ottantaseimilaquattrocento

Ehi, ho dormito nove ore la notte scorsa. Era da quando scavavo sulle rive del Klondike che non mi succedeva. Si vede che ero stanca.

La giornata tipo comincia a mezzanotte, quando tutti dormono e riesco a lavorare senza interruzioni (L: mi spieghi i momenti delle forze? Posso andare domenica a fare un pic nic con le amiche? GG:  Ma secondo te esistono gli alieni? O: Lo sai che la mia maestra di scienze ci ha dettato una cosa falsa? I ragni non sono insetti!). La giornata eccezionalmente comincia con un black out elettrico dell’intero isolato, correggo i compiti a lume di candela perché devo riconsegnarli e discuterli prima di scrivere i voti sul pagellino. Finisco alle due, più o meno, mi addormento prima di aver finito di leggere la seconda riga della decima pagina del libro. La sveglia suona alle 6:45, come tutte le mattine. Mi faccio la doccia e faccio colazione mentre cerco di svegliare le figlie, alle 7:30 siamo tutte per strada. Faccio la prima ora coi piccoli, poi ho un’ora di ricevimento dei genitori che questa settimana in teoria sarebbe eccezionalmente sospeso per via dei pagellini , ma c’è la mamma del RagazzoPadre, che avevo convocato tipo a gennaio, e ci infiliamo in un antro a parlare, di nascosto dal Grande Capo che se vede genitori fuori orario fa certe piazzate che levati. Vado a prendere i pagellini e scopro che il prof Cel’hosoloio ha messo tipo sette o otto voti a testa a quelli della sua classe preferita. Cazzo, come avrà fatto? Commento con MiglioreAmico, che mi fa pat pat sulle spalle. Tu ti fai il culo, mia cara, mi dice, sappi che le tue ore di lavoro ormai valgono meno di un euro l’una. Cel’hosoloio mette i voti alla come viene viene, compitini con mezzo problema da fare in mezz’ora, un esercizio alla lavagna è come un’interrogazione orale, e poi ha i pomeriggi liberi. Almeno non fa marchette come Tizio&Caio. Poi, due ore di lezione coi Quelli Grandi, che o li martello a ritmi folli oppure volano da tutte le parti come moscerini impazziti. Sì, vabbe’, ma io da due ore così esco fusa. Suona la campanella della seconda ricreazione, e il piano è in subbuglio perché la prof QuasiInPensione ha dato di matto. Cioè, ha risposto urlando a uno che le chiedeva come poteva recuperare il compito di recupero andato male. Penso, strano, QuasiInPensione è una persona normale, cosa le sarà successo. Scendo e scopro che mentre stava in laboratorio un ragazzo si è fatto male. Colpa di nessuno, a volte capita, e poi non è nulla di grave davvero. Ma la responsabilità è comunque di QuasiInPensione, e noi qui dello scientifico in laboratorio ci andiamo da soli, non ci sono assistenti o altri adulti di supporto, e le denunce fioccano. Vado a riempire i pagellini, mettere a posto i registri, e decidere le date delle prove comuni. Arrivano le due e mezza prima che abbia finito, per fortuna mi sono portata una mela, una Pink Lady, guarda te che classe. Mi chiama GG per sapere se può andare a pranzo da un’amica. Sì, ma avverti tua sorella e torna alle 4. Salgo di nuovo per l’incontro carbonaro, chiedendomi chi me l’ha fatto fare di gettarmi un quest’altra impresa, e sempre gratis. Quando finiamo, sono le quattro e dieci ed è ora di andare a riprendere il figlio minore a scuola, anche stavolta arrivo per ultima e lui me lo fa amorevolmente notare. Nell’intervallo, cerco di decidere se incazzarmi davvero con GG, che ancora non è tornata a casa. Riempiamo le borse e andiamo in piscina, dove comincio a pensare seriamente che stavolta non avrei dovuto, uno non può fare tutto. Mi sta per venire la nausea. Esco, accompagno il piccolo nello spogliatoio dei maschi, mi vado a rivestire, e ci accingiamo ad aspettare le sorelle che finiscono il loro turno mezz’ora dopo. Riaccendo il telefono, e scopro che mi ha chiamata il mio grande capo di vent’anni fa, con cui ho una lunga chiacchierata per la mezz’ora successiva, e oltre, a proposito delle imprese del gruppo carbonaro. Come ai tempi del dottorato, più o meno. Riprendiamo la metro per tornare a casa. A questo punto sono le otto e mezza di sera, troppo tardi per qualunque cosa: ci fermiamo a prendere un kebab. Nel frattempo è arrivato a casa anche il marito, e l’allegra famigliola si riunisce per la cena. Rispondo a qualche mail urgente, mentre i figli cazzeggiano in vario modo, e alle dieci ciascuno prende il suo libro e andiamo a letto.

Io: Coe, Expo 58.

Lui: Dickens, David Copperfield (versione originale)

L: Grossman, Qualcuno con cui correre

GG: Kerr, Quando Hitler rubò il coniglio rosa

O: Manzi, Orzowei

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4 risposte a ottantaseimilaquattrocento

  1. roceresale ha detto:

    La conclusione, però che bella.

  2. ogginientedinuovo ha detto:

    Mi piace moltissimo la selezione dei libri in lettura 🙂

  3. pensierini ha detto:

    Per la miseria, che ritmo! Io crollerei alle dieci e cinque minuti.

  4. patriziavioli ha detto:

    Bella famiglia di lettori.
    Bei nomi i tuoi colleghi 🙂

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