per la scienza

Curioso che, pochi giorni dopo che Fabiola Gianotti è stata nominata prossimo Direttore Generale del CERN, pochi mesi dopo che Maryam Mirzakhani ha vinto la medeglia Fields, stiamo qui ancora una volta a perdere tempo parlando di donne e tette.

Se a qualcuno la notizia fosse sfuggita, beato lui, la riassumerei così. Giovane paleoantropologa apre un tumblr per usare tette – sue e di amiche sue – per divulgare spot (pseudo)scientifici. Il fidanzato approva (dici e che c’entra? eppure sembra che c’entri). La cosa, nata per caso e senza un vero e proprio obiettivo (cit.) diventa virale, e il webbe si divide equamente in favorevoli e contrari, come ogni barsport che si rispetti.

Vabbe’, io non ho intenzione di perderci molto tempo, magari non è necessario che io ribadisca che mi sembra una solenne cazzata – e tenderei a sostenere anche debolmente pericolosa, se la situazione non fosse già abbastanza di merda così com’è – per cui ormai si parte rassegnati, una di più che male fa.

Volevo solo rilevare la nostra ormai totale incapacità di tenere la rotta nel mare di stronzate che ci sommerge. Questa cosa viene contrabbandata come iniziativa per “promuovere la scienza in modo leggero”, e l’argomento a favore sembra essere “non importa come, purché se ne parli” insieme a “se ti scandalizzano le tette è perché sei bacchettona, o ce l’hai brutte, o sei bacchettona e ce l’hai brutte”. Eh, vedi, anche tu ne parli! Allora funziona. 

Eh. No. Il fatto è che nelle cose di scienza importa  come se ne parla.  Almeno un po’. E un sacco di quei cartelli non mi sono piaciuti. Le tette, non dico, saranno belle, ma le scritte, molte, non le condivido. E, come dire, ho il sospetto che faranno la fine dei malati di sla, quelli per cui tutti si facevano la doccia quest’estate, e poi vedi com’è andata. E così, sarei tentata di dedicarmi con impegno, che so, alle banane radioattive – ma fa freddo e ho un paio di tette sole. Meno male che il mondo va avanti lo stesso.

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16 risposte a per la scienza

  1. plus1gmt ha detto:

    per solidarietà non ho cliccato sul link tentacolare

  2. Nuzk ha detto:

    Mi ero persa questa perla di somma cultura…visto il livello di annebiamento che provoca il testosterone, non credo che chi cliccherà lì per le tette riuscirà anche a comprendere il senso dei cartelli, ammesso che possano avere un senso…

  3. iomemestessa ha detto:

    Questo è esibizionismo. Con la scienza non c’entra niente. Aggiungo che i cartelli, almeni quelli che ho visto al volo sul primo link, non mi paiono queste gran perle scientifiche. Le potevo dire pur io mentre puccio il cornetto nel cappuccino. E, credimi, le scienze non sono mai state il mio forte.

  4. Se avete critiche da muovere al contenuto dei nostri cartelli, dei nostri articoli e alle fonti che citiamo saremo ben lieti di ascoltarvi e correggerci, nel caso abbiate argomentazioni e fonti più autorevoli e solide delle nostre. Sopratutto sulla pagina Facebook c’è ampia possibilità di discutere. Per noi la correttezza e il rigore delle nostre affermazioni sono al primo posto e le volte che ci siamo sbagliate, ci siamo corrette, rimuovendo o ampliando i nostri contenuti. Buona giornata.

    • ellegio ha detto:

      Ehm. Ma anche no. Da quello che capisco, cara (come ti posso chiamare? devo davvero scrivere cara tetteperlascienza? mi sembra fuori luogo), dietro questo blog non c’è un progetto, è un po’ una cosa nata per caso che, per le alchimie della rete (o le distorsioni?) sta avendo una risonanza forse superiore alle aspettative. Ma non è divulgazione scientifica, perché fare divulgazione non vuol dire fare il riassunto di mezzo articolo della rivista X e poi pubblicare il link. Per fare divulgazione scientifica ci vorrebbe un po’ di studio, che è anche lavoro. E il lavoro si potrebbe fare gratis se ci fosse un progetto condiviso, ma qui non c’è. E se voi che mostrate pezzi di corpo come se steste facendo la pubblicità a una qualsiasi automobile vi sentite a posto, siamo lontane anni luce e dubito che possiamo trovare un terreno di conciliazione. Non abbiamo un vocabolario comune, mi dispiace. Io, dal canto mio, passo le giornate sforzandomi di educare alla scienza ragazze e ragazzi, belli e brutti, grassi e magri, con tette e senza (mi ci diverto anche, tra l’altro). Nel rispetto di chi la scienza la fa davvero, e di chi fa davvero anche la divulgazione, che forse di fronte ai like a tette/culi ha qualche sacrosanta ragione di risentimento.

