Una cosa mica tanto divertente che non farò mai più

Esco dai colloqui con i prof delle figlie avendo registrato in background cose marginali.
Verifica di grammatica: 13 verbi da analizzare.
Quanto tempo ci vorrà per correggere un pacco di compiti? Cinque minuti a compito?
Verifica di geometria: cinque definizioni.
Tema: due mezze colonne.
Verifica di inglese: dieci esercizi a risposta multipla.

Guardo sconsolata i pacchi che mi fanno compagnia, e che funesteranno le mie vacanze di Pasqua. Vacanze che mi strameriterei, di cui avrei anche bisogno perché fisicamente sono alla frutta, e che invece passerò a lavorare, tra gli arretrati, la preparazione delle prove comuni, la stesura del documento per la quinta, e tutto il resto.
Quest’anno, oltre tutto il resto, mi sono presa l’impegno di pubblicare sul sito non solo i testi di tutte le verifiche – come faccio di solito – (e siamo già a quota quarantaquattro – 44!) ma anche tutte le soluzioni, messe in bella copia per i ragazzini che devono recuperare, che sono ammalati, che hanno voglia di fare qualche esercizio in più, insomma non so bene cosa. E’ una mole di lavoro considerevole, per preparare una verifica impiego qualche ora, per scrivere le soluzioni per bene anche un pomeriggio, per non parlare dei compiti di matematica per la quinta, che sono in genere due+due problemi e due decine di quesiti. Cose che mi impegnano la sera, quando la gente di solito si sente in diritto di cazzeggiare sul divano davanti alla tv, o la domenica, quando le famiglie normali vanno a passeggio o al cinema. Cose che poi condivido fiduciosa con il mondo intero, pensando al il lavoro fatto bene innanzitutto.

Poi, arriva il Consiglio di Classe e il papà di Marco mi ringrazia.
– Apprezzo quello che fa, è tanto utile per gli studenti che sono seguiti privatamente.

E un po’ mi sento presa per il culo, ecco.
Intanto, perché io mi faccio il mazzo per i ragazzini che frequentano la scuola, che è una scuola pubblica, e hanno diritto ad avere il meglio, e non per i viziati che sono troppo pigri per girare da soli le pagine del libro e hanno bisogno del girapagine privato.
Poi, perché aborro la pratica delle lezioni private, che nella maggior parte dei casi sono solo un modo per genitori ricchi di scaricare su altri i problemi dei figli. Per tacere del fatto che è tutta roba in nero (ho scoperto che un ottimo deterrente, quando chiedono a me se voglio seguire qualcuno, è dire che – in ogni caso – io rilascerei regolarmente una ricevuta. Ah, no, la ricevuta mai!).
Ma questa cosa che quello che faccio passa nelle mani di gente che si ritrova il lavoro pronto e per questo si fa pure pagare gli extra, proprio non mi va giù.
Eppure, non ci vorrebbe neanche tanto. Basterebbe chiedere il permesso, e, al limite, dire grazie.

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11 risposte a Una cosa mica tanto divertente che non farò mai più

  1. ogginientedinuovo ha detto:

    Questo papà è un GEGNO della comunicazione 😉
    Avresti potuto ricordargli che sei un’insegnantie, parte di quella categoria sempre accusata di lavorare solo 18 ore… perché le ore che passi a preparare le verifiche per suo figlio, quelle che passi a correggergliele e poi quelle che usi per mettere sul sito verifiche e soluzioni, per non parlare di quelle che metti a disposizione per i colloqui con i genitori e delle ore spese in riunioni a scuola, quelle rientrano tutte nelle 18 ore, vero?
    La matematica è diventata un’opinione…

    • ellegio ha detto:

      Eppure, è un papà simpatico e molto presente. Ha pure sentito il bisogno di ringraziare, e mi fa una gran pubblicità – questo me l’ha riferito il Grande Capo. E’ che il valore delle cose che sono gratis si percepisce di meno. Un po’ come subire un intervento chirurgico molto complicato in un ospedale pubblico sembra una cosa da nulla, mentre un’ernia in casa di cura privata diventa una roba da gran professori. Questo è un lavoro che sto facendo extra quest’anno e poi, forse, mai più, ma non lo sto certo facendo per chi dà ripetizioni private.

