oh le dolci sere di giugno

Ore 6:45 di mattina, impreco davanti all’armadio. Che ci si mette per la visita dell’ispettore?
Eh già, ormai sono prigioniera del pazzo, e chi ha il tempo di fare una lavatrice, stirare qualcosa? Quando si torna a casa è tutto uno studiare le ordinanze, chiamare questo e quello, chiedere consigli, chiedere soccorso, chiedere l’intervento ufficiale, la polizia l’esercito la neuro, chiedere un bicchiere di qualcosa di davvero forte.

Alla fine, per la rabbia, opto per un paio di pantaloni ultraleggeri, blu a fiori azzurri. Maglietta azzurra. Una camicia di lino blu, da uomo, giusto per coprirmi all’andata, ché in motorino la mattina fa quel bel freschetto. Sandali rossi. Orecchini della bottega equa.
orecchini
Non serve a nulla, ovvio: ormai sono talmente satura che sto cominciando a perdere la calma. Ho perfino alzato la voce. Io.
Mi riservo di passare quest’ultima serata a lavorare da casa per mettere qualche pezza alla situazione, e da domani che lo Stato si trovi qualcun altro.
Il marito intanto, uscito in abito scuro (e muso in tinta), mi uozzappa dal mega villone.
– Festa con atticette e piscina (v. foto)
– Che culo. Però non vedo le attricette.
– Età media 120 anni, e pure in pelliccia.
– Se bevi un po’ ti passa.

Ho bisogno di andare in vacanza.

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5 risposte a oh le dolci sere di giugno

  1. pensierini ha detto:

    L’avete chiamato voi, l’ispettore, per liberarvi del pazzo? O lui, per liberarsi di voi?

  2. LaVostraProf ha detto:

    Mmm… Interessante. Ora vado al collegio docenti e poi ti chiedo informazioni sulla procedura (per l’ispettore).

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