Dio li fa

Hai presente, no? quando qualcuno nel giro di amici comincia a uscire di casa, coppie che iniziano una convivenza, i primi matrimoni veri. E, dopo un po’, tu il Vecchio Amico non lo vedi più, un po’ è la casa lontana, un po’ è la moglie che non sai bene cosa avete in comune (direi niente), un po’ è che Vecchio Amico ha un suocero imponente, e insomma così vanno le cose.

Abbiamo passato mesi a beccarci, su questa cosa, tra la fazione di quelli che pensa(va)no che se uno vuole continuare  a fare le sue cose non ci sono moglie o marito che tengano, e quella che le mogli (o i mariti) sono gran rompipalle, ma per quieto vivere bisogna adeguarsi, uno (una) deve pur campare.

Per non parlare di quelli (quelle) che si sposano un fascista, o anche un berlusconiano. Perché, dice, al cuor non si comanda, e l’amore è una roba chimica incontrollabile. Eh, ma, dicono gli altri (e sono di meno) la chimica no che non si controlla, ma il cervello, quello, che fine ha fatto?

Oppure quelli che dopo dieci anni (o venti) e un figlio (o tre) scoprono che il marito è un gran puttaniere, e gli crolla il mondo addosso. E invece non è vero, non è crollato nulla, anzi li vedono a messa insieme la domenica mattina, perché il matrimonio va salvato a tutti i costi, e ci sono le creature.

E se lei, persona intelligente e di buon senso, si è sposata uno che è la fiera delle banalità – e per di più pieno di sé, borioso, millantatore, intollerante, non perde occasione per pavoneggiarsi davanti a un pubblico prezzolato, ma se lo metti alle strette si defila e mente?  La domanda è perché? Non se n’è accorta? Si può davvero ignorare com’è fatta la persona con cui si divide il piatto, il letto, il futuro? Oppure, piano piano, si lavora per smussare e addolcire i contrasti, o per coprirli e nasconderli, per fingere che non sia così, perché poi da soli è peggio?

 

La tentazione sarebbe, in fondo, quella di prenderla per mano, pat pat sulla spalla, e dirle due parole. Ma la certezza è che non capirebbe, anzi s’incazzerebbe da morire.
Oh, vabbe’. Pazienza. Dopotutto, la vita è loro.

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6 risposte a Dio li fa

  1. fughetta ha detto:

    Io ce l’ho (o forse dovrei dire ce l’avevo) un’amica che ad un certo punto, dopo essersi lasciata con un ragazzo con il quale stava da 5 anni ha iniziato a dare letteralmente di matto all’idea di trovarsi a 30 anni single. Ha trovato (e assillato all’inverosimile) un ragazzo, bravissimo, buonissimo, intelligente, responsabile, uno che non la pianterà di certo, uno che ha un lavoro figo oltreoceano (figo sul serio, ricercatore a Stanford, mica bruscolini). Ogni volta che li abbiamo visti insieme io e un paio di altre amiche che a lei volevano un gran bene scuotavamo la testa perplesse: amore zero. Perchè lo faceva? Poi certo, dopo un po’ ci si affeziona, naturalmente, a meno di non aver a che fare con uno stronzo colossale. Sapessi a quanti dei miei colleghi mi sono affezionata io!
    Si sono sposati alla superchetichella, perchè era più facile per i documenti. Non una di quelle cose romantiche da “quattro amici e via”, una di quelle cose che si dovevano fare. Ora è negli US a fare la moglie di casa, si incontra con le altre mogli, va a fare passeggiate, aspetta l’elettricista o l’imbianchino. Fa una vita che pur essendo infinitamente più facile della mia (non che ci voglia molto, peraltro…) non invidio neanche per un istante.
    Perchè lo fanno? (e mi sa che sono andata un po’ off-topic, ma era per dire che insomma poi uno dice che il matrimonio si sfascia o che ho una vita inutile e io vorrei dirle “ragazzamia, ma tu, TU, mentre prendevi queste decisioni idiote, dov’eri?”)

  2. fughetta ha detto:

    (orrori di battitura a parte…)
    🙂

    • ellegio ha detto:

      Ma no, guarda, il senso era proprio quello. Ma era anche: se lo fanno perché non sanno stare soli, o perché stare soli è socialmente poco accettato, chi sono io per dire che non è giusto? Ciascuno sceglie per sé i compromessi che è capace di sopportare. Mi limito a dire che non credo che funzionerà, e che sotto sotto mi dispiace. Per me 🙂

      • fughetta ha detto:

        eggià, stare soli è
        1.difficile
        2.socialmente poco accettato.
        Lo dice una che si è sentita regolarmente chiedere come sia possibile che non sia ancora sposata! (eh… me lo domando anch’io in effetti!) 😉

  3. the pellons' ha detto:

    Almeno ci vuole il buon gusto di ammetterlo, a sé stessi! Ultimamente ne sento di donne così, mi dicono: lo so che è una merda, ma sai, ormai, a 47 anni, non ho voglia di ricominciare, né di star sola. (come se 47 fossero 120, poi). Il fatto è che davvero di lati deteriori nel tuo partner ne scopri magari dopo diversi anni. Io ne sono una prova. Mi chiedo che cazzo vedevo prima, o se lui sia davvero così cambiato. Almeno lo so. Poi al resto, vediamo.

  4. ellegio ha detto:

    Eh, ma io lo capisco che uno cambi. Ma i fondamentali? Non ci sono i fondamentali? Voglio dire, uno può diventare più noioso, o rumoroso, oppure gli viene la passione per il jazz e si mette in testa che ti deve suonare nell’orecchio dodici ora al giorno, oppure … non lo so. Ma uno non può diventare razzista all’improvviso, non ci credo. Oppure sbavare dietro le ragazzine, o, peggio ancora. O no?
    La solitudine è una brutta bestia.

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