C’era una volta la carta igienica

Qualche tempo fa c’è stato grande allarme per un topo che scorrazzava nella mensa della scuola del Minimo. Ah, i topi, ah, la peste. Il topo non l’ha visto nessuno – insomma, non è che i topi amino farsi fotografare – però c’erano le sue cacche. Però forse non c’erano nemmeno le cacche, ma, insomma!  si chiamino i Dottori a controllare!

I Dottori sono venuti, hanno controllato, niente topi.

Mah.

Poi c’è stato il problema dell’acqua, che era cattiva. Sono stati di nuovo chiamati i Dottori a controllare se l’acqua era davvero cattiva, i Dottori sono tornati e hanno decretato che l’acqua è buona come al solito, però forse il tubo attaccato al rubinetto, boh, ecco,  è tutto nero e scrostato, magari l’acqua è cattiva perché passa nel tubo nero. Ma loro Dottori non cambiano i tubi, i tubi li cambia l’Idraulico, che è quello con la tuta blu, mi raccomando, e il pappagallo nella tasca di lato.

Le Mamme tutte sollevate, meno male che non ci sono i topi e che l’acqua è buona, è solo un tubo  vecchio, che sarà mai.

E così il tubo vecchio è rimasto allegramente al suo posto, perché i Dottori non possono staccare i tubi, i Maestri non possono staccare i tubi, i Bidelli non possono staccare i tubi, le Mamme sono contente perché non ci sono i topi, e comunque le Mamme non possono entrare nella scuola perché non hanno l’assicurazione.

I bambini hanno continuato a bere dal tubo nero, l’acqua aveva un cattivo sapore ma  era colpa del tubo, un tubo vecchio che sarà mai.

Poi alla fine qualcuno ha realizzato che il tubo andava cambiato, e così è stato. Qualcun altro ha realizzato che le cose meglio farle che non farle, che a volte i vincoli dell’amministrazione sono eccessivi, e se Giovanni, capelli rossi, II C, ha il papà Idraulico, con la tuta blu, e il papà di Giovanni viene una mattina a cambiare il tubo, vabbe’, facciamoglielo fare. Ché se aspettiamo che il Comune faccia una gara anche per il tubo, intanto i bambini continuano a bere dal tubo nero.

Eh, ma siamo nell’era Renzi. Che a me sembra come quelle di prima, però ci sono le CoseDaFareInFretta – che non importa se sono fatte male, o sono sbagliate, perché l’importante è Fare, e in fretta – e sono CoseCheSoloNoi – le idee nuove e giovani, che hanno nomi altisonanti e moderni.

Tipo EdiliziaPartecipata, che vuol dire che adesso il Comune al papà di Giovanni darà sempre il permesso di staccare il tubo nero, anzi, già che c’è, perché non ripara tutti i bagni della scuola? E ora siete in ballo! Fate una colletta, ripulite le aule, comprate i banchi nuovi, e rimettete a posto il giardino. Il Comune pensa alla copertura assicurativa, però poi, insomma, le assicurazioni costano, e allora cercheranno uno sponsor privato. Così i bambini mentre fanno pipì nel bagno che finalmente scarica – ci ha pensato il papà di Giovanni – possono ammirare la targa che ricorda loro che quella pipì è tutta merito del supermercato vicino a casa della zia Cate, ci andiamo mamma?

 

E’ un Grande Risultato di un Comune autenticamente di sinistra, eh.

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4 risposte a C’era una volta la carta igienica

  1. ornella ha detto:

    E così cominciò il medioevo prossimo venturo. Ma che ne sappiamo ? Magari ci va pure meglio.

  2. patriziavioli ha detto:

    Bella storiella, raccontata bene come sempre e per il resto quoto Ornella 🙂

  3. bianconerogrigio ha detto:

    In quel tempo lontano, quando mi occupavo di cose pubbliche, spesi quattrocentomila euro per due piani di scale di sicurezza solo perché quelle esistenti misuravano 89,5 cm invece che 90 cm. Non ho potuto fare nulla, solo pensare che mezzo centimetro in meno mi costava come quattro anni di una sezione di scuola dell’infanzia o come tredici anni di contributi per il diritto allo studio alle scuole secondarie di primo grado (non si possono più chiamare medie …).

  4. ellegio ha detto:

    Ornella: a qualcuno andrà meglio, ad altri andrà peggio, e saranno quelli che hanno meno strumenti e meno possibilità. Ma questo, sembra, non interessa più nessuno.
    Patrizia: per raccontarla bisogna un po’ sbollire la rabbia 🙂
    Grigio: allucinante. Però il fatto è che io ho l’impressione che qui il problema non sia la burocrazia assurda, o norme da rivedere, ma semplicemente la mancanza di volontà politica di fare cose diverse.

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