gira senza dispositivi elettronici a vista. Conosce una marea di strumenti e di esperimenti, anche se non ha studiato il modello standard (oh, manco Fascinoso, se è per questo), ma nella scuola è famoso come quello delle crocette, per una predilezione spiccata per i test a risposta chiusa, che sono oggettivamente molto più veloci da correggere. Nonostante sia necessario provare a risolvere un test a crocette prima di giudicare se è facile, Arruffato passa, appunto, per uno superficiale, uno che gioca con gli studenti perché li porta in laboratorio a manovrare la macchina di Wimshurst, oppure butta spaghetti per terra emulando Buffon (Georges-Louis Leclerc, non Gigi). Anche Arruffato è uno che cerca interlocutori, e le discussioni con lui sono sempre interessanti. Ci si impara sempre qualcosa. Nella vita, suona il violino e colleziona strumenti rari. Le mamme lo considerano con sufficienza.

Nonostante siano entrambi educati e cordiali, nessuno di loro discute il suo lavoro in sala insegnanti.
(E, ora che non diluvia più, me ne vado a correre).

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13 risposte a Mentre piove.

  1. pensierini ha detto:

    Nonostante l’altro sia bello, a pelle, io scelgo l’Arruffato, test a crocette esclusi. Secondo me, la fisica la fa piacere un sacco e il suo scopo lo raggiunge. Corro a cercare il nesso tra spaghetti e Buffon…

  2. ellegio ha detto:

    Esistono, più o meno, come persone distinte. Rappresentano due modi di fare scuola diversi, uno molto apprezzato da colleghi, genitori e dirigente, l’altro forse più tollerato che altro. Quando si tratta di dividere in modo equo il lavoro necessario al funzionamento della scuola, uno è più opportunista, l’altro segue l’estro.
    Se sapessimo valutare il merito in modo serio, io non ho dubbi su chi dimostrerebbe più capacità, eppure, ripeto, per i colleghi, i genitori, il dirigente, non è così. Perché valutano altri aspetti, a me sembra.

    • pensierini ha detto:

      Bah, se non va mai in laboratorio, Fascinoso non è un gran prof. Scommetto che mette in piedi un sacco di progetti del tutto inconsistenti.

      • ellegio ha detto:

        No, semplicemente è molto attento a farsi pagare per tutto quello che fa extra. Mentre sappiamo entrambe che ci sono cose che si debbono fare comunque e non verranno mai retribuite.

  3. Unsasso sloggata ha detto:

    Loro non ne parlano, ma tu lo conosci, e ne apprezzi la sostanza. Buona corsa (tra poco vado anche io).

    • ellegio ha detto:

      Io lo so perché chiedo 🙂
      E non apprezzo tutto quello che sento – anche se mi assicuro di essere capita prima di criticare, e nel caso contrario mi astengo, ché non sono la baby sitter di nessuno.

      • pensierini ha detto:

        ‘Sta cosa non l’ho capita: come fai ad essere ‘sicura di essere capita prima di criticare’? Io di solito mi astengo dalla critica, e finita lì.

        • ellegio ha detto:

          Be’, certi colleghi sono anche amici, magari non amicissimissimi, ma insomma so se sono permalosi oppure no, e se quando mi chiedono qualcosa vogliono la risposta vera o una cosa di circostanza…

  4. lanoisette ha detto:

    Gran peccato, che non discutano e non condividano il proprio lavoro.

  5. ellegio ha detto:

    Non lo discutono in sala insegnanti, mi sembrava che fosse abbastanza chiaro.

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