Il caffè della zia Tina (2)

Il telefono squillò ed una voce minacciosa disse :”Abbandonate le indagini !”.

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L’Ispettore capì che aveva, finalmente, una traccia da seguire: aveva riconosciuto la voce al telefono, era quella del suocero del cugino del marito della zia del nipote della vittima.

Subito dopo Magretti telefonò alla Scientifica e scoprì che la vecchina, la mattina stessa del delitto, aveva fatto ben quattro telefonate al negozio di alimentari dove andava regolarmente a fare la spesa. L’Ispettore perciò si recò ad interrogare il proprietario del negozio, il signor Max, che però negò tutto. Allora Magretti seguì la cassiera del negozio e, raggiuntala sulla strada verso casa, si fece raccontare il motivo delle telefonate. Come al solito la signora Pollastrelli si era recata anche quella mattina a fare la spesa ed aveva comprato le solite quattro cioccolate ma, una volta giunta a casa scoprì che nella scatola ce ne erano solo tre. Allora tutta arrabbiata telefonò al proprietario del negozio pretendendo la cioccolata mancante ma lui inizialmente rifiutò. La vecchina però non si diede per vinta e ritelefonò altre tre volte finché Max accettò di portarle la cioccolata mancante alla chiusura del negozio.

Magretti capì all’istante cosa era accaduto e fece arrestare immediatamente il proprietario del negozio accusandolo di avere ucciso la signora Pollastrelli in un momento di ira, dopo una nuova discussione per la tavoletta di cioccolata.

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(continua!)

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Una risposta a Il caffè della zia Tina (2)

  1. bianconerogrigio ha detto:

    Voglio la fine del giallo 🙂 Bello come le soluzioni dei gialli che proponevo in classe nei momenti di relax ( di solito duravano un anno e la soluzione all’inizio dell’anno dopo.

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