un sistema scleronomo isolato

I miei genitori stanno cercando di divorziare. Stanno cercando – due ultrasettantenni – insomma sono alle prese con le carte e gli avvocati, a caccia di documenti, ma quanto al resto sono separati da talmente tanti anni, mille mila, che nessuno si preoccupa. Cioè, io non mi preoccupo, ché poi il loro, a parte i primi tempi, è stato sempre un rapporto civile. Ci sono sempre stati, l’uno per l’altra. Si trovano insopportabili, si scambiano regali, si lanciano battute al vetriolo e pensano quasi con la stessa testa quando si tratta del mondo fuori. Lui la cerca se ha bisogno di una citazione che gli sfugge. Lei mette da parte per lui le storie curiose che le capitano.

Il divorzio dei nonni, nonostante sia poco più che l’ennesima seccatura dovuta alle assurdità burocratiche italiane, non è sfuggito però al minore dei minorenni.

– Non potremmo convincerli a sposarsi di nuovo?
– ?!? Ma no, dai. Non dopo tutto questo tempo.

Ma si vede che il tarlo è un altro.

– Ma tu e papà non volete divorziare, però.
– No. Non credo. Per ora. Magari se un giorno non ci vorremo più bene ci penseremo. Perché?
– No, così.

Così.

– Dai, ti faresti doppie vacanze, e magari uno di noi due ti comprerebbe la play.

Ci pensa.

– Sono l’unico della mia classe che non ha questo e quello.
– Ecco, appunto.

Poi non ne ha più parlato – il che non è che voglia dire molto, per il soggetto in questione, è uno capace di rimuginare sulle cose per giorni e giorni.

Allora sono andata a comprare un ferro da stiro nuovo. E’ verde foglia, molto eco.
A. ha protestato
è il secondo ferro da stiro che compri in due mesi!
– Ma l’altro faceva cagare, dai.

Poi l’ha provato.
Ehi, finalmente una camicia stirata che sembra una camicia.

Vabbe’, volevo scrivere qualcosa sul (mio) matrimonio, ma non sono capace. In fondo sono cose mie, e ci sono parole, mica brutte, che mi riesce difficile dire.
Ma, vada come vada, siamo cresciuti insieme, e a settant’anni, un pomeriggio d’inverno, entrerò alla cittàdelsole e ne uscirò con un pacchetto per miomarito.

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5 risposte a un sistema scleronomo isolato

  1. tuttotace ha detto:

    Commenti random. Anche i miei ultrasettantenni si separano, ma la storia qui è penosa e si chiama IMU ed altre tasse. Se penso a quanto ci abbiamo scherzato con i bimbi io ed ExTT sul separarci, che tanto ci sembrava cosa remota e di fatto impossibile … forse abbiamo fatto più danni così che separandoci poi. Paralre del proprio matrimonio è impossibile, soprattutto se si è cresciuti assieme.

  2. iomemestessa ha detto:

    Del proprio matrimonio non si parla, perchè lo si vive. se ne parla, eventualmente, a cose finite. ed è terapeutico assai. Faccio fatica a parlare dell’uomo che infatti nei miei non frequentissimi post personali è una figura molto più di sfondo di quanto nei fatti non sia.

  3. lanoisette ha detto:

    sei molto fortunata. non che io non lo sia, eh, ma ci ho messo quasi 35 anni a trovare quello giusto, mica 16.

  4. pensierini ha detto:

    Io ce ne ho messi ben 19, di anni, a trovare quello giusto. Tu con 16 ci batti. 🙂 Anch’io non parlo mai di mio marito, adesso che ci penso.

  5. ildiariodimurasaki ha detto:

    Signore, con tutto il rispetto e l’affetto per i vostri mariti, non vorrei che vi sentiste obbligate a parlarne per forza, a me lettrice va benissimo così ^__^
    (Per il Benza è diverso perché, in un tempo ormai remoto, quando dipingevano le grotte ad Altamira, anche lui era blogger – senza contare che è bellissimo, o almeno lo era nei tempi remoti in cui si degnava di scriverci qualcosa)

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