12.12.12

Le occasioni mancate. Uno gli capita un giorno così, energia allo stato puro, e poi si rende conto che siamo a metà pomeriggio e non è ancora successo nulla di notevole, di memorabile, di epico.

Mi sono svegliata all’ora solita, all’ora solita ho buttato giù dal letto la figliola più grande,  poi ho dovuto aiutare il nano a cercare il Barone Lamberto (e perché vuoi proprio il Barone Lamberto? Tieni, ecco le Favole al Telefono. NOO, mi serve il Barone Lamberto. Ecco, dai, per fortuna. NOO, questo non è mio. Ma che importa, non fare capricci, è un’altra edizione ma è la stessa storia. NOO, io voglio quello mio!).

E da allora è stato un susseguirsi di eventi assolutamente ordinari: una normale discussione con una collega, lezioni con qualche risata, qualche tentativo di seminare il dubbio, tanto freddo per la strada, il cielo blu dei giorni d’inverno, tazze di caffè allineate tra le pile dei fogli, un paio di mail deliranti e molta uffa. Cose così.

E non posso neanche sperare nel 13.13.13.

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6 risposte a 12.12.12

  1. 'povna ha detto:

    Tutto sommato, pazienza, no? Io trovo rassicurante che i giorni cosiddetti attesi siano poi proprio come la vita. Normali.

    • ellegio ha detto:

      Anche se, ogni tanto, qualche bell’imprevisto non ci starebbe male. Basterebbe anche una giornata estiva in pieno inverno, o la materializzazione di un bel biglietto del cinema in mezzo a un pacco di relazioni già corrette.

  2. bianconerogrigio ha detto:

    Possiamo sempre proporre una riforma del calendario … 🙂

  3. giorgio giorgi ha detto:

    12.12.12: scritto così, sembra un numero di telefono…

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