Essere se stessi

GG è una ragazzina normale, tutto sommato. Il suo problema è sentirsi schiacciata tra i fratelli, come normalmente succede a quelli nati in mezzo al mucchio, e cerca di cavarsela lasciando ampia libertà alla parte creativa e originale della sua indole. Detto in altre parole, ogni tanto rompe un po’ le balle. Un po’ tanto.

Certo, non è più quella che mangiava le pappe in bilico sul bracciolo del seggiolone – ma solo perché il seggiolone non c’ è più da un pezzo. E ha perfino imparato a stare seduta mentre fa i compiti.  Solo che i compiti non li fa: ritaglia, incolla, accartoccia, disegna, si mette gli auricolari, si toglie gli auricolari, cambia penna, apre il quaderno sbagliato, lancia un dado, parla col suo pupazzo preferito. Ogni angolo della casa, ogni libro, ogni mensola, porta tracce del suo passaggio – un disegno, un origami,  un bracciale, un minuscolo vasetto pieno di palline di cioccolato che con santa pazienza ha tirato fuori dallo yogurt con palline di cioccolato che mi ha chiesto di comprarle.

Quando si tratta di preparare pranzi o cene, mangia una volta su tre. Ma quelle volte chiede di occuparsi lei del pranzo, o della cena – e si chiude in cucina per ore a comporre  artistici antipastini con robe rimediate chissà dove. Piccole tartine con formaggio molle e pezzettini di oliva a mo’ di faccina, o minuscole torri con uno strato di pomodoro, uno di prosciutto, uno di salsa di olive, mezzo chicco d’uva e un cappero. Poi scrive il menù su certi suoi fogliettini colorati che conserva chissà dove, e invita a cena lorsignori e lorsignore. Bello. A volte, un tantino stressante.

Tutto per dire che domani per lei sarà il primo giorno di scuola nella nuova scuola, e io mi ritrovo a cercare di convincerla a presentarsi fingendo di essere una normale ragazzina di undici anni che comincia la prima media.

– Sul fatto che porti le mutande di tuo fratello solo perché ci sono i tuoi personaggi preferiti non dico nulla. Anche i calzini, uno blu e l’altro verde mela: va bene, tanto sono così corti che con le scarpe da ginnastica non si vedono. Però la maglietta dei minions te la puoi mettere il secondo giorno, dai. E anche quei calzoncini non vanno, a scuola ci vogliono un po’ più lunghi.

Pensavo di averla convinta.

Ha messo via la maglietta dei minions, e ha tirato fuori quella con la zombie-to-do-list.

zombieT

(Sopravviveremo anche a questo)

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17 risposte a Essere se stessi

  1. LaProfe ha detto:

    0_0
    Non ho capito bene. Stai parlando i mia figlia? Ma come mai la conosci? E come mai la conosci così bene? E’ venuta dalle tue parti?
    Non capisco 0_0

  2. lanoisette ha detto:

    beh, sempre meglio di quelle che tirano fuori sandaletti con la zeppa, minigonna e lucidalabbra, no?

    PS: spero che la scuola non sia la stessa di L…

    • ellegio ha detto:

      No, qui siamo in zona capelli corti e scarpe da ginnastica. Hanno ricominciato a prenderla per maschio, con gran divertimento di tutti.
      (No, la scuola non è quella di L. Incrociamo le dita)

  3. ildiariodimurasaki ha detto:

    Maglietta carina, va benissimo 🙂

  4. bianconerogrigio ha detto:

    Non hai di che annoiarti, vedo … 🙂

  5. Pingback: alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 11.09.13 | alcuni aneddoti dal mio futuro

  6. ogginientedinuovo ha detto:

    Non parliamo di figli strani: celo. Ma fa bene leggere che anche a casa d’altri esiste lo stra-ordinario! Ti ho nominata per The Versatile Blogger Award per dirti quanto mi piace leggere il tuo blog! A presto.

  7. bianconerogrigio ha detto:

    Tutto bene l’inizio nuovo?

  8. pensierini ha detto:

    Non ci trovo nulla di strano. E’ una ragazzina normalissima, molto simpatica aggiungo.

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