Gli irriducibili

Gli ambulanti si lamentano del mal di schiena, piove da giorni e i tendoni di plastica sopra le bancarelle non proteggono più di tanto. Due ombrelli, 8 euro, e l’uomo – un omone, di qualche paese dell’est, è talmente triste che mi fa lo scontrino prima che io possa chiederlo. Fiscale, per giunta.

Due ombrelli che spariranno nel giro di qualche settimana, come tutti quelli che li hanno preceduti, perfino i due ombrelloni giganti a righe rosse.

Sotto il tendone del bar che si incurva sempre più sotto il peso dell’acqua due vecchietti in impermeabile fanno colazione. Non si può rinunciare al cornetto al bar, mai, per nessuna ragione.

La gente. Chissà cosa pensano quelli che ti passano accanto.

 

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11 risposte a Gli irriducibili

  1. laGattaGennara ha detto:

    Adoro l’estemporaneità sagace dei tuoi quadri.

  2. laProfe ha detto:

    Un quadro, sì. Bello 🙂

  3. bianconerogrigio ha detto:

    É da quando passavo ore in treno e in metropolitana ai tempi dell’università che me lo chiedo. mille storie. Mille vite che ti passano accanto e la voglia di afferrarle, conoscerle e non puoi, ti sfuggono …

  4. bianconerogrigio ha detto:

    …. Mille storie, mille vite che … (scusa ma è scappato il commento prima della correzione).

    • ellegio ha detto:

      Ecco, sì. Ce ne devono essere mille interessanti, del resto finché rimangono tutte intrappolate nelle teste di chi le vive, chi può saperlo?

  5. 'povna ha detto:

    Perché irritanti, poveretti?! (ma probabilmente sono io che non capisco, in questi giorni).

  6. melchisedec ha detto:

    Che bella prosa poetica, Ellegio! Mi piace la focalizzazione sul particolare come segno che rimanda ad altri significati.

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