compleanni e non sentirli

Sul tavolo della sala insegnanti c’è un mare di carte. Un tavolo, un mare, come siamo disordinati, tutto un anno di scuola ridotto a una montagnola sporca.  Scarico la mia pila di libri – la frenesia di dire tutto agli esaminandi, ma tutto non si può, manca sempre qualcosa. Tutte le mattine si presentano puntuali – ma hanno gli zainetti semivuoti, solo il libro di matematica, spesso solo il tablet – e quando li saluto per andare nelle altre classi se ne vanno anche loro – a domani, a domani. Sono rimasti solo due domani.

Nella sale insegnanti, nel mare di carte, scarico la mia pila di libri. Laura si infila i ricci nella crocchia e vacilla.

– Che faccio, torno a casa ad asciugare il pavimento o faccio finta di niente? Mi si è rotto un tubo, è tutto allagato, ma non mi va. Magari resto qui ad aspettare gli scrutini.

– Ma sì, dai, aspetta.

– Però tu sei andata al mare.

– No, macché. GG ci ha costretto a un pic nic fuori programma. Era il suo compleanno.

– Meglio così.

– Già. Resta. Vedrai che stasera quando torni qualcosa si sarà asciugato da solo.

 

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2 risposte a compleanni e non sentirli

  1. LaVostraProf ha detto:

    Si era asciugato da solo? 😉

    (vuoi un gattino rosso orfano e solo?)

  2. ellegio ha detto:

    Non le ho chiesto più nulla, mi sono dimenticata. Eppure siamo state fianco a fianco a scrutinare fino alle sette, ma eravamo troppo impegnate a non bocciare nessuno 🙂
    I figli sarebbero felici del gattino, ma abbiamo deciso di non prendere animali. Starebbero tutto il giorno chiusi in casa da soli. Un appartamento al quinto piano in una grande città non è il massimo della vita da gatto 😦

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