il lamento di me medesima

E così siamo arrivati rotolando e scivolando fino a Natale, di nuovo, chissà se basteranno quattro litri di latte ché le squinzie ormai è una guerra per convincerle a fare colazione perché mi sono ridotta così avevo giurato che non. Chi sei? Perché mi guardi così?
– Sì sono proprio io, ciao.
Ma guarda te, dopo tutti ‘sti secoli, si vede che è proprio Natale. In fondo è come baciare uno sconosciuto, sai quella cosa dei baci&abbracci per la strada
– Come stai? Va tutto bene?
poi se devi fare un riassunto le cose importanti della vita sono giusto tre o quattro, sì lo sapevo che ti sei separato, è successo quindici anni fa, io invece sto ancora con lui, sì anche lui è sempre uguale, ogni due anni cambia ospedale sì, sì è sempre il più bravo e forse adesso ha trovato pane per i suoi denti, e invece Marco no, non lo sapevo, lo incontro spesso ma non è come al liceo, dai, magari non gli va di raccontarmi le sue cose mentre stiamo in fila dal panettiere.
– Vabbe’, ci vediamo.
anche se. Non ci siamo mai visti. Ok, baciamoci di nuovo, in memoria.
E adesso infiliamoci nel tunnel, regali, auguri, cibo, vecchietti, chissà se ho indovinato i regali e perché non ho più la pazienza di una volta con i pacchetti, e che carine le australiane che ogni anno rinnovano l’invito, in fondo Mae c’è andata col suo nuovo boyfriend e dovremmo andarci anche noi e le cose importanti della vita sono davvero tre o quattro, come quella volta nel Globe che tutti dicevamo che in fondo sì, gli studenti sono tutti uguali e fanno le stesse cose a tutte le latitutini e Eddie ha detto sì però nella mia scuola non hanno le scarpe e in fondo non c’è neanche la scuola.

Poi alzi la mano chi non ha mai avuto voglia di fare qualcosa di sbagliato, quando eravamo piccoli stavamo ore e ore a recitare cibetti schifosi di nostra invenzione
– per antipasto occhi di scimmia in umido
– per primo vermi al sugo moccioloso
e così via, venti portate almeno.

Ma anche questo Natale sarò buona, giuro. Ho perfino dato l’incarico al nano di scrivere alle mamme della sua classe gli auguri su wapp, prima di lanciare il cell fuori dalla finestra. Ripieno di smile e babbini natalizi, cola talmente miele che mi ha imbrattato tutta la scrivania.

Auguri a tutti.

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9 risposte a il lamento di me medesima

  1. ogginientedinuovo ha detto:

    Auguri a te e alla tua bella famiglia 🙂

  2. pensierini ha detto:

    Anche a te, piagnucolona! 🙂

  3. romolo giacani ha detto:

    Auguri anche a te!

  4. ildiariodimurasaki ha detto:

    C’è di buono che il miele va via con un po’ d’acqua tiepida ^__^
    Auguri diabetici a te e a tutto il clan

  5. bianconerogrigio ha detto:

    Ecco perché nell’aprire il post il trackpad è diventato improvvisamente appiccicoso … Buone vacanze.

  6. laProfe ha detto:

    Auguri, Buon Santo Stefano, buon sole e buone vacanzine, senza cellulare e senza prediche 😀

  7. Ornella Antoniutti ha detto:

    Auguri, anche se in ritardo!

  8. ellegio ha detto:

    Auguri a tutti!

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