rosso di sera

Dice che Renzi, quello che ha lasciato l’aula del Senato per andare a vedere la partita, quello lì, quello che è il paladino della scuola pubblica perché c’ha pure la moglie che insegna – in aspettativa, perché seguire tre figli se una ha il marito importante non si concilia con il lavoro fuori casa, dicono i giornali, insomma quello lì, ha in mente un’idea di scuola.
E quest’idea di scuola prende forma d’estate, sotto i mondiali, peccato che il mondiale sia finito prima ma son tutti ancora che discutono se l’arbitro era venduto o no, insomma da quando mondo è mondo estate fa rima con porcate. Ma poi non è vero neanche, porcate fa rima con
– oggi vi dico che riduco gli anni di scuola superiore a 4, e tutti Oh, Ah, MaAncheNo
(ma intanto il seme è gettato)
– domani lo ripeto, e poi ritiro
(ma intanto ci si abitua)
– dopodomani è cosa fatta, e pace per tutti.
Come le 24 ore di cattedra, per una più ampia offerta formativa (e, scusate, ma che vuol dire?).
E basta. La scuola pubblica è da tanto tempo, nelle teste di chi ci governa, solo un inutile contenitore in cui infilare alla rinfusa roba da spremere il più possibile.
I fondi arrivano (col contagocce) solo per la digitalizzazione, perché vanno esattamente nella direzione di una massiccia operazione di restyling solo esteriore e di una semplificazione del lavoro che è soprattutto impoverimento. Lo dico anche con dispiacere, ché Internet mi è nato sotto il naso, usavo la posta elettronica quando c’erano ancora i terminali alfanumerici, il primo blog di classe l’ho aperto nel 2006, la prima classe virtuale nel 2009. Sono anni che vedo ormai insegnanti entusiasti della fuffa, e incapaci di riflettere su uno straccio di contenuto. Vedo e-libri sbrilluccicanti sulle lavagne interattive, che ad aprirli odorano di muffa più dei miei vecchi manuali del liceo. Vedo, purtroppo, insegnanti in fregola dietro l’ultimo strumento per realizzare questionari digitali, manifestamente incapaci di formulare un quesito che vada oltre il più banale nozionismo. Ma tanto, che importa. E’ il brave new world.

Ma, stavolta, giuro che va bene. L’avete votato, come avete votato per vent’anni Berlusconi, siete grandi e vaccinati, alcuni hanno i figli già in salvo, altri sperando di cavarsela pagano inutili scuole private. Che cazzo mi frega, detto in francese, i figli sono i vostri.

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11 risposte a rosso di sera

  1. iomemestessa ha detto:

    Io invece vedo giovani stagisti ignoranti come capre. Che massacrano impunemente la lingua italiana. E mi rendo conto che la scuola. Che era una cosa che funzionava, e adesso non funziona più. E devo iscrivere la nana in prima elementare, il prossimo inverno. E ho i vermi già adesso. E vedo cose che non mi pacciono, ma non voglio piegarmi al privato. Perchè la strategia è quella sai, spostare verso il privato quelli che hanno ancora spirito critico per completare l’opera di devastazione. Bastardi.

    • ellegio ha detto:

      Ma no, non è neanche vero questo. Prima, se uno a scuola andava così così, poi non andava a fare lo stagista. Giuro che ho avuto compagni di classe ignoranti come capre in tempi assai lontani, come li ha avuti mia madre, come li ha avuti mia nonna. E le scuole private, di norma, non sono una garanzia.

  2. bianconerogrigio ha detto:

    Nel ’90 con un database semplice semplice ho scritto un software di gestione degli scrutini. Passano gli anni e il mio software è ancora lì, con piccole modifiche grafiche che le macchine di oggi consentono. Pochi giorni fa (sono in pensione da sei anni) mi chiamano da scuola e mi chiedono ” … potresti aggiornare l’elenco degli alunni che usiamo ancora il tuo programma.” Non mi costa niente farlo, ma il registro elettronico? E le competenze di tutti gli estimatori degli e-book e delle lim? Vero che il registro elettronico ancora non è obbligatorio, ma … Vedo molto fumo e non riesco a trovare l’arrosto. 🙂

    • ellegio ha detto:

      A volte non c’è proprio, c’è solo nuovo fumo. Con questo non voglio dire che si stava meglio quando si stava peggio, però che forse ci stiamo disabituando a valutare la ciccia, e inseguiamo il fumo. Non va bene.

  3. ogginientedinuovo ha detto:

    Chiariamo: io lo chiamo Renzusconi da tempi non sospetti e in un forum in rete (ho le prove) ho detto che “piuttosto che Renzi preferisco una martellata sugli alluci”.
    I miei figli non sono in salvo. E a questo punto il martello potrei usarlo più proficuamente.

  4. ildiariodimurasaki ha detto:

    Via, gente, d’accordo che viviamo in un mondo scuolacentrico, ma vi risulta che fuori dalla scuola gli altri se la passino meglio? Il problema del fumo di un arrosto inesistente c’è altrove come nella scuola, non è che danno addosso solo a noi. Le 24 ore non ce le possono dare se non rifanno il contratto, e il contratto non hanno nessuna voglia di farlo perché gli toccherebbe scucire dei soldi, starei abbastanza rilassata su quello, per adesso. E quando la Gelmini tagliò cattedre e orari non stette a fare un approccio omeopatico, promise un decreto sui grembiulini e invece tagliò cattedre e orari e amen.
    Per quanto riguarda il martello, visto che TUTTI in casa abbiamo almeno un martello, penso che dovremmo fare un brainstorming perché anch’io sono un calderone di idee in proposito, però sono anche aperta ai suggerimenti e agli stimoli esterni ^__^
    (confermo, le capre c’erano già ai miei tempi, e studiavo in un prestigioso liceo fiorentino. E ricordo anche le caprette del leggendario Cicognini di Prato)

    • ellegio ha detto:

      Veramente ‘ste 24 ore dovrebbero stare, appunto, nel nuovo contratto. Ovviamente non sono le 24 ore che mi preoccupano, ne lavoro di solito almeno il triplo, è l’idea di queste ore che dovrei passare in attività non meglio specificate, e che invece potrei impiegare più utilmente a fare il mio lavoro – oltre al sottintesto che, essendo noi notoriamente gente che non fa una mazza, se lavorassimo un po’ di più sarebbe solo giusto, che è una cosa che mi manda in bestia, soprattutto quando da due mesi macino ritmi di dodici ore al giorno…

  5. pensierini ha detto:

    Sono pienamente d’accordo, LGO. Mala tempora currunt…

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