carolibro, carolibri

Un sabato di fine estate, un po’ già dentro la routine e un po’ ancora fuori – qualcuno è reperibile, altri sono impegnati a discutere coi colleghi le prime mosse dell’anno, si prende la vita con più calma, si va a fare la spesa insieme, mentre si prepara il pranzo si accende la radio.

– Sale la spesa per il corredo scolastico, oltre mille euro a studente in prima media.

– Uh, bum!

– Ma dai, è una cazzata. Cioè, magari se compri lo zaino fighetto nuovo.

Continuano a parlare di sforamento dei tetti di spesa per i libri, anche se. Quello che a noi costa di più, ora come ora, è il giovane alla primaria: a Roma, se non falsifichi la dichiarazione dei redditi, sono ottanta euro al mese di mensa scolastica, per dieci mesi. Anche se due dei dieci mesi sono meno di uno, perché le scuole anno dopo anno cercano di strappare al comune la gestione dei residui delle mense (il denaro, ovvio, non i quintali di cibo avanzato e buttato tra i cassonetti).

 

Libri di testo a costi ridotti.  Libri di testo scritti dai docenti (i docenti veri, non qualche giovanotto sottopagato che fa da prestanome) e resi disponibili in rete agli studenti a pochi euro, uau. Succede già. Cioè, succede da sempre – ai miei tempi si chiamavano dispense – ma ora succede su scala nazionale ed è una bella cosa. E’ un progetto che coinvolge ormai alcune centinaia di scuole, ne parlano in tanti già da un bel po’.

Solo che.

Solo che i libri non si possono leggere – se non si partecipa al progetto il massimo che puoi è scaricare un estratto.

Solo che l’estratto è … brutto.

No, non dico che l’impaginazione lascia a desiderare, anche se. I contenuti sono il problema, a giudicare dal poco disponibile. Puoi fare una didattica nuova usando la brutta copia di un libro di testo di cinquant’anni fa? Chi valida un testo scritto da un docente? Ok, vabbe’, lo so che nel chiuso delle classi in tanti dicono stronzate (ed è per questo che io, la porta, cerco di tenerla sempre aperta – usare tutte le occasioni possibili di avere in classe qualche adulto dotato di spirito critico), ma la rete ne permette una diffusione assai più ampia, come ben sappiamo. Coi risultati che vediamo.

E’ la cosa che più mi preoccupa, anche alla luce dell’entusiasmo che contraddistingue molti dei docenti 2.0. Una grande eccitazione sull’ultima app uscita – una roba che ti permette di fare quello che già puoi fare in almeno dieci altri modi, ma si sa che l’ultima è sempre la più sbrilluccicante. E zero sui contenuti. O meno di zero, perché se devi scopiazzare il peggio che c’è in giro, allora forse è meglio far pagare agli studenti venti-trenta euro per un buon libro – e qualche buon libro ancora c’è. Si fanno meno danni.

Oh, è un problema.

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24 risposte a carolibro, carolibri

  1. emanuela ha detto:

    finalmente qualcuno che ha la mia opinione!!! sono una docente che ha visionato il b.i.p. di scienze… errori, scopiazzature, immagini inguardabili. nessun controllo dei contenuti. Costano poco (per la scuola che aderisce però i costi sono alti in termini di sostituzione dei docenti coinvolti nella stesura del testo), ma per ora valgono proprio poco.

    • ellegio ha detto:

      Ciao Emanuela, benvenuta 🙂
      Io ho potuto leggere solo il capitolo disponibile sul sito, che dovrebbe essere il primo (del volume di fisica per il biennio superiore, ma per i volumi di algebra e geometria direi che il discorso è analogo), e non mi è piaciuto per niente. Concetti confusi e fuorvianti, perché se fosse solo una questione di editing uno ci potrebbe mettere una pietra sopra.

      Non sapevo che i docenti venissero sostituiti (ma non ho informazioni dirette da scuole che hanno aderito), in linea di massima io sono dell’idea che l’adesione ai progetti non dovrebbe incidere sull’orario di cattedra o richiedere sostituzioni.

