Fatto

Ho posato la penna rossa, infilato le scarpe, chiamato il minore. Siamo scesi per le scale, quasi di corsa, e per la strada abbiamo assistito a una scena di ordinaria violenza  – un padre, una madre, una nonna e un paio di bambini nel passeggino, che urlavano e si spintonavano, finché la nonna non è finita per terra e attorno al gruppo non s’è raccolto un discreto capannello di gente.

Siamo arrivati a scuola, abbiamo votato. Il minore ha tentato di recuperare un quaderno che ha dimenticato venerdì, ma si è arreso davanti allo spiegamento di forze. Un po’ lo capisco, la scuola è la sua scuola, tutta questa gente che periodicamente la occupa strappando i cartelloni e accatastando i banchi c’entra poco.

– Però, è più per te che per me che si vota. Il futuro sarà più tuo che mio.

– Uhm.

Non sono stata molto convincente, ho lasciato perdere.
Vabbe’, anche questa è fatta. Torniamo a lavorare.

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3 risposte a Fatto

  1. musicamauro ha detto:

    sono dell’idea del piccolo: Uhm. Fuori si vota per l’Europa, da noi … mah!

  2. ogginientedinuovo ha detto:

    Già. Fatto anch’io. Perplessamente (lo so, non si dice, ma l’ho fatto così…). Mah.

  3. LaVostraProf ha detto:

    Ho avuto intorno ai 39 di temperatura per tutto il giorno. Non so se ciò mi ha salvato o se me ne rammaricherò nei prossimi mesi…

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