Ieri e oggi

Per festeggiare la fine della penultima settimana di scuola, sia lode al Master dei Rubinetti Celesti per questo clima primaverile che finora ci ha graziato, mi concedo una pausa di cazzeggio e torno su quella roba del fashion di un paio di settimane fa, lanciata da Palmy per confrontare gli stili di ieri con quelli di oggi, e ripresa qui e là. Non credo di aver mai descritto  da nessuna parte come mi vesto, in questi quasi sei anni, anche perché – confesso – sono una di quelle persone che raramente fa caso ai vestiti.
Credo di avere ancora tutti i vestiti degli ultimi vent’anni, continuo a mettermi quello che mi piace senza seguire la moda, il confronto è facile: mi vesto più o meno come sei anni fa, anche se ultimamente comincio a pensare – di rado – che prima o poi dovrei cambiare stile, cercare di sembrare più una signora.  Ma sono troppo pigra.

Dunque, in ordine:

La mia divisa. Eh, se volevo la divisa, mi sceglievo un altro mestiere. Comunque, d’inverno jeans colorati (nero, verde marcio, blu, marrone, ma anche fucsia, per dire), maglie colorate  – rigorosamente di cotone – e cardigan in tinta unita – sempre nero, ma anche grigio, blu, marrone. Scarpe comode, una volta Birkenstock, ma da un po’ ho scoperto che c’è di meglio. Però, se mi gira o l’occasione lo richiede, anche vestiti e stivali.   Senza tacco.
D’estate, se devo andare a scuola metto una maglietta o camicia e un paio di pantaloni di lino, altrimenti quello che capita. Ho una serie di vestitini comprati sulle bancarelle, ma anche gonne, o cose un po’ più serie. Sandali bassi.

I colori. Mi piacciono il blu, il viola, l’arancio, il verde acido. Gli accostamenti un po’ così, azzurro e rosso, viola e arancio. Ma dipende dall’umore, e il nero è un porto sicuro.

Scarpe. Beh, ma che devo dire le marche? Niente tacchi, punte, borchie o cose sbrilluccicose appiccicate. Cose con cui si possa camminare, dato che sto in piedi tutto il giorno, salgo e scendo le scale, porto pacchi, passeggio con minorenni. Tra la libertà di movimento e la caviglia in mostra, scelgo la prima.

Gioielli e accessori. Orecchini, sempre. I pochi lussuosi che ho ma anche cose fatte a mano dai figlioli con le loro manine adorate, di preferenza piccoli. Orologio, sempre. Ultimamente è uno tutto nero e plasticoso, prima negli anni variazioni della stessa marca. Collane se ne incrocio una che mi va, da quelle serie, regali di famiglia, a cose prese per strada. Se ho una collana vistosa, metto orecchini invisibili, e viceversa – ho paura dell’effetto Madonna di Pompei. Nell’ultimo anno, ho usato una catenina d’oro che infilavo in vari oggetti, a seconda del colore: un pezzo di vetro che mia madre ha comprato su una bancarella in Siria, una perlina di Murano, una pallocca di Cernit colorata.  Braccialetti quasi mai, altrimenti non riesco a scrivere. Borse esistono, chiuse negli armadi, perché trecento giorni l’anno uso il fedele zainetto. Nero.
La fede l’ho portata circa un paio d’anni. Ora, la metto se capita (quasi mai). La sua fede compagna, per la cronaca, ha resistito al dito del proprietario meno di una settimana. Poi, con la scusa che gli dava fastidio (egli è uno che usa le mani per lavorare) se l’è tolta, e ora giace in una scatolina sul suo tavolo insieme a qualche dente dei figli ed altre porcheriole.

Sempre. Vabbe’, le mutande sì. Gli orecchini. L’orologio. Il profumo.

Mai. Sandali o scarpe spuntate: a me il ditone che esce fa orrore. Pure laccato, fa orrore uguale. Pantaloni a vita bassa, se devo mostrare le chiappe che sia per scelta e non per accidente. Pizzi, perline, cose sbrilluccicose. Mai il cappotto, da anni uso solo giacche a vento.

Cosa mi piace del mio guardaroba: Parecchie cose.

Cosa vorrei cambiare. Boh, ci penso. Forse dovrei buttare qualcosa. Senza forse. Ma sono pigra, l’ho già detto?

Trucco. Quasi mai. Raramente matita, oppure rimmel e ombretto, ma solo in pieno inverno. Rossetto mai, odio le cose troppo vistose.

Ossessione. Ossessione? Non ho ossessioni.  Sono una razionale, ho pure fatto il test dell’albero e diceva proprio che sono razionale, quindi che ossessioni devo mai avere?

Negozi preferiti. Ah, ce ne sono un paio. Il nome non direbbe nulla, se volete ci andiamo insieme. Ma lo shopping non è una cosa che mi entusiasma, quindi li frequento poco.

Il prossimo acquisto. Sinceramente? Forse questi, ma ci sto pensando. Oppure questi altri. E’ che mi parte un terzo di quello che mi daranno per gli esami di stato, porca miseria. E invece avrei bisogno di un hard disk esterno.

Un sogno: Mo non esageriamo. Un sogno è prendersi un anno sabbatico e fare un viaggio lunghissimo. Comincerei dalle Galapagos, per dire. Diciamo che se avessi un po’ di soldi da buttare, li butterei qui.

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10 risposte a Ieri e oggi

  1. Nuzk ha detto:

    Adoro quella marca di scarpe 🙂

  2. roceresale ha detto:

    Io son qui che leggo “cardigan di cotone” in inverno e penso…

  3. pensierini ha detto:

    Vesti proprio come immaginavo: pratica e di buon gusto. 🙂

  4. melchisedec ha detto:

    Abbasso, come te, il ditone che esce e fa orrore e i pantaloni a vita bassa. Sono segni talvolta di volgarità nelle donne. Ma sono gusti, s’intende. 🙂

  5. ildiariodimurasaki ha detto:

    Mi piace tanto. Soprattutto la parte sugli stessi vestiti da vent’anni, e che le scarpe fan comodo per camminare… ^__^

  6. lanoisette ha detto:

    i vestiti di quella marca lì son proprio belli.
    e i sandali, i primi, senza se e senza ma.

  7. ellegio ha detto:

    @pens: a volte, diciamo, un gusto molto molto molto semplice. Al limite del tetro 🙂
    @mel: Sì sì, solo in Italia abbiamo questa ossessione per come si vestono … gli altri 😉
    @murasaki: 🙂
    @noisette: a me quei vestiti piacciono molto, e poi sono anche facili (da portare, da abbinare). Costano un po’.

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