Aria pura, aria nuova

– E per lunedì che compiti hai?
– I compiti li ho già finiti, mi resta solo una ricerca.
– No.
– …
– Dai, forza: che ricerca?
– Sull’inquinamento cittadino.

La nostra vita di genitori alle prese con figli in età scolare è funestata dalle ricerche. Poche cose mi fanno imbestialire come le ricerche, davvero. La prima volta, tre anni fa, quando la figlia maggiore, allora in prima media, tornò a casa – uno dei primi giorni di scuola – dicendo che doveva fare una ricerca sulla comunità europea.
– Cosa, in particolare?
– Tutto!
– Cioè?
– Il professore ci ha detto solo di fare una ricerca sulla comunità europea.
– Ma, tipo, ne avete parlato a scuola? Vi ha spiegato qualcosa?
– No, niente, ci ha detto solo di fare la ricerca.
– Vi ha consigliato materiale? Detto di visitare qualche sito in particolare?
– No.
Undici anni.
Da allora è stato un continuo. Ricerche su tutto, rigorosamente stampate – vietato scrivere a mano perché non mi voglio sforzare a interpretare la vostra calligrafia. Per un po’ ci siamo dati da fare, guidando, cercando, spiegando. Poi, quando abbiamo realizzato che non c’era seguito (nessun commento degli insegnanti – italiano, scienze, tecnologia) che incameravano ricerche senza battere ciglio, abbiamo mollato, sperando che la fine delle media ponesse fine alla perversa pratica della richiesta di copie random di pagine html.

E invece no. Il liceo, ovviamente, ha portato una proliferazione. Tipo uno fa lezione, gli capita di citare questo e quello (da Turing alla pascalina, dagli affeschi delle grotte di Lascaux alla numerologia babilonese) e poi, di fronte alle domande di chiarimenti – che, ahimè, prima o poi bisogna aspettarsi che arrivino – propone al malcapitato curioso di fare una ricerca.
E poiché anche la figlia di mezzo ha fatto il suo trionfale ingresso alle media, anche lei ha la sua buona dose di ricerche da fare.
Ma che a uno di otto anni chiedano una ricerca sull’inquinamento urbano, no, questo è superiore alle mie forze.
– Ma ti ha spiegato come dovevi fare?
– Io non le ho chiesto niente.
– E perché ?
– Perché l’altra volta, quando ci ha dato da fare la ricerca sulle rocce, Giulio le ha chiesto come si faceva, e lei gli ha risposto “vai su internet”.

Sono tentata di mandarlo a scuola con la relazione tecnica di ARPA Lazio, allegati inclusi.

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10 risposte a Aria pura, aria nuova

  1. Alessandra ha detto:

    Ti prego. Fallo. Meglio sarebbe se il tutto fosse in tedesco sull’inquinamento di Amburgo.

  2. LaVostraProf ha detto:

    Io lo farei: dico, di mandare il paccone con la relazione tecnica e poi di dire: me lo ha detto lei.

    (a parte tutto, ricerche non ne ho mai fatte fare, se non in classe, insieme; adesso poi che c’è la possibilità di WebQuest o cose del genere si possono fare anche su Internet con soddisfazione; ma son sempre gui-da-te)

  3. Aliceland ha detto:

    E lo farei anch’io!!!!
    Neanche io ho mai fatto fare ricerche, però a volte ho chiesto di cercare delle informazioni specifiche, tipo il nome del presidente della repubblica irlandese ( che poi è una signora)

  4. ildiariodimurasaki ha detto:

    Io suggerisco di seguire il suggerimento de La Nostra Prof, che mi sembra molto molto valido.
    Quanto alle ricerche alle medie farle fare su regioni e stati è pratica relativamente comune, da soli o in coppia. Poi vengono esposte alla classe.
    Negli ultimi due anni mi sono capitate classi che anelavano e IMPLORAVANO di fare ricerche, sulla scorta delle elementari – dove, a quel che ho visto, gli avevano insegnato come farle e gliele risentivano e ci davano il voto. Naturalmente ho ceduto (il cliente ha sempre ragione) e devo dire che non è un lavoro affatto inutile. Su richiesta do anche istruzioni, naturalmente, ma devo dire che di solito se la cavano benissimo anche da soli, e vengono fuori dei gran bei lavori da cui sia io che la classe abbiamo imparato molto.
    Abbiamo anche una biblioteca comunale dove i bibliotecari danno suggerimenti e aiuti nella ricerca del materiale della ricerca.
    Per quel che mi risulta, mentre i pargoli ricercano, i genitori si fanno i fatti loro – com’è assolutamente giusto. Al più preparano una merenda per i ricercatori.
    Ecco, magari dare dei temi un filino specifici potrebbe essere un buon punto di partenza…

    • LaProfe ha detto:

      Vero, sì, i terribili stati europei. I miei stanno preparando dei Lapbook che poi presenteranno. Ma coi lapbook mi ci diverto anch’io 🙂

  5. lanoisette ha detto:

    voto per la relazione dell’ARPA.
    e anch’io, ho dato rarissimamente ricerche da fare, ma sempre con puntuali consegne.

  6. bianconerogrigio ha detto:

    Può servirti il manuale di “Ecologia urbana” del mio esame di ecologia agraria? 🙂

  7. roceresale ha detto:

    Ma sto post mi fa venire in mente “i quindici” e io che soffrivo di invidia perché non li avevo. Ma a parte la nostalgia di tutte le tour eiffel ritagliate e l’odore della colla… Era un termine che non sentivo dalle elementari, in questa accezione.

  8. pensierini ha detto:

    Fallo, fallo, presenti la relazione tecnica, il bimbo. Che barbarie.

  9. Castagna ha detto:

    Io dò le ricerche, Di gruppo, da soli, a casa, a scuola, ma sempre e solo scritte a mano.
    Purtroppo ho scoperto che molto di quel che noi ci affanniamo a spiegare, far scrivere sui quaderni e addirittura sui diari a casa arriva sotto forma di: “non l’ha detto” “Non ce lo ha spiegato” “Boh, tipo è lo stesso, credo”.

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