Egnatia Odos – 2

Estate2014

Se arrivi al porto di Kavala, non può sfuggirti un cartello che indica la distanza da Costantinopoli, 460 km. Ok, ci si può anche fermare un attimo, zanzare permettendo. Un trenino che ferma a pochi metri dal porto parte alle 14:00 per la città vecchia, si arrampica su un collina, e torna giù passando sotto l’acquedotto di Solimano il Magnifico (siamo a metà del ‘500). L’aspetto è quello di una roba turistica, ma di turisti in giro non se ne vedono, e il giro è gratis: i vagoncini sono pieni di massaie che sono scese giù a fare spese, e di vecchietti che non hanno evidentemente voglia di rifare tutta la salita per tornare a casa, sotto questo sole. Troviamo posto su due vagoncini separati, femmine da una parte e maschi dall’altra. Il sedile è occupato in buona parte da un grassone in canottiera, con un occhio semichiuso e i vestiti laceri. Non sembra sporco, malato sì. Ha un curioso odore dolce, e GG mi si rannicchia contro per evitare il contatto. Lui le attacca un bottone, sproloquiando per due minuti buoni prima che io riesca a fargli capire che col greco non ce la caviamo, è inutile.

– Deutschland?

– No, Italia.

– Ahhhh! Amico! Bello! Bravo!

E si lancia verso la povera GG, cercando di abbrancarla. Una tizia, seduta più in là, interviene. Il risultato è che lui si ricompone, tira un po’ giù la canottiera e si mette tranquillo. Vorrei insegnare ai figli ad essere più tolleranti con le persone vecchie, o malate, o vecchie e malate, ma non è sempre facile.

kavala

La tappa successiva è Komotini, siamo ormai in Tracia. Una cittadina molto vivace, con un sacco di murales e un quartiere turco piacevole e pieno di gente. I bambini corrono in bici attorno alla statua di Kostantino Karatheodoris, dici e chi era costui? e scopri un matematico greco del secolo scorso. Nato a Berlino, morto a Monaco, vissuto tra Costantinopoli, Bruxelles e la Germania, lo conosciamo qui, una sera d’estate, nel profumo della carne alla brace. Vabbe’.

Komo1 komo2

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9 risposte a Egnatia Odos – 2

  1. pensierini ha detto:

    Ma povera GG. Insegnale che anche la tolleranza deve avere un limite, quello del ceffone. Eh.

    • ellegio ha detto:

      Il tipo era solo esuberante, non faceva nulla di male. Solo, era fisicamente repellente, e questo non è colpa di nessuno (insomma, non sua, non nostra).

  2. melchisedec ha detto:

    Mi piacciono i post di viaggio con parole e immagini. Piacere visivo e narrativo. Invidia per il trenino. 🙂

    • ellegio ha detto:

      Il trenino era un trenino come se ne vedono spesso, solo l’uso era anomalo. Voglio dire, però: fa bene la gente ad approfittarne 🙂

  3. anonimosq ha detto:

    Oddio, non conoscevi Karatheodoris ? Non posso credere ! Un vero mito il buon Costantino !!!
    E gli integrali pfaffiani ? E le leggi della Termodinamica ?
    Ai tempi, nella mia università, un famoso docente di Chimica-Fisica (un fisico, in effetti), insegnava la Termodinamica con l’approccio teorico di Born-Karatheodoris.
    Risultato: il suo corso era tanto importante che finiva dopo la metà di luglio (i tempi degli altri non bastavano), la gente dava il suo esame come ultimo prima della laurea (se ci risuciva), in compenso, da Chimici Industriali, non capivano tra un intyegralke e l’altro se una reazione che assorbiva calore era es o endotermica, e se 1000 Kcal/moledi reazione era tanto o poco.
    Viva i fisici teorici !!!
    Per fortuna mi son laureato altrove: con il prof. di cui sopra non ce l’avrei mai fatta…

    Buon proseguimento !

    Anonimo SQ

    • ellegio ha detto:

      In effetti non mi ero mai imbattuta nel “buon Costantino”. La termodinamica l’ho studiata sul Fermi e sui testi di fisica generale, ma né lì né altrove è mai citato, e non ricordo che qualcuno l’abbia mai nominato. Sarà un caso di trinomite? 🙂 (Poi, pare che a Planck non andasse giù, ma queste son cose da Wikipedia…).

      • anonimosq ha detto:

        Per me, Plank aveva ragione !
        Voglio dire, è una cosa bellissima scoprire che le proprietà della matematica “obbligano” la realtà ad essere quella che è, ed è pure cosa interessante epistemologicamente, su cui riflettere profondamente.
        Da qui ad impostarci un corso universitario su una materia (Termodinamica) che per un Chimico Industriale dovrebbe significare KJ/mole (se non addiriuttura BTU/libbra !) di calore da smaltire o fornire ad un pezzo di impianto e/o ad un reattore, o, come minimo, al palloncino dove ti fai la reazione sul banco, beh…
        Ma anche questo, come molti tuoi collghi, era uno di quei fisici che ritenevano loro dovere secondario “insegnare” la fisica, e primario “selezionare la futura classe dirigente del paese”, frase sentita troppe volte sulle bocch dei tuoi colleghi per pensare che sia un caso e non invece una deformazione culturale.
        Per fortuna tu, e la scuola di fisica della tua università (peraltro la miglioire d’Italia, storicamente ed attualmente è indiscutibile) non segue questa teoria, diversamente da quella della mia Alma Mater Studiorum Patavina.
        Ciao !

        Anonimo SQ

        • ellegio ha detto:

          Non che alla Sapienza manchino gli stronzi, ma in effetti di selezionare la classe dirigente del paese non sembra importare a nessuno 🙂
          Anzi…

          • anonimosq ha detto:

            Meglio così : ognuno faccia quel che deve, quel che sa, ed accada quel che può.
            Sarebbe gia tanto.

            Anonimo SQ

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