Il caffè della zia Tina (fine)

Il caso sembrava risolto ma, mentre l’Ispettore tornava a casa, ricordò l’odore del caffè perché lo sentì passando vicino ad un bar. C’era qualcosa che non tornava. Ripensando al caso ricordò che Max aveva degli strani, grossi e spessi guanti di gomma blu, lunghi fino al gomito, mentre stava mettendo il caffè in alcuni sacchetti. E poi quel caffè non era un caffè normale, era qualcosa di speciale.

Magretti decise che voleva vederci chiaro: telefonò nuovamente alla Scientifica e al Commissariato per indagare sugli strani guanti e sul caffè. I risultati confermarono i sospetti dell’Ispettore. 

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L’uomo arrestato era allergico al caffè e una volta era stato addirittura in pericolo di vita dopo averne toccato un po’. Il caffè a casa della signora Pollastrelli, poi, era una miscela speciale, molto raffinata e assai costosa. Pochi potevano permettersela.

L’Ispettore allora pensò: per chi era il caffè della signora Tina se il proprietario del negozio era allergico ? Chi aspettava la vecchina realmente ? Cosa ci avrebbe guadagnato Max ad uccidere la vecchietta per una sola cioccolata quando lei ne comprava quattro o cinque, a volte anche sei, al giorno ?

Allora si fece una domanda fondamentale: chi ci guadagnava veramente dalla morte della signora Pollastrelli ?

Magretti decise quindi di tornare sul luogo del delitto e interrogati i vicini della vittima scoprì una cosa molto interessante: la signora Tina non aveva figli e le uniche visite che riceveva era da parte del nipote, un tipo sempre in bolletta che, cosa importante, apprezzava molto la miscela speciale di caffè. Era talmente appassionato da questo caffè che si era ridotto sul lastrico per comperane sempre di più.

Finalmente era tutto chiaro: il nipote per impadronirsi dell’ingente patrimonio della zia, e comprarsi chili e chili di caffè, aveva approfittato della venuta di Max per uccidere la vecchina e far ricadere la colpa su di lui.

Magretti tornò rapidamente al Commissariato per far liberare il proprietario del negozio e per mettere dietro le sbarre il nipote della vittima.

Il caso era finalmente risolto, ora ci voleva proprio un buon caffè ! 

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6 risposte a Il caffè della zia Tina (fine)

  1. laProfe ha detto:

    Sempre pensato che il caffè fa male. Complimenti alla giallista (e grazia, che non ci hai tenuto troppo col fiato sospeso). Grande, il Magretti!
    Non è che l’autrice ha voglia di una casa editrice? 😉

  2. ellegio ha detto:

    Ci ha messo tutte le vacanze di Natale. E credo che l’ispirazione sia venuta da un problema sulle frazioni con i sacchi di caffè che proprio non voleva saperne di risolversi (e poi dicono che la matematica non serve a niente…). Una casa editrice per minorenni? 🙂

  3. pensierini ha detto:

    Bravissima, GG! Ha talento, la ragazza!

  4. giulionga ha detto:

    Grazie, LGO! Quanta bellezza…
    E quanto alla voglia della giallista…quella viene, viene… 😀

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