percentuali

Un parco pubblico, mica di quelli che, eh, ma insomma un po’ di verde, edifici storici, qualche mostra, anche un ristorante-pizzeria – dove le sere d’estate puoi comprare una pizza da mangiare magari sulle panchine buie. Cioè, in realtà  non si potrebbe, ma non è difficile trasgredire. Poi il cartone della pizza lo abbandoni al buio dove capita, e ti dilegui nella notte calda, facendo finta di ignorare che i gatti andranno a ravanare là per terra, consegnando all’alba mucchietti di carta unta e lattine puzzolenti.

Un bel prato largo, che durante le pigre mattinate di domenica, o nei pomeriggi infrasettimanali, dopo scuola, si riempie di ragazzini che giocano a pallone in tutte le geometrie e con tutte le regole possibili. Calcio, calciotto, pallavolo, tiri liberi, palla prigioniera, palla  bastarda. Tempo permettendo, come si dice. Incuranti delle cacche di cane distribuite con ammirevole solerzia dai padroni di cani di uno dei municipi di Roma in cui le *sinistre* hanno preso più voti che mai, neanche un mese fa (il 19% di M5S lo lasciamo da parte). La mattina presto si trovano tutti lì, il giornale piegato sotto il braccio, gli stivali di gomma per seguire Fido dentro le zolle di fango, alla bisogna. Che poi basterebbero poche centinaia di metri, e ci sarebbe pure l’area riservata ai cani. Ma i tipi la schifano, Fido si sente triste se lo sguardo è interrotto dalla rete di protezione. Fido vuole correre libero, azzannare il cosciotto dei runner mattinieri, rincorrere le cornacchie e cagare sui muretti appena ristrutturati.

Penso che ogni tanto succedono cose belle, e ogni tanto è bene che le speranze si riaccendano e che ci proviamo, davvero, a credere in un altro mondo. Poi esco di casa, e vedo persone e non riesco a distinguere quelle perbene. Lo so che ci devono essere, lo dicono le percentuali. Le sento commentare le cose di ieri, con soddisfazione, ma il bidone della spazzatura è caduto per terra e nessuno si preoccupa di tirarlo su.

Ancora un giro e me ne torno a casa. 
– Luuuuigi! Luuuuigi! Ti sporchi tuuuuttto con quel fango, esci di lì.
Però cacchio, se porti il bambino al parco dopo una settimana di pioggia, vuoi che non si sporchi?  Mi giro, per un confronto rapido con le condizioni delle mie scarpe.

Ma no, oddio, è solo un altro cane.

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15 risposte a percentuali

  1. pensierini ha detto:

    La maleducazione della maggioranza degli italioti nei confronti della cosa pubblica è una delle cose che mi fa più imbestialire, non posso che sottoscrivere il tuo sgomento.

    • ellegio ha detto:

      Più che la cacca di cane in sé, o la spazzatura, è quello che implica. E’ il senso di lontananza e separazione dalle cose di tutti, non solo dal patrimonio comune ma anche dagli interessi, dalle aspettative per il futuro, dai sogni se vuoi. Ciascuno ha i suoi. Per questo anche chi ha di sé una visione progressista spesso per le scelte minute che lo riguardano pensa solo al proprio interesse. Voglio dire, molti di quelli che hanno votato a sinistra poi quando devono eleggere l’amministratore di condominio tra un grasso e uno schifani non esitano a scegliere uno schifani, se pensano di poterne, nell’immediatato e personalmente, ottenere qualcosa. Che è poi il motivo per cui sono perplessa di fronte alla *gente come noi* che va in parlamento.

      • pensierini ha detto:

        Senza un minimo di autocontrollo e di sforzo di volontà non c’è altruismo, né cura per l’altro, né generosità. Lasciati allo stato brado, alla spontaneità, ciascuno (di noi) bada solo a se stesso, c’è poco da fare.

  2. bianconerogrigio ha detto:

    Io ho sacchetti in tutte le tasche di tutte le giacche … Solo che hanno messo la chiave elettronica a tutti i cassonetti della spazzatura e non c’ė un cestino da nessuna parte. Ė il massimo dover uscire con bassotto da una parte e la chiave elettronica nell’altra 🙂

  3. ornella ha detto:

    No, nessuno ruba la spazzatura! La chiave elettronica serve a impedire che gente proveniente da fuori Comune getti la sua spazzatura nei cassonetti del rifiuto secco. Comunque qui a Spinea esistono anche contenitori appositi per la cacca dei cani , appositamente piazzati nei parchetti (nulla a che vedere con i grandi giardini romani , purtroppo) e nelle vicinanze delle aree riservate ai cagnoni. E non mi pare serva la chiave elettronica per questo tipo di cestini. Malgrado questo pure qua certe disavventure sono sempre in agguato !!!

  4. LaVostraProf ha detto:

    Meno male che i miei cani la fanno soltanto in un angolo del giardino. Fuori, no.
    (ma sul resto, son d’accordo: ormai ho lasciato da parte la diplomazia anche in aula, e quando qualche deficiente rompe qualcosa a scuola o imbratta le panchine del parco vicino, gli do, appunto del deficiente, coram populo).
    Mah.

  5. che schifo! (non il post)

  6. lanoisette ha detto:

    noi siamo sempre sacchettati. addirittura, attaccato al guinzaglio di Garibalda c’è una micropochette con dentro dei sacchetti di scorta, nel caso ce ne dimenticassimo.
    in compenso, spesso dobbiamo vagare col sacchetto ripieno perché tutti i cestini sono ingombri da sacchetti normali della spazzatura, visto che qui, nella sinistrissima Torino, la gente fa troppa fatica a fare la differenziata: mette tutto nel sacco e poi scende e lo butta nel cestino all’angolo.

  7. lanoisette ha detto:

    ah, e la pulizia delle suole dalle cacche di altri cani è cosa quasi quotidiana. io ho u npaio di scarpe apposite, addirittura.

    • ellegio ha detto:

      Una delle strade più frequentate del quartiere per le passeggiate serali con Fido è quella dove sta la scuola elementare dove andiamo noi. La scuola la sera è chiusa, è un posto tranquillo perché Fido si rilassi. La mattina, quando i bambini entrano a scuola, puoi immaginare cos’è. Ma insomma, se ci fosse una regola per cui stronzo=fascista, me ne farei anche una ragione.

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