      • emanuela ha detto:

        ciao e grazie per il benvenuto.
        confermo: sostituiti per partecipare a convegni e incontri per la stesura testi, definiti dai docenti redattori “corso di aggiornamento”. I 5 giorni da ccnl canonici, insomma. Niente di grave, ma è un piccolo costo per una scuola. Rimane di fondo il problema dei contenuti, secondo il mio modestissimo parere dovrebbero andare incontro ad un controllo, come un qualsiasi articolo accademico pubblicato. Altra questione non spesso considerata: potenziali casi di scopiazzatura di materiale protetto da copyright…
        Agli albori del progetto ero entusiasta: democrazia, partecipazione, aiuto alle famiglie.
        Visti i risultati sono diventata molto molto critica.
        Anche il precedente ministro dell’Istruzione sottolineava questi problemi.
        Non mi dilungo più, come vedi è un argomento che mi tocca molto e che mi ha costretto a delurkarmi da semplice lettrice a commentatrice!

        • ellegio ha detto:

          Infatti sulla carta sembra un bel progetto, ma bisognerebbe andare un po’ coi piedi di piombo. Il controllo sui contenuti da quello che capisco è affidato ad un “comitato”, del quale fanno parte gli “stessi docenti”. Certo, è vero che un docente dovrebbe essere in grado di esercitare il controllo sui contenuti, altrimenti vuol dire che non dovrebbe insegnare, ma questo sappiamo che può non essere, e in ogni caso non garantisce affatto che il risultato sia un “buon” libro.
          Io sono convinta che a sfruttare bene la rete si possa raccogliere materiale di primo livello, e liberamente fruibile. Per matematica e fisica senz’altro.
          Capisco che l’argomento ti tocchi 🙂

  2. ilcomizietto ha detto:

    Non dico che il costo dei libri di testo non sia un problema. Penso però che il 90% di quelli che si lamentano non abbiano nessun diritto di farlo. Con un iCoso ultimo modello ci compri tutti i libri di testo. Nuovi. E di solito l’iCoso i lamentatori l’hanno.

    • ellegio ha detto:

      Questo è abbastanza vero, anche se non so se le percentuali sono giuste 🙂
      Resta il fatto che per qualcuno il costo dei libri può davvero essere un problema, e se si potesse fare qualcosa sarebbe buono e giusto. Per esempio, in genere le scuole (perlomeno quelle in cui sono stata io) offrono libri in comodato d’uso. Per chi ha davvero problemi anche un tablet o un e-reader sono fuori portata.

    • ildiariodimurasaki ha detto:

      Possono averci tutti gli i-coso che gli pare e anche dormire su una versione allargata del tesoro di Smaug, ma il rapporto qualità/prezzo della gran parte dei libri scolastici, almeno alle medie, è agghiacciante e non c’è motivo di spenderci su un centesimo più del dovuto. Gli i-coso costano cari, ma offrono buone prestazioni. Inoltre nessuno obbliga a comprarli, quindi chi li compra lo fa perché così gli piace. I libri scolastici invece sono obbligatori, e quindi in cambio del loro cospicuo prezzo dovrebbero offrire almeno un buon livello qualitativo.

      • ildiariodimurasaki ha detto:

        Ma avevo capito che i libri erano fatti in collettivo; cioè, anch’io ho qualche argomento dove saprei fare la dispensa, ma non certo tutti. E per “collettivo” non intendevo “una scuola” ma una rete di scuole dove i docenti si consultano… dici che sono troppo tecnologica?

        • ellegio ha detto:

          Ma quali dici? Quelli di cui parla la circolare ministeriale, o quelli già prodotti da Bookinprogress? Per i secondi, non essendo nella rete non so (credo la rete, ma ci sarà stato qualcuno che ha scritto qualcosa e altri che dovevano controllare e non l’hanno fatto – mi sembra che sappiamo come vanno queste cose…)

          • ildiariodimurasaki ha detto:

            Credo di essermi riferita ai secondi. “Credo” perché al momento ne sono fuori, ma fra un annetto pare che, sembra, dicono, è possibile che, saremo coinvolti anche qui. (Ma se non ci danno una connessione stabile, non penso che faremo molta strada)

      • ellegio ha detto:

        Me li vedo, i giovani virgulti spalmati sulla versione allargata del tesoro di Smaug 🙂