      • Al nostro blog hanno partecipato anonimamente anche e sopratutto ricercatrici e divulgatrici, professionali e amatoriali. La ragione di risentimento, secondo noi, viene a cadere quando si capisce che noi, come abbiamo specificato praticamente ovunque, non vogliamo in nessun modo ambire allo status di cui gode la divulgazione tradizionale. Non siamo in competizione, non siamo la stessa cosa, non abbiamo gli stessi fini. Siamo due cose diverse e in questo senso il risentimento è privo di fondamento. Ho un sacro rispetto dei divulgatori e io stessa ambisco a diventare tale, sia tramite l’attività semi-amatoriale che svolgo in varie forme ormai da anni, sia tramite formazione specifica che sto pensando di intraprendere. Tuttavia la divulgazione non è onnipotente, o non saremmo nella condizione, a mio parere terribile, in cui ci troviamo adesso. Il mio non è in alcun modo un modello alternativo di divulgazione. Al più si potrebbe considerare integrativo, a modo suo. Uno dei tanti messaggi che ci piacerebbe passasse dalla nostra iniziativa è che la comunità scientifica oltre che la classe pensante ed intellettualmente attiva non può permettersi di rimanere nella sua Torre D’avorio, perché la situazione sta degenerando al punto che i contadini potrebbero arrivare coi forconi a dare l’assalto alla Torre e non vorremmo mai che finisse come in Thailandia.

        Voi ci mettete in bocca parole non nostre, che hanno introdotto i giornali e che noi non necessariamente condividiamo. Tantissimi divulgatori, vedendo semplicemente la pagina e il contenuto, e capitone lo scopo, ci hanno espresso vivo supporto. Lo stesso vale per i ricercatori, che sono numerosissimi tra le fila dei nostri fan.

        • ellegio ha detto:

          No, no, io non voglio mettere in bocca a nessuno parole di altri. Riporto quello che Lara-Tette ha detto in interviste che non ha smentito, anzi ha contribuito a diffondere.
          Mi fa piacere che abbiate il supporto di tantissimi divulgatori e ricercatori, non avrete difficoltà a controllare i contenuti che pubblicate che per il momento mi sembrano niente di speciale. Non posso dire di capire l’anonimato, me ne sfugge proprio la ragione.

          Comunque. L’intenzione originaria era quella di fare qualcosa che fosse la realizzazione del “sogno erotico di ogni nerd” (cit.) – ora, per bypassare accenni di critica sull’uso dei corpi, il progetto si amplia e compariranno ogni tanto anche dei figaccioni (e i gay? i trans? cosa farete, cercherete di calibrare le apparizioni tenendo conto delle preferenze sessuali?). Non c’è sarcasmo, non c’è rovesciamento del discorso: siamo alla pubblicità delle automobili, paro paro. E non è neanche garantito che passino contenuti “scientifici” di qualche tipo, dato che i messaggi che si vogliono veicolare sono su due piani talmente diversi, mentre il like è uno solo.

          Gente si chiede se funzionerà. Io mi chiedo *cosa* funzionerà, perché qualcosa sta già funzionando, e secondo me non è la cosa giusta. Intanto, dice che “l’acqua bolle a 100°C” (o che l’Universo ha 13,8 miliardi di anni, o che Eratostene ha misurato il raggio della Terra) non è divulgazione, sono spot. Ma se lo fossero, voglio dire se fossero informazioni interessanti per qualcuno che non le conosce, a quel punto le tette diventerebbero incomprensibili. Mio figlio, nove anni, mi chiederebbe che c’entra il raggio della Terra con le tette, che per lui sono solo tette. Avrebbe ragione. Non ce n’è bisogno. La ragione per cui sono poche persone che si appassionano ai fatti di scienza non è che mancano le occasioni, o la torre d’avorio (andiamo, dai, la torre d’avorio è una roba del secolo scorso). Temo che tutti i like siano per le tette (vabbe’, ne ho la certezza) e lo trovo svilente per tutte quelle donne invece ci mettono la testa, e spesso non hanno vita facile. Tutto questo successo mi sembra un bel passo indietro.

  5. ogginientedinuovo ha detto:

    Sono bacchettona e ho le tette brutte, ma non sono scandalizzata: sono arrabbiata, che è diverso.
    Non conoscevo e comunque non sono andata a leggere. Non mi interessa vedere tette abbinate alla scienza o scienza abbinata alle tette. Così come non mi interessa vedere donne mezze nude abbinate alle macchine o alla colla.
    Macchescherziamo – maddechestiamoaparla’

  6. Ornella Antoniutti ha detto:

    Ci mancava questa perla nell’universo della rete. E purtroppo credo che parlarne sia proprio tempo perso.

    Mah! Da vecchia babbiona quale mi sento e certamente sono dico che dopo l’entrata di Cicciolina in parlamento (minuscola volontaria) è iniziato a franare il realistico buon senso anche nelle cose più serie.

  7. anonimosq ha detto:

    “Todo modo, todo modo para buscar la voluntad divina…” (S. Ignacio de Lojola)

    Anonimo SQ

    PS @tettexlascienza : forse non era la Thailandia, ma la Cambogia di Pol-pot.
    PPS: ma io come potrei divulgare, allora ?

  8. ilcomizietto ha detto:

    Il problema è che si mischiano cose che non stanno assieme in nessuna maniera. È come presentare ricettte di minestroni in un film porno, o le istruzioni del 730 in un manuale di teologia. È la stessa cosa. L’effetto è questo: http://www.youtube.com/watch?v=wEkGtlYNd30

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