Schermature

La notizia, in mezzo alle altre di questi giorni, lascerà indifferenti i più, ma nel mio piccolo mondo è un po’ un evento.

Capitava, capita tutt’ora, che io ogni tanto delizi i virgulti con qualche video. Sono in genere vecchie cose, spesso in bianco e nero, tipo
– i vecchi filmati del PSSC, e se non sapete cos’è è un vero peccato;
– le interviste a Dick Feynman, o lo stesso Dick che suona in qualche bettola di LA;
– Mr. Rutherford in persona che sembra preso paro paro da un film di Hitchcock;
– qualche TED particolarmente ben riuscito;
– la scena di Ipazia del marinaio che si arrampica sull’albero della nave per lasciare cadere il sacco;
– l’ITIS Galileo di Paolini;
– ed altro, all’occorrenza.

Per esempio, qualche lezione di Walter Lewin, astrofisico e professore emerito, ormai in pensione, che il MIT ha generosamente messo on line da alcuni anni. Uno che sul palco sulla cattedra non si risparmiava di certo.
Un piccolo saggio (in particolare l’ultimo minuto or so).

Insomma, la faccio breve.
Il MIT ha ritirato tutti i video dei corsi tenuti da Lewin. Cancellato, bannato, kaputt. Una nota spiega che è accusato di molestie sessuali, e ci sarebbero pure le prove. Con dolore, ma se tocca tocca.
Si trovano ancora su youtube, ma è giusto farle ancora vedere ai virgulti? Magari basta raccontare, a margine, tutta la storia, cogliendo l’occasione per un po’ di discorsetti su sexual harassment e discriminazioni miste? E magari un po’ di confronto tra loro e noi, che a uno con la bava alla bocca, se capita, facciamo anche un monumento?
Perché le lezioni sono belle, e io la gabbia di Faraday ancora non ce l’ho.

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12 risposte a Schermature

  1. anonimosq ha detto:

    Francam,ente, sono perplesso.
    Tanto per dire, Gianni Brera, parlando del caro Don Lisander (come chiamava lui Manzoni Alessandro), raccontava che dopo la morte molti cattolici lombardi e non ne richiesero con una campagna di stampa la beatificazione. Intervenne uno dei capi della nobiltà meneghina con una lettera sul già allora Corrierone spiegando che non si poteva beatificare uno che violentava le servette (lasciando loro peraltro in eredità la sifilide, con la quale fece morire due mogli ed i figli).
    La lettera non fu mai smentita, e di beatificazione non si parlò più.
    Che facciamo ? Bruciamo in piazza “I Promessi Sposi” ? Lo cancelliamo dai programmi ?
    E Dante, con le donne, sicuri che ci andava leggero ?

    Anonimo SQ

    • ellegio ha detto:

      Per ora, l’eliminazione dei corsi dal sito del MIT è conseguenza diretta, e giusta, di un abuso, dato che l’uomo ha sfruttato la notorietà, e quindi il potere, del cattedratico, per molestare studentesse. Poi, la faccenda ha aperto una discussione sulla “sicurezza” dei corsi on line, e sulle responsabilità dell’istituzione che li eroga. Roba che da noi ce la sogniamo, insomma.
      Tutto sommato, buon segno che sia successo, buono nel senso di offrire speranze per il futuro.
      Però, lo stesso ho scelto di far vedere una delle lezioni, spiegando cosa era successo: forse anche per i virgulti è un piccolo insegnamento.

  2. patriziavioli ha detto:

    Anonimo sei fichissimo, non le sapevo queste cose me le riciclo subito!

    E neanche quelle del post, a parte la gabbia che so cosa sia. Ma è comunque poco 😦

  3. pensierini ha detto:

    Le ho usate anch’io, come l’altro materiale che citi, e le userò ancora. Non sapevo del fatto e mi dispiace. Tu quoque, Walter. 😦

  4. quanto scrive sq mi ha fatto pensare a svariati personaggi di chiara fama artistica il cui successo è stato ampiamente offuscato da vicende personali di violenze domestiche (a titolo esemplificativo, da peter o’toole alla recente vicenda di betrand cantat, il cantate dei noir desir): casi nei quali il primo giudice, e artefice del declino con il proprio dissenso, è stato il pubblico. il caso di lewin crea, negli states, un precedente importante; in questo caso non c’è l’opinione pubblica a fare da giudice (in pochi lo conoscono, e per il novanta per cento sono fisici) ma un’università, in un contesto nel quale, fino ad oggi, la sensazione è che la politica sia andata più che altro nel verso opposto: nonostante le policy, mettere a tacere gli abusi (più che altro tra pari) per non offuscare il buon nome del college (vedi vicende alla columbia university), secondo una regola non scritta dettata da ragioni di mero interesse economico (se la rispettabilità del luogo decade, diminuiscono le iscrizioni, l’università va in rovina: visto il meccanismo – per me malato, dal punto di vista economico – dell’istruzione accademica statunitense, viene da sé la scelta). quello che è accaduto al mit può forse, per ora, accadere solo al mit, grazie ad una forza strutturale che non si basa sulle entrate dei frequentanti. visione troppo manichea?

    • ellegio ha detto:

      Probabilmente un precedente importante, sì. Ma ho l’impressione che il focus si stia spostando sui MOOC, e in generale sulle attività online, e su come gestire le policy in questo nuovo contesto, nel quale mettere a tacere è oggettivamente più complicato (ed è anche più facile commettere abusi, del resto).

  5. musicamauro ha detto:

    capisco che son cose diverse (molestie dall’alto di un incarico e omicidio), pur tuttavia mi chiedo se i madrigali di Carlo Gesualdo da Venosa (uxoricida e assassino del di lei amante) li ascoltano ancora o se li hanno messi al bando.

  6. LaVostraProf ha detto:

    Può darsi che, una volta morto e sepolto, anche l’aura che gli ha (forse) permesso di profittare delle occasioni scomparirà, insieme alle occasioni (per lui, almeno). E può darsi che, solo per questo, diventi meno ‘pericoloso’, chi lo sa.
    Intendo dire che oggi ascoltiamo Carlo Gesualdo senza timore di reiterazione del fatto e di emulazione. Su Don Lisander mi pronuncerò tra qualche giorno 😉

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