pace e bene

Invadono il parco la domenica mattina, festanti e vocianti, occupano le panchine e ciangottano per ore di pappe, cacche, intolleranze alimentari, maestri troppo severi e cappottini all’ultima moda (il nuovo negozio vintage qualche centinaio di metri più in là fa furore) e  intanto i piccoli scorrazzano allegri, rincorsi giusto da qualche “Filiiiiippo! esci da quella pozzanghera, dai! Eri tutto profumato, guarda come ti sei ridotto!” che cade rapidamente nel vuoto, perché che ce lo porti a Filippo al parco, se poi lo vuoi immobile accanto alla panchina, lo capisci anche tu che non è storia. Filippo, insomma, continua a fare le sue cose. Giada, invece, soffre un po’. “Un attimino ancora, tesoro, abbia pazienza. Ci facciamo un bel bidet…” (un bel bidet? come? dove? Oddiomio, la lava sotto la fontanella!) “…e poi vedrai come ti sentirai tutta fresca e pulita“. Ma dev’esserci abituata, Giada, perché sopporta senza protestare più di tanto.

Poi, un paio d’ore dopo, i cani spariscono e arrivano le mamme dei cuccioli umani.

Prendi la mia amica F, una di quelle che i gattini su facebook sembrano tutti suoi. E la foto del gattino, e il video del gattino, e il gattino dentro la scatola e fuori dalla scatola, e il gattino con il cappello da strega e con il costume da bagno. Manca solo la pagina dei fan del gattino (o forse c’è, ancora non l’ho vista). Eppure F, io lo so perché la conosco da più di vent’anni, è una persona normale. Sa fare le torte salate, ha lavoro/un compagno/una casa/una vita. E’ una zia affettuosa e un’amica divertente, e forse la differenza è tutta qui.

E’ per questo che oggi mi sento molto zen: nonostante verso il settimo chilometro un alano giocoso abbia provato festosamente ad azzannarmi i polpacci, mi sono trattenuta. Avrei dovuto raccogliere un bel bastone nodoso e darlo in testa a lui e alla sua dolce padrona (una che i bambini che giocano a palla nel prato li seppellirebbe sotto otto metri di cemento), invece ho continuato in pace la mia corsa fino alla fine. Perché poi alla fine tutti abbiamo bisogno di qualcuno da amare, e su cui sfogare il nostro desiderio di cura: un cane, un gatto, un figlio, una tartaruga, un marito, un cugino di secondo grado. A qualcuno è sufficiente se stesso, perché dopotutto chi c’è di più bello? Ma altri si dedicano al prossimo con passione, e allora che importa se il prossimo ha due piedi, o quattro zampe, o due antenne?

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20 risposte a pace e bene

  1. roceresale ha detto:

    Io sono(quasi) come la tua amica F. Quasi. 😉

  2. LaProfe ha detto:

    Io io gattini su Facebook non li sopporto, ma i miei (quelli veri) sono bellissimi. E mi dan più soddisfazione di figli o alunni 😛

  3. pensierini ha detto:

    Chiariscimi ‘na cosa: la madre di Giada davvero le ha lavato il culo e dintorni in pubblico??? Spero di aver capito male. Mah. Per il resto, massima ammirazione e una puntina d’invidia per te che corri, nella tua città c’è un bel clima e uno splendido paesaggio; io invece, più che camminare a buon passo nella nebbia o con l’ombrello… 😦

  4. patriziavioli ha detto:

    Brava, molto poetico! E anche vero 🙂

  5. ornella ha detto:

    Ahhhh!!! Questa del bidet al cane è proprio forte! Non posso fare a meno di chiedermi quale parco di Roma ti veda correre , cara ellegio. Per il discorso dei gatti mi allineo a Laprofe. Comunque su FB esistono molti siti con foto di gatti stupendissimi , ma al naturale, non camuffati da bambini umani… queste cose non le sopporto nemmeno io. E credo nemmeno quei poveri mici!!!

  6. Pingback: alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 10.11.13 | alcuni aneddoti dal mio futuro

  7. lanoisette ha detto:

    ma poveri cani. Cane a righe è sempre e costantemente fangosa.

  8. Castagna ha detto:

    Io per carità: i gatti e tutto quel che li riguarda, son cose sacre. Il cane anche, ma è una cosa sacra che puzza. Alla fin fine quelli che sopporto meno sono i bambini (e le madri degli stessi quando esagerano). Ma il bidet. Al cane. Alla fontanella. Io la annegavo, nella fontanella, e le portavo via il cane, verso una rosea vita senza bidet.

  9. certe volte, noi umani riusciamo proprio a trasformarci in delle ridicole creature…

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