Il mercato del pesce

Verso le sette e un quarto di mattina, il lampo di genio. Vado a scuola a piedi, forse non è la giornata adatta allo scooter.
Il tempo di fare pochi metri e mi rendo conto che non ci sono idee geniali che tengano, quando decide di piovere sul serio.
Pochi chilometri dopo entro rassegnata e sciaguattante nella grande aula della prima, dove i bimbi hanno steso giacche e zaini ad asciugare.
– Chi vuole, può togliersi le scarpe.
Non so, pensate pure quello che volete. Il decoro. Mia figlia mi ha rimproverata, certe cose a scuola non si fanno. Lei è rimasta coi piedi a mollo, lei. Anch’io, comunque: gli stivali hanno finito di svuotarsi verso la metà della seconda ora.
Dopo la ricreazione mi aspettavano i grandi, sempre i soliti, che abitano un’aula piccolissima a un passo dall’ufficio del Grande Capo. Essi sono grandi e grossi, l’ho già detto, e mangiano, e parlano forte e non sanno stare fermi. In quattro erano appollaiati, scalzi, sull’unico termosifone. Gli altri erano sparsi, sfatti, sui banchi traballanti. I caschi e le giacche ancora gocciolanti formavano pozzette qui e là, il vetro della finestra era lattiginoso di condensa e nessuno aveva pensato ad accendere la luce. Per respirare un po’ abbiamo dovuto lasciar aperte porta e finestra, sfidando gli scrosci di pioggia a tradimento. Nonostante le avverse condizioni atmosferiche, oggi avevano tutti voglia di dire la loro, e questo lo spiego io, e questo l’ho capito, e questo non l’ho capito, e questo è troppo difficile, e questo ora funziona.
Il mercato del pesce? Magari…

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9 risposte a Il mercato del pesce

  1. pensierini ha detto:

    Non siete molto attrezzati per la pioggia forte, comprensibile… 😉

  2. LaProfe ha detto:

    Non mi lamenterò più del viale allagato che devo traversare per arrivare a scuola… 😦
    Speriamo che smetta, eh?

  3. bianconerogrigio ha detto:

    Cosa? Il ministero non vi ha ancora dotati di teletrasporto? 🙂

  4. melchisedec ha detto:

    I ragazzi sono eroici solitamente nell’affrontare senza filtri le situazioni di emergenza; io tuttavia non avrei tolto le scarpe davanti a loro, destinandomi a una polmonite. 🙂

    • ellegio ha detto:

      Ma io non le ho tolte! Per fortuna, comunque, la salute non ne ha risentito. Ma far restare loro così bagnati non mi sembrava proprio il caso 🙂

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