riflessioni a caldo

Alla fine il proposito per il nuovo anno non l’ho più fatto, tanto si sa che è inutile – i grandi propositi sono fatti per essere disattesi molto presto. Ma se dovessi, a questo punto, direi che potrebbe ricominciare ad essere quello di cinema selvaggio, ché ultimamente da questo lato ho latitato.
L’anno è cominciato discretamente, sono già a quota tre, due col pargolame e l’ultimo con virgulti&figlia di mezzo. Virgulti&figlia di mezzo è una buona combinazione, la classe sgarrupata è altamente affidabile nell’organizzazione delle uscite, e a me fa piacere offrire il pretesto per passare una sera insieme.
La figlia di mezzo si è sentita grande ad uscire di notte con tanti ragazzoni, anche se ha fatto la timida e si guardava le scarpe.
Il film non era male, nonostante qualche incongruenza storica su cui ritorneremo.
Finito il film, loro se ne sono andati per le loro birre o che so io, e io ho interrogato la figlia gialla, che meditava.
Ne ho tirato fuori queste riflessioni di dodicenne.
– Puoi anche sposare con un omosessuale, se ti sta simpatico.
– Non c’è niente di male a sposare una persona dello stesso sesso.
– Se i tuoi genitori non vanno d’accordo invece è brutto, per esempio la mamma di Chiara dorme sul divano e il papà ha cominciato a bere. Chiara dice che se si separano è meglio.
– La castrazione chimica è molto peggio di due anni di carcere.
– La cosa più brutta di tutte però è quando hanno deciso di far attaccare il convoglio per non far capire ai tedeschi che erano riusciti a decrittare i messaggi segreti.

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11 risposte a riflessioni a caldo

  1. pensierini ha detto:

    Le prime quattro sono un distillato di saggezza, brava GG (è lei?), sulla quinta non mi pronuncio.

    • ellegio ha detto:

      Sì, è lei.
      La quinta è difficile, richiede pesare i morti come se tutti avessero lo stesso valore. Vale la pena sacrificare dieci persone per salvarne cento?
      Invece forse le vite umane sono cose infinite, e una nave piena di persone ha la stessa cardinalità di cento navi.
      In ogni caso, ci sono situazioni in cui occorre prendere decisioni, e sono responsabilità tremende.

  2. patriziavioli ha detto:

    Mia figlia è innamorata di Benedict, mio marito da sempre di Turing (nel senso informatico della cosa)

  3. HappyAladdin ha detto:

    L’ho visto ieri ma senza cinema, forzandomi alla lingua originale e senza sottotitoli, neanche in inglese, perciò qualche sfumatura devo essermela persa nonostante qualche scena forzatamente ripetuta. Mi è piaciuto, parecchio, io però rimango sempre affascinata dalle vicende umane e mi perdo le critiche storico-tecniche (il coinquilino, che è del settore, è di tutt’altra opinione). Mi ha fatto sorridere la sincronia.

  4. laProfe ha detto:

    Uff, la figliola mi ha fatto venire voglia di vedere il film, malgrado le critiche negative…

  5. musicamauro ha detto:

    per quel che vale, dirò che il film è piaciuto pure a me (anche la spia sovietica e l’MI5 che lo sa)

  6. Ornella Antoniutti ha detto:

    Visto l’altra settimana e mi è piaciuto. In effetti non è un documentario, però certe ingenuità se le potevano risparmiare. E ditemelo voi: ma se quest’uomo aveva costruito la prima “macchina informatica” per quale motivo non gli hanno consentito di continuare? L’unica motivazione che riesco a vedere sono i costi, e si sa che quando si tratta di guerra non si risparmiano le risorse, mentre se si tratta di costruire qualcosa di utile per la vita di tutti i giorni, manco le briciole .

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