essere anonimi

Lui e lui, la stessa cresta e gli stessi jeans neri, ridono davanti allo scaffale dei detersivi, si aiutano in fila alla cassa, si passano le confezioni da infilare nella busta, come fanno tutte le coppie giovani.  Prima o poi arriva il giorno, finisci il liceo, lasci il paesello, la cittadina di provincia, casa, ed è per sempre. Sali sul pullman (perché sempre in pullman, poi, non lo so), arrivi nella grande città, e lì sei finalmente nessuno in mezzo a tutti. 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

13 risposte a essere anonimi

  1. 'povna ha detto:

    C’è una punta di insofferenza come per il cappuccino e cornetto o sbaglio? E, se non sbaglio, posso chiedere perché?

  2. ellegio ha detto:

    No, no, nessuna insofferenza. Anzi. Solo, dispiace per quelli che questa possibilità non ce l’avranno mai.

  3. 'povna ha detto:

    Ok, allora scusami, avevo frainteso il senso dell’anonimato. Dispiace per coloro che questa possibilità non l’avranno mai. Dispiace ancora di più per coloro che questa possibilità non la vorranno mai avere.

  4. laProfe ha detto:

    Sono io! Non voglio avere quella possibilità! Cioè, non l’ho proprio voluta avere. Ci ho rinunciato subito. No, grazie.
    Cioè, voglio dire, a me l’anonimato piace, ma non nella grande città. Sono anonima nella piccola città, fa lo stesso? Io sono contenta di non essere sbarcata nella grande città per essere nessuno in mezzo a tutti. Ma non dispiacetevi per me. Io sono contenta (e la mia grande città mi fa venire sempre -ma proprio sempre- il mal di testa 🙂

    • ellegio ha detto:

      Non era tanto per la grande città, più per l’anonimato. La grande città è solo la scusa – l’università è la scusa – ma ce ne sono tanti per cui l’anonimato è una liberazione.

      • laProfe ha detto:

        Ah, be’, allora io sono a posto 🙂
        Cioè, non proprio a posto, perché nella piccola città è difficile essere anonima, giusto? Il fatto è che io conosco soltanto alcune persone, nella piccola città, di altre dimentico il nome, e così via. Cosicché sono loro che sono anonime per me e, tutto sommato, funziona ugualmente

        (laprofe che magari da qui a qualche giorno, pur di evitare Poleltta, si trasferirà a New York…)

  5. laGattaGennara ha detto:

    Lui e lui o lei e lei. Scappare per stare. Ancora. A me sale una punta di tristezza.

  6. Pingback: alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 15.01.13 « alcuni aneddoti dal mio futuro

  7. ecco, infatti, anche a me sale la stessa tristezza della gatta. ma ben venga l’anonimato, che almeno gli consente di vivere la loro vita.

  8. musicamauro ha detto:

    esattamente l’opposto di quel che Fellini voleva dire nel film che non fece mai, insomma

  9. bianconerogrigio ha detto:

    L’anonimato, impossibile nel piccolo paese, mi sarebbe piaciuto molto. Ė vero comunque che se non conosci le altre persone ė come se l’anonimato ti avvolgesse. Sentire vicine le persone che contano basta, e che gli altri parlino pure …

  10. Anonimo SQ ha detto:

    La città rende liberi (cit).

    Anonimo SQ

I commenti sono chiusi.