le mie prigioni

Estate è quando decidi di tirar fuori anche i libri che dormono allineati in seconda fila (quella dietro) e, vabbe’, dai una spolveratina pure a quelli. O sono io l’unica casalinga così disperata da pulire una volta l’anno?
E ti ritrovi davanti l’intera collezione dei gialli storici di John Dickson Carr – amore, crinoline e sangue q.b.
Troppo tardi, l’anno prossimo mi devo ricordare di fare le grandi pulizie a giugno, ché agosto è  corto e finisce sempre sotto la pioggia.
Il Grande Capo manda segnali di fumo, chi deve fare questo e chi dovrà fare quello. E così, tra chi No, le prime no, sono troppo faticose e non ho voglia di soffiare nasi colanti e chi No, le quinte no, sono troppo faticose e a giugno ho la casa al mare da riaprire, e ancora quelli che No, il PNI no, è troppo faticoso e si lavora troppo e si corregge ancora di più, e quelli che comunque, in ogni caso, sarebbe  sempre No! , anche quest’anno ho vinto una prima, una quinta, il PNI, qualche fisica sparsa qui e lì tanto per gradire. Ma va bene così.
Studio fin dove mi porta il cuore, e finché qualcuno non arriva a rimettermi sulla retta via. Più che altro, rimetto in ordine – anche le stanze dei bambini. Ho trovato una intera collezione di pile AA, scariche, alcune grondanti acidi malefici. Un rastrello. Decine e decine di mozziconi di matita. Vecchi disegni appallottolati, gomme da cancellare, gomme da masticare, guarnizioni idrauliche, occhiali da sole, occhiali da aviatore, occhiali da saldatore, una benda da pirata, tappi per le orecchie, mattoncini lego di ogni forma e colore, fazzoletti da naso, foulard di seta, gormiti senza un braccio, gormiti senza gambe. Tutto insieme, inzeppato nei cassetti, rinchiuso negli zainetti, infilato negli armadietti. Sono stata una madre distratta ed eccessivamente fiduciosa, mi sono fermata alle apparenze. Ma ho pagato per questo, ora sono sinceramente pentita, non accadrà più. Perlomeno fino a lunedì prossimo.
I figli ormai sono tornati, numerosi e affamati e disordinati. Pungo di ferro in guanto di velluto, sempre se lo trovi, il guanto di velluto. Si inaugura una nuova stagione, tutti stanno per iniziare qualcosa di importante, e io sono distratta, fingo di riflettere, giro in tondo, alla fine infilo la porta e corro via.

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10 risposte a le mie prigioni

  1. Gianc. ha detto:

    Se non trovi il guanto di velluto usa la tecnica “Pugno di Ferro in Guanto di Ferro”. Dicono sia efficace, dicono…

    • ellegio ha detto:

      Proverò. Anche se finora ho trovato solo guantini di lana per duenni (rossi) e guanti a manopola (blu) per treenni. Catastrofe su tutta la linea.

  2. pensierini ha detto:

    buon anno nuovo, cara. io non so neppure di che morte dovrò morire, scolasticamente parlando. 🙂

    • ellegio ha detto:

      Buon anno anche a te! E buona fortuna. Io prevedo lacrime e sangue alla riunione di dipartimento: c’è chi si ritrova otto classi diverse …

  3. LaProfe ha detto:

    Ti capisco. E anche se i miei portano ormai il 40 di scarpe, mi sento allo stesso modo. Meno male che da noi per quest’anno funziona ancora la continuità didattica, così che rimarrò nelle classi dell’anno scorso (e anche se una è di disgraziati, pazienza, almeno so a che cosa vado incontro).

    (libreria spolverata a giugno 😉 )

    • ellegio ha detto:

      Ah, io forse ho parlato troppo presto. Le lacrime stanno già scorrendo, il sangue per ora ci viene risparmiato – ma non interminabili scambi di mail. Aiuto.

  4. ilcomizietto ha detto:

    Io i libri li spolvero in occasioni di trasloco, tinteggiatura e separazione coniugale. Fai un po’ te… Epperò le doppie file sono bastarde. Se si può meglio evitarle.
    Che la forza sia con te!

    • ildiariodimurasaki ha detto:

      Assolutamente d’accordo con il Comizio: a tenere i libri in doppia fila, tra l’altro, si finisce per ricomprarli e poi per sentirsi davvero idioti, che fa tanto male all’autostima.Ma certe volte lo spazio non è sovrabbondante…
      Buon arrivo d’autunno, epoca d’oro dei propositi. Sii inflessibile con i tuoi figli, inflessibilissima, integra e integrale! Come modello ti consiglio quell’ineguagliabile esempio che è il panetto di stracchino da due etti ^__^

    • ellegio ha detto:

      Le tinteggiature, qui, ormai sono a cadenza annuale. Che la forza sia con tutti noi.

  5. ellegio ha detto:

    Avevo pensato di dotarmi di comoda banca dati digitale da portare sempre in giro per evitare i doppi acquisti. Per fortuna i doppioni finora sono pochi (ma tra i libri dei ggiovani ho trovato due copie delle Storie di giovani fantasmi di Asimov, due copie de Il giardino segreto, e due Storie infinite: direi che per una biblioteca scolastica vanno bene, no?). Niente, sono troppo pigra. Ma le doppie file sono necessarie, anche se quest’anno ho vinto la battaglia per l’acquisto di due piccole librerie da mettere in corridoio 🙂

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