io, che non andrò in ammerica a tenere un corso su matematica e politica…

…stamattina ho aperto gli occhi alle cinque. Oh, be’, pazienza: credo che sia inevitabile assorbire un po’ della tensione d’esame. Alle sette e mezzo ero già a minacciare i giuovani che si abbuffavano di cornetti alla crema al bar sotto scuola.

– Se non vi comportate bene, se solo provate a copiare, anche solo mezzo passaggio, sarò il vostro quarto commissario esterno, promesso.

Ma, tutto sommato, non è andata male. Cioè, le cose che sono andate mica tanto bene non si possono riportare qui in forma semipubblica, in fondo siamo stati a un passo dal chiamare non un ispettore ma una squadra intera (sempre ammesso che in questi tempi di magra lassù ai piani alti siano in grado di mandarci qualcuno), ma i ragazzi non c’entrano per nulla.

Non c’entra nulla neanche la collega di italiano del corridoio accanto – altro giro, altra  commissione – che a metà mattina si è messa a sequestrare le calcolatrici ai ragazzi sostenendo che erano programmabili. Scene di panico. Pianti. Di fatto, poiché una buona percentuale dei virgulti non è in grado nemmeno di passare dai radianti ai gradi quando usa la sua propria medesima calcolatrice, diciamo che l’allarme è rientrato velocemente.

Noto che la seconda prova dell’esame è assai meno appealing della prima, ovvero non interessa nessuno, se non quelli che ogni anno dicono che è sempre più facile, dove si andrà signora mia, e, mioddio, che banali e noiose queste tracce.

Sì e no, neanche troppo (perlomeno, quelle del pni richiedevano pochi calcoli e lasciavano spazio a qualche piccola originalità) se uno fa mente locale che il compito era per giuovani che hanno visto il primo integrale quattro cinque mesi fa, e non qualche decennio. E, oltretutto, le prove sono le stesse per tutte le scuole del regno, mica solo quelle in centro dove vanno i figli di.

Che poi la matematica a scuola si potrebbe fare in modo diverso, che si possa fare anche altra matematica,  che il morbo della trinomite sia duro a morire e abbia il brutto vizio di presentarsi sotto altre forme, be’, tutto vero. Ma facciamoci venire in mente delle idee, invece di limitarci a storcere la boccuccia per l’orrore. E parliamone per bene tutto l’anno, non solo il giorno della seconda prova

Giorno che, peraltro, sta per finire. E io ancora non ho rimesso a posto tutte le mie carte, quelle che mi serviranno domani per correggere, sotto lo sguardo annoiato e i commenti incitanti e fastidiosi del resto della commissione, tutti con l’occhio all’orologio per volare a casa in tempo per la partita. Dio, come mi urta i nervi questa cosa. Vado.

 

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5 risposte a io, che non andrò in ammerica a tenere un corso su matematica e politica…

  1. Nuzk ha detto:

    Purtroppo sembra che il calcio smaterializzi molti dei pochi neuroni che vagano nelle scatole craniche di alcuni tifosi. A parte il calcio, la cosa bella è che man mano che procedono gli esami, si avvicina anche per te la pausa estiva. Spero sia meno concitata di quanto non siano state le tue giornate finora 🙂 Buona giornata di esami 🙂

    • ellegio ha detto:

      Grazie 🙂
      Io non ho nulla contro il calcio, se non interferisce troppo con la mia vita. Francamente, interrompere i lavori di una commissione d’esame per vedere la partita, manco fosse la finale, mi sembra un po’ eccessivo.

  2. melchisedec ha detto:

    Da incorniciare “Ma facciamoci venire in mente delle idee, invece di limitarci a storcere la boccuccia per l’orrore. E parliamone per bene tutto l’anno, non solo il giorno della seconda prova”. Occorre uno spirito più costruttivo, a demolire siamo bravi tutti. Buon lavoro!
    Io correggerò martedì.

  3. pensierini ha detto:

    Ti riferisci a Odifreddi, nevvero? Quell’accalappiatordi. I problemi di Matematica erano tutt’altro che banali, contrariamente alle tracce di Italiano.

    • LaProfe ha detto:

      Accalappiatordi per Odifreddi mi piace (ci ho litigato via mail, pure).
      Noi oggi, giorno dei mondiali, pomeriggio dei mondiali, avevamo gli orali fino a tardi.
      Quando li abbiamo finiti e qualcuno ha nominato il mondiale, l’unico uomo della commissione ha detto: perché, oggi gioca l’Italia?
      (sempre detto che il Drago è il mio collega preferito)

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