ottobre, andiamo

Un attimo di pace durante la ricreazione. La finestra è spalancata,  il sole di ottobre è ancora caldo. Tanto sole: i ragazzini che sciamano per il corridoio sono solo ombre. Ne emerge Antonia, la più bella del liceo. Ci siamo conosciute quest’estate, a luglio, quando lei, sbuffando, tornava a scuola a studiare per prepararsi per settembre, tra un messaggio agli amici al mare e l’altro ai genitori, sempre al mare. Grandi sorrisi.
– Prof, il libro che mi ha promesso?
– Hai ragione, il libro. Ce l’ho sulla scrivania da due settimane, e mi dimentico sempre.
– Domani, prof, va bene?
E sparisce di nuovo tra le ombre.

Compare Sergio, della QuintaCheNessunoVuole.
– Cos’hai, non mangi?
– Troppa fila alle macchinette, prof.
– Pensa che l’anno prossimo tutto questo ti mancherà.
– No, prof, scherza? L’anno prossimo me ne vado a lavorare, con la scuola ho chiuso.
Com’è che poi finiamo a raccontarci del compleanno della nonna? Sergio in questa pozza di sole è un altro, niente scatti di nervosismo, nessun atteggiamento strafottente.
Non è che, ora che sono rimasta col cerino in mano, ci sto prendendo gusto?

Di pomeriggio, arrivano i genitori.
Quelli della QuintaCheNessunoVuole sono in due – sarà che ormai neanche i genitori ci credono più? O forse no, è stata un’estate molto difficile per alcuni di loro, ci sono cose che fanno passare in secondo piano anche la scuola dei figli. Anche in terzo piano.
Finisce che mi vengono a cercare dalla nuova prima – sono appena arrivati e vogliono conoscere tutti.
– L’esercizio che ha dato domenica era troppo difficile!
– Be’, hanno avuto due giorni per chiedermelo, perché fare finta di niente?
– E’ tutto diverso dalla scuola media!
– Eh. Concordo. Infatti, quest’anno cercheremo perfino di imparare a leggere il libro…
– Lei non sigla i quaderni?
– No. Lo faccio a campione, ma certo non ho intenzione di passare le giornate di scuola a controllare i quaderni uno per uno.
– La bambina è intimorita!
Oddio. La bambina è una sventola di un metro e settanta, con le unghie rosso fuoco, che semina fanciullini adoranti mentre ancheggia tra l’aula e il bagno delle femmine. Boh.
Spero di essere riuscita a tranquillizzarli. Alla fine lascio la mia mail, che tutti si affrettano a copiare con aria golosa. Speriamo bene.

Prima di andare passo a salutare anche i genitori delle classi di mezzo. Baci e abbracci, e meno male professoressa che c’è ancora lei, e ora quelviaggiocheavevateinprogramma lo farete, vero?
La mamma di Pietro si commuove. No, non per Pietro, ma per Marco, della QuintaDelCuore dell’anno passato, che ha appena fatto lo zaino per la città con la torre.
E, certo, è bello ma è dura.

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10 risposte a ottobre, andiamo

  1. pensierini ha detto:

    Hai assegnato un esercizio a casa di domenica?! E allora, non ti lamentare se loro protestano! 🙂

  2. the pellons' ha detto:

    Ma che belle che siete voi insegnanti belle. Grazie!

  3. roceresale ha detto:

    Se non fosse per la nebbiolina e le finestre già sbarrate, il resto lo sai.

  4. LaProfe ha detto:

    Io passo le giornate di scuola a controllare i quaderni uno per uno in prima media. Mi apre che dalla seconda media possano prendersi qualche responsabilità in più (sia i virgulti che i genitori). O no?

    • ellegio ha detto:

      Ecco. Mi tranquillizzi. Soprattutto i genitori: se proprio vogliono continuare a seguire i figlioli passo passo, potrebbero siglarli loro, i quaderni.

  5. l’avevo già detto: sei proprio una bella persona.

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