Bambini

Ci sono cose grandi, quando ti sembra di camminare sull’orlo del baratro, e magari è vero, e cose minime,  a cui ti aggrappi per distrarti. Mi hanno molto irritata l’enfasi sul tweet di Renzi

bambini

e i commenti di gente che manda i nostri abbracci e nostri sorrisi ai bambini (e mitragliatrici e razzi anticarro ai loro genitori), facendo finta di ignorare quanti bambini – e ragazzi e uomini – la guerra la conoscono invece assai bene. Ovunque.

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17 risposte a Bambini

  1. LaVostraProf ha detto:

    Credo sia anche per questo che l’opzione “spegni-la-tele” per me sia ancora la preferibile.
    Non sopporto più né quello, né il codazzo che si tira dietro (inteso non solo in senso politico).

    • ellegio ha detto:

      Spegni la tele ormai è molto di più, per capire quello che succede bisogna andare fuori dall’Italia. Capire? Forse solo sapere, capire mi sembra una parola grossa.
      E anche così, senza garanzie di affidabilità.

  2. Ornella Antoniutti ha detto:

    Quando i grandi uomini (compresi quelli vestiti di bianco) si rivolgono ai bambini, se non sono grandi davvero, rivelano tutta la loro meschineria.

  3. Ornella Antoniutti ha detto:

    Dimenticavo. Spegniamo la tele, spegniamola tutti. L’unica cosa visibile sono le previsioni meteo e “anca anca” , come “se dixe qua nel Veneto”.

  4. ildiariodimurasaki ha detto:

    Diciamo che la nostra informazione ha dei margini di miglioramento?
    (Anche la situazione mondiale, però)

  5. fughetta ha detto:

    Dunque, commento solo ora, perchè, confesso, mi ci sono voluti un paio di giorni per digerire. E non credo di averlo ancora fatto, ad essere sincera.
    Ho visto quel video l’altro giorno in pausa pranzo, e mi si sono aggrovigliate le budella. In particolare ho sempre davanti agli occhi quel bambino di, credo, 6 anni, intimidito di fronte alla telecamera, al quale il padre faceva dire che avrebbe ammazzato gli infedeli. Quel bambino veniva dal Belgio, e siccome in Belgio io ci vivo mi sono, chissà perchè, sentita particolarmente coinvolta. Cerco di razionalizzare, di trovare un bandolo, ma no, non c’è. Solo una persona in preda ad un qualche delirio allucinatorio, può pensare che un bambino (ma anche un adulto direi) stia meglio lì che qui. Mi venivano in mente cose come la moglie di Goebbels che avvelena i figli perchè non sopravvivano al Fuehrer, immagini di gente che ha perso il lume della ragione. Guardando quel bambino me lo immaginavo insieme ai ragazzini (molti di loro con madri velate) che vengono a giocare al parchetto dietro casa mia. E in questi giorni li guardavo da dietro le tende, dondolarsi sull’altalena, e pensavo che magari domani uno di loro non si vede più perchè un genitore invasato ha deciso che è meglio piazzarlo nel mezzo di una guerra e mettergli in mano un kalashnikov. E fargli dire che ammazzerà tutti quelli che in Europa ci abitano. Pensavo che magari quel bambino a scuola qui ci andava, questi infedeli li conosceva, magari se li sogna pure la notte.
    Faccio molta fatica a capire. Molta. Non ho nemmeno voglia di capire troppo, a dirla tutta.
    Questi sono pazzi.

    • ellegio ha detto:

      Non credo che si possa digerire. Già trovo difficile capire la violenza premeditata, il fanatismo è oltre le mie possibilità. Se pazzi è un modo per dire che i loro codici di riferimento sono mille miglia dai miei, dai nostri, sì, sono pazzi. E coi pazzi non si può parlare, perché non c’è una lingua in cui farlo, le parole non hanno lo stesso significato. E però poi ci sono altre cose da capire che invece bisognerebbe, chi li aiuta, chi li finanzia, quali risposte sono possibili, quali equilibri potrebbero funzionare, cosa si può fare – se si può fare qualcosa. Suona un po’ vuoto, un po’ inutile.

      • fughetta ha detto:

        sì, è esattamente questo che intendevo con pazzi, gente con la quale non si riesce appunto a parlare perchè mancano dei riferimenti comuni. A mio avviso siamo arrivati al punto in cui le possibilità di dialgo sono davvero esaurite e come dici tu bisogna invece domandarsi su chi li foraggia, li finanzia, e cosa si possa fare per fermarli.
        Ieri per caso leggo questo:
        http://www.lacapitale.be/1086389/article/2014-08-24/molenbeek-saint-jean-younes-abaaoud-un-djihadiste-belge-de-14-ans-en-syrie-pose.
        (confesso un moto di riso isterico nel leggere il commento: “oh certo, la famiglia è rassicurata. E’ in Siria!”).
        E, non c’entrerà niente, ma è un’altra di quelle cose che mi restano in mente, ho letto qualche giorno fa un articolo del Guardian (http://www.theguardian.com/money/2014/aug/23/middle-class-nurseries-avoid-poor-two-year-olds) che spiega come in sostanza molti asili non accettino bambini di certe famiglie perchè non si mescolino alla loro clientela middle-class. Cose che, come dire, per un secondo fanno sorridere ed esclamare “ma dai!”. Cose che, se non fosse che a Londra ci ho abitato e l’ho visto con i miei occhi questo classismo pervasivo, farebbero pensare più a racconti dickensiani che a ad una democrazia del XXI secolo. Cose che forse potrebbero aiutare a capire come mai dei giovani nati e cresciuti nelle nostre belle democrazie restino affascinati da certi discorsi di vendetta e martirio.

        • ellegio ha detto:

          Ma quello succede anche qui. Civiltà ormai è che se ne parli, e non si dia per scontata la reazione di fastidio – quando non è ostilità aperta – verso chi pretende di usare le *nostre* scuole e i *nostri* ospedali. Londra, dunque, sembra essere messa assai meglio di Roma.

  6. Ornella Antoniutti ha detto:

    Non avevo visto il video. E sinceramente non ho retto tutti i dieci minuti. Comunque non è una cosa nuova. Ricordo altre foto, postate da una blogger che ho smesso di seguire, che mostravano bambini e donne fasciate di esplosivi…. sgomento e disgusto non sono mai
    abbastanza. Basta aver frequentato una scuola elementare per un anno e si capisce che il bimbo risponde esattamente quello che sa di dover rispondere. Povere creature e poveri noi !!!

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