Quella sensazione che puoi dire soltanto in francese

Sono settimane un po’ pesanti, di quelle che quando arriva il venerdì hai solo voglia di andare a dormire con le galline. Ah, sì: da quest’anno è sabato liberatutti. Niente più sgambetti nei corridoi per avere il sabato libero, ora ci si può scannare solo per il lunedì mattina (non per niente io il lunedì mattina ho sei ore di lezione una attaccata all’altra come i chicchi di un grappolo d’uva lasciato a marcire sul davanzale).

Torno a casa e respiro a fondo prima di attaccare la correzione dei capolavori dei virgulti,  intanto il mouse si anima di vita propria e se ne va a spasso da solo, finché la mia attenzione non viene catturata da questa roba qui:

 


E invece il panorama attorno a me è un po’ diverso, ecco.

desk1

desk2

desk4

desk3

desk5

 

 

Posso migliorare, eh.

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14 risposte a Quella sensazione che puoi dire soltanto in francese

  1. pensierini ha detto:

    Quella del generale Cambronne? 😉 A parte gli scherzi, bravissima che correggi i quaderni delle vacanze, mentre io non lo faccio più da quando mi è sorto il ragionevole e fondato dubbio che non fosse tutta farina del loro sacco. Bella vissuta, la scrivania! 🙂

    • ellegio ha detto:

      Non li correggo – ho assegnato esercizi differenziati per fasce di voto, ma sono almeno duecento ad alunno, non posso correggerli tutti. Però controllo chi ha fatto cosa, e poi incrocio il risultato con quello del test d’ingresso, per decidere quali genitori chiamare per primi.

      Bella vissuta? Non riesco più a fare nulla 🙂

  2. musicamauro ha detto:

    “dopo”, però (te lo dico perché io sono già arrivato lì), ti resteranno soltanto vecchie foto http://youtu.be/T_uvgm2_hRk

  3. ellegio ha detto:

    Nessuno che si chieda cosa ci fa un barattolo pieno di ceci secchi – e scaduti!

  4. Nuzk ha detto:

    Com’è che con tutte quelle cose trasformate in applicazioni anche il mio tavolo è ancora pieno di roba? Meno male che non sono la sola 😉

    • ellegio ha detto:

      Non solo il tavolo è pieno di roba. Anche il computer è pieno di applicazioni. Molte delle quali fanno la stessa cosa, a parte leggerissime varianti…

  5. bianconerogrigio ha detto:

    Aprire una bancarella al mercatino delle cianfrusaglie? I ceci ancora ancora, ma il maialino che fa hoinc-hoinc quando schiacci il pancino?

  6. Ornella Antoniutti ha detto:

    Sono i ceci che le maestre del secolo scorso mettevano sotto le ginocchia dei bambini in castigo? E’ una collana di ceci infilata all’asilo come regalo per la festa della mamma.

  7. ellegio ha detto:

    Fa parte di una collezione di vasetti di “cose quasi tutte uguali, ma non proprio” che uso ogni tanto per mostrare come viene fuori la curva di Gauss. Confesso che è meno poetico di una collana di ceci ricordo dell’asilo 🙂

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