Ragione e sentimento

L’apprendimento è un processo complicato, fatto di percezioni, ragione, emozioni, memoria, strategie, esperienza, ambiente, autostima…

Anche l’insegnamento è un processo complicato, fatto di percezioni, ragione, emozioni, strategie, esperienza, ambiente, autostima…
E’ un po’ come con i figli, tu sei sempre lo stesso ma loro vengono su tutti diversi. E non conta (solo) quanto sei competente nella materia che insegni, quanto hai imparato nella vita a dominarla, perché in gioco c’è molto altro.
Un esempio?
Quest’anno ho ricevuto in dono per otto ore a settimana una classe dove insegnavo solo fisica. Per loro è l’ultimo anno di liceo, quella roba impegnativa con l’Esame e tutto il resto, e un carico non lievissimo di lacune, debolezze, immaturità, grandi problemi. Il mio predecessore non la voleva più, ha detto basta, non ha ritenuto di spiegarmi perché, il Grande Capo ha deciso che io ero l’uomo giusto al momento giusto, oppure semplicemente sapeva che non avrei puntato i piedi. Ma, per qualche ragione che fatico ancora a comprendere bene, io non sono l’uomo giusto. Forse è questione di come siamo arrivati fin qui, forse sono rimasti scottati dalla vicenda, fatto sta che, nonostante l’affetto, stentiamo a decollare. Il quinto è un anno in cui si può fare un grosso salto ed acquisire una consapevolezza più piena del valore culturale delle discipline, si possono tessere trame belle che restano nel tempo, ma io continuo a muovermi su un profilo basso e loro sono sopraffatti da qualcosa che non dominano.
Insegnare richiede di trovare le chiavi giuste per aprire a quel gruppo le porte. In ogni classe devo usare un mazzo diverso, e non è solo questione di strumenti o metodologie.

Ho trovato una cosa, su facebook, che rileggo ogni tanto mentre cerco le chiavi. Qualcosa che so che mi aiuterà se quest’anno mi sentirò insoddisfatta, alla fine.
La lascio qui.

 

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15 risposte a Ragione e sentimento

  1. “E non conta (solo) quanto sei competente nella materia che insegni, quanto hai imparato nella vita a dominarla, perché in gioco c’è molto altro.”. vero. verissimo. è una questione di chimica, di congiunture astrali favorevoli, di gruppi sanguigni… non sfotto, ovviamente: lo penso davvero. forse il Grande Capo ha semplicemente capito che, non avendo controllo su tutti questi fattori, quella che aveva più possibilità (perchè compentente non solo nella materia che insegna, ma anche come essere umano in grado di capire altri esseri umani) eri tu.

    • ellegio ha detto:

      Magari. Volendo accontentare il mio collega, io ero semplicemente la scelta più ovvia. Poi con lui, visti i presupposti, le cose sarebbero andate anche peggio, il fatto è che io non sono soddisfatta.

      • Questo lo immagino: si vede che ti piace quello che fai e che ti piace perché trasmetti qualcosa ai ragazzi, li “plasmi”, li aiuti a crescere e, se non scatta il “click”, immagino che tu non sia soddisfatta…

  2. anonimo SQ ha detto:

    Insegnare è sempre un mestiere strano. A volte ho avuto grandi riscontri anche se mi pareva di non aver fatto per niente bene, e viceversa quando ero certo di aver fatto bene, bastava un minimo difetto, l’influenza di qualche testa a cui stavi antipatico, e mi son ritrovato giudizi bassi.
    Ora sto aspettando, secondo Gelmini, se sarò giudicato degno del “premio di produzione” per didattica e ricerca. La faccenda si fa dura, ecco…

    Anonimo SQ

    PS forse non tutti sanno che da noi gli studenti ti danno la pagella.

  3. LaVostraProf ha detto:

    E’ tremendo, quando è così. Mi è riuscito una sola volta di trovare il grimaldello adatto.
    Anche se poche volte mi sono trovata davanti a una classe-muro (una ce l’ho quest’anno…)

  4. pensierini ha detto:

    L’insegnamento è un processo *molto* complicato. E non tutti ne sono capaci, bisognerebbe che molti precari a vita se lo mettessero in mente.

    • ellegio ha detto:

      Ci sono anche colleghi di ruolissimo che farebbero meglio a riflettere su come insegnano. Io stessa, mica lo so.

      • pensierini ha detto:

        Ultrasuperextraverissimo!!!!! Neppure io lo so, vedi sopra. Mi riferivo ai precari a vita che pretendono di entrare ope legis, così, solo perché sono precari da una vita.

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