cuore mio non ti conosco

Sveglia alle 5, ma poi perché? Voglio dire: è estate, non mi corre dietro nessuno.
Rumori giù in strada. Sarà qualche vecchietto che esce per la passeggiata mattutina, se ne vedono spesso. Anche la sera, e occupano orgogliosi il centro della strada, ignorando i marciapiedi. Oppure il mio amico del palazzo di fronte, il gigante che porta a spasso il botolo del riccastro abusivo dell’ultimo piano. Ho incontrato anche lui, il gigante, un paio di mattine mentre andavo a correre. Credo che stia imparando ad andare in bicicletta, approfittando del traffico ridottissimo di queste mattine d’agosto.
Ma no, non è neanche lui. Sono due zingari che rovistano nel bidone dell’indifferenziata. Pescano qualcosa, discutono un po’ se vale la pena. Per un attimo mi sembra che lei tenga per mano un bambino – che poi non so se è peggio portarselo dietro a rovistare nell’immondizia o lasciarlo da solo da qualche parte. Ma è solo un carrello per portare la spesa.

Al super girano solo coppie badante-vecchietto/a. Le badanti hanno tutte corpi massicci e forti accenti dell’est. Che è come dire che non facciamo nemmeno la fatica di distinguere l’ucraino dal rumeno, e infiliamo tutto nella stessa casellina – tanto, chissene. Attratti dal fresco dell’aria condizionata, fanno la spesa con lentezza. Una spesa deve bastare a riempire la giornata, e magari parlarne un po’ anche nel pomeriggio.
Lui è alto e corpulento, allunga la mano verso un pacco di bucatini ma non fa in tempo a raggiungerli
– Lascia stare i bucatini, che poi non riesci a mangiarli. Guarda quante paste piccole. Bucatini, no.
Lui si accorge che ho sentito e mi lancia uno sguardo indefinibile.
Lei è piccolissima, magra magra e con una corona di capelli di quel bianco vagamente azzurrino. La sua tata fa centoquaranta chili, in maglietta fucsia.
In fila alla cassa, lei pesca un pacco di biscottini al cioccolato dal carrello.
– E questi biscottini? Chi li ha messi?
– Dolcetto per stasera. La sera ci vuole dolcetto.
Lei ridacchia compiacente
– Ma sì, certo. La sera ci vuole un dolcetto.

Gli indigeni sono tutti all’ikea.

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2 risposte a cuore mio non ti conosco

  1. Anonimo SQ ha detto:

    Attenzione: le moldave parlerebbero il moldavo, che ho scoperto (dalla badante ultima di mio padre) un dialetto rumeno, ovvero neolatino !
    Ovviamente parlano anche il russo, specie se di una certa età, residuo dell’occupazione sovietica. Insomma, sono meno slave di quanto sembra !

    Anonimo SQ

  2. bianconerogrigio ha detto:

    Io frequento solo i parcheggi coperti degli iper perché Bassotto non vuole saperne di uscire con il caldo (che faceva, perché oggi ci sono 19° C). E alle cinque di mattina non mi alzo, vado a dormire … 🙂

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