Giocano

Mi fa un po’ strano, questa cosa che ogni anno ho una nuova classe di piccoli con cui fare conoscenza, e una di grandi da accompagnare all’uscita – un sacco di ore qui e lì, e poca roba nel mezzo.  Ma sono le meraviglie delle disposizioni dall’alto, dell’avere metà dei colleghi che non possono insegnare fisica, e degli incastri che ne derivano. Insomma, così è.

E così, c’è stato l’anno delle menti fini in corpore legnoso (mai mezzo sorriso neanche per sbaglio, ancora li incontro nei corridoi che quasi si inchinano, ma musi lunghi da paura). Poi c’è stato l’anno delle fanciulle, l’unica classe del liceo a maggioranza femminile – e si vede. Tutte incasinate, tutte con problemoni molto più grandi di loro.  Ma baci e abbracci.
Poi c’è stato l’anno del branco, ventotto anime terrorizzate dall’ingresso nel grande liceo – ora che hanno scoperto che di due e tre non è mai morto nessuno, ci hanno quasi preso gusto.
E, quest’anno, questi nuovi. Disordinati, casinisti, arrivano e si siedono deve capita, svuotano lo zaino per terra, passano le ricreazioni a farsi le foto e buttare cartacce di merendine dove capita, entrano in classe  cantanticchiando canzonette, e non smettono.  Niente di che, intendiamoci, i miei figli medesimi raccontano di molto peggio, ma era qualche anno che durante un consiglio di classe non sentivo la parola scolarizzazione. E allora si passa ai turni di pulizia dell’aula, ai richiami, cose così. I test d’ingresso sono andati un mezzo schifo, le prime due tornate di scritti anche peggio.

Ma i nostri sono allegri lo stesso. Giusto Marta è perplessa, l’altro giorno l’ho incontrata mentre tornavo a casa carica di buste della spesa e lei stava con mamma e fratellino più piccolo. Niente sigaretta, niente reggiseno in vista, niente eye liner modello orsetto lavatore, sembrava la ragazzina di quattrodici anni che in effetti è, e ha fatto finta di non vedermi. Ma deve esserle rimasto il dubbio: io l’ho vista oppure no?

Però.

Però quando entro in classe mi studiano e quando vado via mi trattengono. Però intasano la classe virtuale di commenti e domande, esattamente come fanno in classe. E mi coinvolgono nelle loro discussioni pomeridiane, e a tutte le ore mi arrivano le loro richieste, questo esercizio non mi viene e quest’altra cosa non l’ho capita per niente.
Però incominciano a farmi domande personali. Lei lo sa fare il cubo di Rubick? Ma lei quanto ci mette a risolvere questa espressione? Lei questa scomposizione la fa a mente, vero?
E poi, qualche giorno fa sono comparsi in classe i giochini. Rompicapo, puzzle 3D, problemi di logica. Prima, smanettavano compulsivamente con l’icoso, ora cominciano a passarsi da un banco all’altro anelli d’acciaio e corde annodate.
Oggi, invece di farsi le foto, a ricreazione erano tutti lì con fogli e matite che facevano grafi per risolvere un indovinello. Sono tornata a casa con un compito dato da loro.

Io dico che promette bene.

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7 risposte a Giocano

  1. ildiariodimurasaki ha detto:

    Forse è il loro cervello che non è scolarizzato. Il che, se ben utilizzato, sarebbe per loro un gran bel punto di forza…

    • ellegio ha detto:

      A me sembra proprio di sì, anche se è presto per dire. Ho l’impressione che si stiano come risvegliando. Mi chiedono cose tipo se “davvero possono risolvere questo problema a modo mio?”…Incrociamo le dita, va’.

  2. pensierini ha detto:

    Brillanti. Somigliano un po’ al tuo piccolino?

  3. vnnvvvn ha detto:

    Sfidali! Non insegno, non a scuola almeno.
    Mi è capitato di tenere corsi “specifici” o di formare delle persone (cosa che con mio assoluto stupeficio da accadendo anche in questo periodo), la sfida al “docente” stimola infinitamente.
    Sono cresciuta con il motto “impara l’arte e mettila da parte”, i docenti che all’epoca della scuola usarono questo metodo con me ottennero risultati egregi e ora io lo uso con i malcapitati che mi capitano sotto le grinfie 😛
    Loro se riescono a battermi si fortificano e io colmo lacune che inevitabilmente ho. Nell’ultimo mese con questo sistema ho risolto problemi al sito istituzionale che ci portavamo dietro da decenni ma era visibile solo con un browser tra le decine che esistono 😀

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