Quarantaquattro all’alba

Non mi pare vero. Oggi sono perfino riuscita ad andare alla rappresentazione conclusiva del laboratorio di lettura di GG – una roba che dura da tre anni, con la mitica Rossa – senza farmi venire (troppe) crisi isteriche. Ed è stato un bene, perché sono stati bravi, e divertenti, e anche un po’ commoventi.
Insomma, non mi pare vero ma mi restano solo due pacchi di compiti, già iniziati, e questo tour de force che dura da Pasqua sarà finito. Più di duecento solo nelle ultime tre settimane, compresa la revisione di tutto il programma di matematica e di fisica per la quinta che tra un paio di settimane comincerà gli esami. Poi resterà solo da fare pat pat dietro le quinte, rivedere le tesine, preparare qualche sintesi che è rimasta in sospeso. Per la prima volta in tredici anni quasi in libertà.
Non sono in commissione per gli esami, ed è la prima volta. Cioè, veramente un’altra volta era successo, ma ero ancora nella Grande Scuola e insegnavo quella materia lì che si faceva solo da noi e nella scuola gemella, e dato che i gemelli erano rimasti scoperti – chi vuoi che si prenda la briga di correggere un compito ipertecnico di una materia che si studia in dieci scuole in tutta Italia? –  mi ero offerta per andarli ad assistere. Vabbe’. Potrò dare una mano a L, che ha gli esami anche lei. Potrò disperarmi per la casa sventrata, dato che ci smantelleranno il bagno. Potrò uscire la sera, se smette di piovere. Potrò rimettere mano allo studio, che gli esami del master incombono. Potrò lavorare in pace al sito della scuola. Potrò preparare un paio di lavoretti da proporre al Grande Capo per l’anno prossimo. Boh. Potrò andare a dormire. Potrò assistere agli orali dei miei studenti, e vedere da fuori l’effetto che fa.
Coraggio, diamoci da fare.

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3 risposte a Quarantaquattro all’alba

  1. bianconerogrigio ha detto:

    Forse i capelli del post precedente tornano a posto … 🙂

  2. pensierini ha detto:

    non sperare troppo: qualcuno che rinuncia c’è sempre.

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