cramer contro cramer

Il cellulare squilla mentre parlo con una mamma.  Eccheppalle, mi sono dimenticata di spegnerlo. Lo spengo – almeno, questo è quello che credo lì per lì, ma è falso: la prova provata è che squilla di nuovo. Quando lo riaccendo, tre ore dopo, leggo che i termosifoni della scuola dei bambini sono rotti e la classe è stata tratta in salvo da una mamma, che si è portata a casa tutti quelli che ha potuto. E meno male che ha un figlio in classe con O…o e una figlia in classe con la Gialla, così li ha presi tutti e due.   Privilegi del lavoro dell’insegnante: non fai un cazzo dalla mattina alla sera, però quando serve non ci sei mai lo stesso.

Vabbe’.

Nel frattempo, io ero lì che interrogavo i volontari del trimestre che sta finendo. In questo vortice di studio feroce da fine del mondo dell’anno, i neuroni hanno dei sussulti di vita, si ringalluzziscono. Stiamo davanti a un sistema 3×3, e qualcuno mi chiede

– Oh, prof: ma questo con Cramer come si fa?

Nema problema, dai, e giù con i determinanti delle matrici 3×3.

– Prof, ma come gli è venuta in mente tutta questa roba?

E no, non è la solita domanda disfattista. E’ curiosità sincera, forse un primo tentativo di immedesimarsi (ecco, mi siedo, prendo carta e penna…e poi? che razza di lavoro è, questo?). Potrebbe essere un primo effetto collaterale delle pillole di storia della matematica che assumiamo settimanalmente, ma anche no, chissà.

 

 

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4 risposte a cramer contro cramer

  1. bianconerogrigio ha detto:

    Dopo il titolo e l’incipit del post pensavo che avessi accoltellato il consorte, oltre che aver disperso i figli … 🙂

  2. laProfe ha detto:

    Non dire “pillole”, in questi giorni di pillole del sapere comprate a destra e a manca…
    (d’accordissimo sul lavoro di insegnante: siamo quelli che non fanno mai niente ma, in compenso, non ci sono mai, chissà perché…)

  3. ellegio ha detto:

    Volevo proprio dire pillole, però. Trovo certe cose in rete che c’è da leccarsi i baffi. Gratis. Sì, insomma, non volevo dire che qualcuno mi deve pagare per leccarmi i baffi, ma manco pagare l’amico dell’amico per le pillole emetiche, ecco.

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