  3. LaVostraProf ha detto:

    Anche da noi nessuna sostituzione. Tutto il lavoro va fatto extra.
    Comunque, in una delle ultime circolari dell’anno (scolastico) scorso, era indicato tutto il procedimento per produrre in autonomia i libri di testo e (oltre al fatto che devi lavorarci extra e gratis) uno dei punti era che, finito il libro, dovevi metterlo a disposizione di tutti dopo un controllo scientifico dei contenuti…

    • ellegio ha detto:

      Eh, ma chi lo fa il controllo? E chi è che ti dice se quel testo, anche corretto, è o no adatto per quel tipo di scuola, per esempio? Mi vado a rileggere la circolare, a me sembra di ricordare che parlasse di un docente supervisore…

      Però comunque extra e gratis non va neanche bene. Per quale motivo uno dovrebbe produrre materiali aggratis? Da distribuire poi a tutti… Se qualcuno fa un buon lavoro, sarebbe anche il caso di pagarlo adeguatamente.

      • LaVostraProf ha detto:

        Non trovo la circolare sotto mano (probabilmente l’ho buttata, per il nervoso, dopo il nostro disastroso collegio sull’adozione dei libri di testo), ma parlava di un controllo esterno, ministeriale; insomma, qualcosa di ‘lontano’ e, ovviamente scientificissimo…
        Vado a memoria, ma la circolare suggeriva anche di costruire il libro anche durante le ore di lezione, cioè in classe, con gli alunni.
        Non vorrai essere pagata per il lavoro che fai con gli alunni, vero?

        In ogni modo, io quest’anno non ho adottato l’antologia (per rientrare nei tetti di spesa, ma anche perché la uso molto poco), e sto preparando i testi (e i test) che utilizzerò prima per accompagnare il progetto finale sull’orientamento, e poi per dare materiale di supporto a storia e geografia e costruire dei percorsi d’esame più ricchi. I testi li scelgo io, li stampo io, e, se riesco, chiederò alla scuola di fotocopiare per la classe, altrimenti, farò io anche quello. Ovviamente, nulla del mio lavoro se ne andrà in giro gratis per i ministeri.

  4. emanuela ha detto:

    Anch’io preparo il mio materiale usando (spero bene) la rete. (suggerisco pinterest, ho delle board meravigliose di biologia, chimica…). Sarebbe bello non dover per forza adottare un testo, ma il Bookinprogress è un testo a tutti gli effetti, con tutti i difetti di un testo nuovo, poco controllato, o autocontrollato dagli insegnanti che aderiscono alla stesura del testo.
    Io non sarei in grado di scrivere un testo, a meno di prendermi un anno sabbatico e che lo scrivere diventi il mio unico lavoro per un po’ di tempo.

    • ellegio ha detto:

      Pinterest in effetti finora non l’ho usato. Ho un account quasi inutilizzato 🙂 Ma gli account che ho seminato in giro ormai non si contano più.
      Io l’esperienza del libro l’ho provata, e anche in un momento non facile (ero appena tornata al lavoro dopo il terzo figlio, che aveva cinque mesi o giù di lì, me lo ricordo ancora come un incubo). Già è complicato lavorare quando i figli sono piccoli (non che crescendo le cose cambino molto), metterci anche gli extra è dura.

  5. melchisedec ha detto:

    Credo che occorrano anni per preparare un libro di testo utile; se il fai-da-te sponsorizzato dal MIUR deve diventare un copia-incolla da altri testi, e per giunta semplificando, meglio astenersi e adottare i testi come solitamente facciamo.
    Riterrei utili i testi redatti dai docenti in una duplice direzione: metodologica(protocolli di studio supportati da esempi concreti)e contenutistica(scelta di argomenti e temi non trattati dal canone o solitamente poco approfonditi). Testi in cui la circolarità dell’attività didattica veda docenti e alunni impegnati a costruire sapere, a ricostruirlo, analizzarlo, filtrarlo.

    • ellegio ha detto:

      Ci sono sicuramente docenti in grado di produrre buon materiale, anche se poi quando le scelte metodologiche o di contenuto diventano troppo personali diventa difficile che gli stessi materiali vengano utilizzati da altri senza rimaneggiamenti. Questo nessuno lo discute. Così come ci sono case editrici che pubblicano materiale di scarsa qualità.
      Il problema del controllo dei contenuti resi pubblici resta tutto.

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