      • ogginientedinuovo ha detto:

        E hai ragione! Ci mancherebbe altro che gli insegnanti della scuola pubblica preparassero materiale per gli insegnanti che danno ripetizioni… Si può andare a ripetizione per svariati motivi, spesso è per pigrizia – ma secondo me non è bello farne oggetto di conversazione con gli insegnanti della scuola perché si rischia di offendere: la scuola non basta c’è bisogno di un di più…
        Il pubblico funziona. Può migliorare? Sì, tutto è perfettibile, ma per me – scuola e sanità pubbliche forever.
        Dovevamo giocare, no? Scritto con jeans e maglietta blu 😉

        • ellegio ha detto:

          Che per qualcuno quello che la scuola pubblica può dare non sia sufficiente è un fatto (poi, magari, si può ragionare sui motivi) e ci sono casi in cui un sostegno esterno serve/può essere utile, e in questi casi io collaboro come posso e come devo. Quello che mi infastidisce è chi entra di soppiatto nella mia classe virtuale. Mi infastidisce soprattutto perché la porta è sempre aperta, e quindi basterebbe bussare per essere invitati (fisicamente, e virtualmente).

          Vinco io. Avevo un vestito e gli stivali 🙂 Ma solo perché sono in arretrato con le lavatrici (molto in arretrato) e non era rimasto nient’altro.

  2. lanoisette ha detto:

    scusa, cara, ma non capisco.
    primo: innanzitutto, nulla vieta di fare verifiche-lampo, magari frequenti, per controllare uno specifico argomento o tenere sotto pressione una classe che ne ha bisogno (io con alcune sono andata avanti mesi a fare i 10 verbi in 10 minuti ogni settimana, per farglieli studiare decentemente!). e fossero anche 5′ di correzione a prova, per una classe di 25 ti va comunque un’ora e mezza (e per certi temini da mezza paginetta occorrono comunque 20′ buoni)
    secondo: parli sempre di ore e ore per preparare le verifiche (e ci credo, diamine, perché preparare una verifica da zero è cosa lunga), ma mi chiedo come mai tu non possa riutilizzare, modificandole, verifiche già date in anni precedenti e debba sempre ricominciare da zero (se il problema è il sito della scuola, penso che tu possa trovare un compromesso, ad esempio – se, come mi pare di aver capito, prepari 2 prove per classe – pubblicando solo una verifica e non entrambe).

    • ellegio ha detto:

      Certo che nulla vieta di fare verifiche lampo, anzi, spero che le verifiche lampo le facciano un po’ tutti. Certo, però, se in un quadrimestre fai fare due verifiche lampo e un tema, forse è un po’ poco.

      Per quanto riguarda la possibilità di riutilizzare compiti già fatti, oltre al problema che ogni classe è a sé (teste, libri, programmi svolti) e quindi non c’è mai una cosa che puoi riutilizzare senza rimetterci un po’ le mani, prima che sul sito della scuola i compiti vengono fotografati in classe e chissà dove finiscono. Anche a fare un collage di cose vecchie il tempo ci vuole.

  3. roceresale ha detto:

    Io invece qualche genitore ricco che mi paga per fare il girapagine, lo dico, son contenta di averlo incontrato. Perché anche di pomeriggio, uno a uno, senza ricevuta, puoi dare molto.

  4. patriziavioli ha detto:

    Carissima, questa cosa contro le lezioni private mi ti fa amare ancor di più.

    Mia figlia grande fa questo liceo classico difficile che oltre dai ragazzi che hanno voglia di studiare è frequentato da questi figli/e di radical-chic che pagano lazioni private a go-go di default, non solo nei momenti di emergenza. Iniziano a fine settembre. I più abbienti anche con esperti della Nasa, nella classe di mia figlia vanno a lezione di tutto: latino, greco, matematica, conversation, fisica, scienze, fra un po’ anche ginnastica.
    Se andassero in una delle tante scuole private spenderebbero meno, ma vuoi mettere poter dire che tuo figlio ha frequntato quella scuola publica??!?!??!
    Il massimo è quando la versione l’hai già fatta a lezione così prendi 7-8 anzichè 3!

  5. Pingback: Ieri e oggi | ognigiornotuttigiorni

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